venerdì 3 Febbraio 2023

 Mentre gran parte degli italiani devono lottare per arrivare a fine mese tra precariato, caro benzina e aumenti delle utenze, gli stipendi di molti manager hanno cifre da capogiro. Non solo nel privato, dove il compenso degli amministratori è legato al fatturato d’azienda, ma anche nel pubblico.

E’ paradossale registrare come sussistano distanze abissali tra la retribuzione media dei cittadini e quella dei loro “dipendenti” pubblici, siano essi politici o dirigenti statali. Per questo, civicraticamente, accogliamo come una buona notizia l’emendamento che quantomeno limita lo stipendio totale dei manager pubblici alle indennità parlamentari, vietando l’integrazione con stock option. Il provvedimento va di pari passo con l’indicazione europea.

“L’emendamento presentato ieri al senato dove si discute il ddl sulla Legge comunitaria è solo il primo passo dell’operazione trasparenza”, scrive Nando Santonastaso in seconda pagina del Corriere della Sera. Non solo: anche nel privato oltre agli stipendi dovrà essere resa pubblica “la politica in materia di remunerazione”, cioè di cosa si compone e come viene calcolata la retribuzione dei top manager.

Attendiamo trasparenza anche sulle consulenze affidate spesso ai soliti pochi amici! Come Cittadini chiediamo troppo?
No. Vogliamo sapere ed abbiamo diritto di sapere come vengono spesi i nostri soldi.

Translate »