giovedì 9 Febbraio 2023

soldiLe tariffe per Rc Auto continuano ad aumentare.

Secondo un’indagine condotta sulle principali compagnie assicurative da Adiconsum (tra le Associazioni Guida di Civicrazia) è emerso che a distanza di neanche un anno dagli annunciati sconti, le tariffe sono state nuovamente “ritoccate” verso l’alto.

Punte vertiginose che raggiungono anche il 20%; è il caso di Napoli e Provincia.
Aumenti stellari, ma la spiegazione per tali rialzi – anche a chi è illibato sul fronte sinistri stradali  – resta celata da mille interrogativi.
Da anni assistiamo a un “ping pong” di cifre fra associazioni dei consumatori e compagnie assicuratrici: le prime sostengono che, ogni anno, le tariffe Rc auto rincarano parecchio (saremmo a un +131% in 15 anni!); le seconde rispondono che, soprattutto negli ultimi anni, le Rca sono scese, e che comunque i rialzi sono stati lievi.

Come direbbe Antonio Lubrano… “la domanda nasce spontanea”: chi dice la verità?

Per fare un po’ di chiarezza ci siamo rivolti ad un esperto del settore, il Dott. Fabrizio Premuti, responsabile nazionale del settore assicurativo Adiconsum, che ha risposto con chiarezza alle nostre brevi e semplici domande.

 

Perché tanta differenza di premio RC Auto tra Napoli e le altre città?

“E’ necessario un passo indietro: al 1995. E’ in quella data che ha avuto luogo la liberalizzazione che ha permesso di svicolare i profili assicurativi. La personalizzazione della tariffa finale si basa su dati quali il tipo di macchina e i relativi cavalli, nonché su parametri sociodemografici dell’assicurato: età, sesso, lavoro dell’assicurato e dati , macchina, cavalli, cilindrata… e non ultimo il territorio, che contribuisce a far variare la percentuale di rischio”.

Che vuol dire… chi abita a Napoli guida peggio degli altri?

“Non proprio. Anzitutto il fenomeno dei rincari legati al territorio non riguarda solo Napoli, ma anche alcune zone del Triveneto, Bologna… parte della Puglia. E’ legato all’indice di rischio, che si rifà alla frequenza dei sinistri. Un dato significativo che aiuta a comprendere la situazione: a Napoli questo indicatore si attesta al 20% (rispetto ad una media italiana dell’8%, ed europea pari al 4,4%); ciò vuol dire che per le compagnie assicurative accettare clienti su Napoli comporta un onere potenziale di spesa maggiorato; non certo una prospettiva invitante.
Ciò non significa che i napoletani guidino male. A far salire i costi dell’RC Auto, sono piùttosto le tante micro e maxi truffe sui risarcimenti: finti incidenti… Per i pochi disonesti, i tanti onesti si trovano a pagare di più”.

Cosa possono fare i cittadini, invece, per combattere gli aumenti ingiustificati?

“Noi come Adiconsum abbiamo fatto molto in tal senso. Vedasi i tanti appelli fatti in Commissione Finanza di Camera e Senato, all’Ania, all’Isvap… ma non abbiamo trovato volontà concreta di intervento. Allo stato di fatto è evidente che alcune imprese hanno lucrato dal finanziamento diretto, senza investire sulla prevenzione e persistono i problemi di sempre. Ad ogni modo non ci arrenderemo. La questione è strutturale. Occorre puntare sull’educazione civica ed aumentare i controlli”.

Che tipo di controlli?

“Anzitutto occorre contrastare il fenomeno delle vetture che circolano senza alcuna assicurazione.
Il risarcimento di incidenti la cui responsabilità è di conducenti privi di RC Auto ricade su chi la RCA la paga regolarmente, maggiorando il premio. Non è giusto che gli onesti paghino per i ‘furbetti’.
La piaga della non assicuirazione è piuttosto alta a Napoli, Caserta… ma anche in anche in regioni come il Lazio.”

Lotta all’evasione, alla microcriminalità, cultura della legalità sono i presupposti di una fiscalità più leggera e di una società migliore.
Da civicratici non possiamo che condividere l’invito alla responsabilità di Adiconsum.
Civicrazia con le sue oltre 4000 associazioni si batte costantemente a favore del buon esempio.
L’educazione civica è imprescindibile, come cittadini, ma anche come automobilisti.

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