BASTA CON I CONTAMINANTI NEI PRODOTTI DI USO COMUNE
ERRORI DI ETICHETTATURA
Si sviluppa un marketing consumistico per i prodotti della cura della persona e le pulizie della casa e la detergenza del bucato. Parallelamente vi è un incremento di ricerche che investigano i pericoli nascosti per la salute umana, quella degli animali e dell’ambiente.
ULTIMA PUBBLICAZIONE
Nel mese di agosto 2026, i ricercatori del Million Marker Research Institute (MMRI), Berkeley della California e del Southwest Research Institute (SwRi) San Antonio, Texas hanno pubblicato su Environmental & Health di ACS Publications lo studio: “Rischi nascosti: un’analisi chimica non mirata rivela la presenza diffusa di contaminanti e di etichettature errate nei prodotti per la cura della persona e per la pulizia”.
ARTICOLI INVESTIGATI
Sono stati testati un totale di 113 prodotti appartenenti a 12 categorie: shampoo, prodotti per lo styling dei capelli, la cura della barba, creme solari, lozioni idratanti, prodotti per l’infanzia, articoli per il benessere sessuale, olio per il corpo profumato, detergenti mani e corpo, prodotti per zone sensibili compresi deodoranti e prodotti per labbra, articoli per l’igiene orale, oli grassi vegetali e oli essenziali, prodotti per la pulizia della casa compreso la detergenza bucato. Questi articoli sono stati acquistati per la ricerca nel 2021/2022 tra i principali rivenditori. Sono stati analizzati con una tecnica analitica avanzata mediante la gas cromatografia bidimensionale “comprenhensive” accoppiata alla spettrometria di massa (GCxGC-MS) alla ricerca di interferenti endocrini (EDC), cancerogeni e irritanti.
COSA È STATO RINVENUTO?
Sono state rivelate 3.141 sostanze chimiche uniche, di cui identificate 303 sostanze chimiche nocive. Quasi tutti i prodotti (98%) contenevano una sostanza non dichiarata in etichetta e l’85% dei prodotti ne conteneva almeno una con rischi per la salute noti o sospetti.
Secondo i ricercatori alcune non dichiarate forse erano dovute a contaminazione degli ingredienti usati (“contaminanti”), altre aggiunte intenzionalmente come “adulteranti” ma non indicate in etichetta. In particolare i prodotti con ingredienti “naturali” o “botanici” ne contenevano altri di origine vegetale ma potenzialmente dannosi. Chi conteneva “profumi” tra gli ingredienti vi erano anche gli ftalati sempre non indicati in etichetta, in quanto molte fragranze sono protette dal “segreto commerciale”. Poi sostanze inaspettate come adesivi e intermedi chimici.
ALTRI DATI EMERSI
Una media di oltre tre volte il numero di sostanze chimiche presenti nei prodotti rispetto a quanto indicato in etichetta. Oltre la metà dei prodotti (57,5%) non ha superato il test a causa di contaminanti non dichiarati, compresi quelli commercializzati come “naturali”, “non tossici” o “senza profumo”, con il 26% che conteneva sostanze che contraddicevano le dichiarazioni in etichetta. Il 37% dei prodotti conteneva sostanze botaniche potenzialmente dannose, in quanto gli estratti botanici non sono sempre sicuri anche se di origine naturale, possono causare reazioni allergiche, sensibilizzazione e irritazione cutanea, inclusa fotodermatite.
CONCLUSIONI
La maggior parte dei prodotti analizzati dalla ricerca conteneva interferenti EDC non dichiarati in etichetta. Gli interferenti endocrini, meglio sarebbe definirli “sabotatori” del sistema ormonale, come bisfenoli, ftalati e parabeni, ecc. sono associati ad effetti sulla salute come il cancro, malattie metaboliche e infertilità.
La ricerca ha evidenziato la necessità di sviluppare dei test più completi da eseguire sul prodotto finito anziché semplici analisi degli ingredienti. Le etichette nonostante riportino un elenco degli ingredienti, non riescono a cogliere l’intera gamma di esposizioni chimiche a cui è sottoposto il consumatore.
La conclusione è triste: i consumatore non può fare affidamento nella scelta di articoli più salutari sulla base dell’affidabilità delle etichette degli ingredienti contenuti, perché sono state trovate sostanze chimiche nocive in prodotti che dichiarano di esserne privi.
Civicrazia denuncia che nonostante si leggano attentamente l’elenco degli ingredienti nel tentativo di scegliere prodotti più puliti c’è il rischio di essere esposti proprio alle sostanze che si cerca di evitare.
Donatella Stocchi, Terapista della riabilitazione 





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