sabato 4 Febbraio 2023

adiconsum_logoBasta scaricare le inefficienze sui consumatori!

Le famiglie italiane spendono sempre di più per servizi pubblici locali spesso non all’altezza. E’ il caso dell’acqua.
I dati sull’aumento di spesa sopportata dalle famiglie sono allarmanti.
Secondo Adiconsum, tra le 20 associazione guida di Civicrazia, è quanto mai necessario stilare le Carte di Qualità dei Servizi come previsto dalla Finanziaria 2008 e realizzare una vera democrazia economica nelle aziende concessionarie.

I dati che emergono dal rapporto Blue Book realizzato dal centro studi Utilitatis, in collaborazione con Anea – dichiara Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum – indicano chiaramente come una famiglia, tra il 2008 e il 2010, ha dovuto sopportare un aumento di spesa del 6,5%, con un +4,2% soltanto negli ultimi dodici mesi. Aumenti ben al di sopra dei tassi di inflazione registrati nello stesso periodo.

Perdita del posto di lavoro, cassa integrazione, mobilità – continua Giordano, hanno attutito fortunatamente l’impatto di una crisi epocale e globale, ma hanno anche ristretto significativamente il reddito di tantissime famiglie italiane, reddito che si restringerà ulteriormente visti gli indicatori che indicano un progressivo aumento delle tariffe dei servizi pubblici locali nei prossimi mesi.

Adiconsum chiede ai gestori dei servizi pubblici locali di rispettare la Finanziaria 2008 (comma 461 art.2) che prevede la realizzazione di Carte di Qualità dei Servizi tra Associazioni Consumatori e associazioni imprenditoriali, nonché un monitoraggio costante e la verifica annuale della qualità gli stessi.
Trasparenza e monitoraggio costante, in senso civicratico, quindi.

Al controllo dell’associazionismo dei consumatori e degli imprenditori, previsto dalla legge va aggiunto – secondo Giordano – anche un controllo dei lavoratori delle aziende concessionarie, attraverso l’accesso dei lavoratori dipendenti al capitale delle aziende o in via diretta, tramite il conferimento a titolo gratuito o oneroso di azioni o quote di capitale sociale, o in via indiretta, attraverso la destinazione collettiva di quote volontarie della retribuzione accessoria all’acquisto di azioni o di quote del capitale sociale gestite collettivamente tramite la costituzione di fondazioni o di associazioni.

Basta con aumenti ingiustificati, sì alla democrazia economica ed alla concertazione per il miglioramento dei servizi indispensabili ai consumatori!

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