mercoledì 25 Gennaio 2023

Il diritto alle cure mediche non può essere negato ai cittadini per motivi meramente economici. La crisi, invece, ha cambiando l’approccio alla salute degli italiani, denuncia la civicratica Cittadinanzattiva.
”La rinuncia dei cittadini alle cure per motivi economici e’ un campanello di allarme, l’ennesima conferma che la Sanità italiana ha bisogno di interventi urgenti per assicurare l’universalismo garantito nella Costituzione”, commenta giustamente Teresa Petrangolini,  segretaria generale di Cittadinanzattiva.
L’Associazione, tra le 20 guida di Civicrazia, è attiva su molti fronti per tutelare la salute dei Cittadini, ad esempio con il Tribunale per i diritti del malato.

Le famiglie in difficoltà, se sopraggiunge un problema medico importante (es. cure dentali, protesi o l’assistenza di un genitore/parente non autosufficiente, malattie croniche o rare), si ritrovano in una condizione limite: scegliere tra la rinuncia alle cure o regredire alla soglia di povertà.
Alcune prestazioni sanitarie non possono continuare a ricadere sui redditi dei cittadini, già provati dall’innalzamento delle imposte, dei ticket e delle tariffe delle RSA.

Le risorse economiche pubbliche vanno gestite con oculatezza, con attenzione e trasparenza, come chiede Civicrazia.

”E’ necessario che lo Stato garantisca effettivamente l’accesso  dei cittadini alle prestazioni socio sanitarie necessarie alla salute innanzitutto attraverso il contrasto al fenomeno delle liste di attesa, eliminando gli sprechi e istituzionalizzando forme permanenti di valutazione della qualità dei servizi e dei pubblici amministratori con il coinvolgimento dei cittadini e delle loro organizzazioni”.
 

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