mercoledì 25 Gennaio 2023

 Di cosa si tratta? Della weltanshauung di molte grandi e piccole amministrazioni, delle guerre di potere di assessori, funzionari, politici… ognuno intento a dimostrare di avere un potere, a costo di utilizzarlo per ostacolare. E’ l’Italia degli scarica barile, dei raccomandati, dei ritardi burocratici, dei carrozzoni di Stato, l’Italia a cui si contrappone, con il proprio appello di trasparenza, Civicrazia.
Ne parla, dalle pagine del Corriere della Sera (nella rubrica Pubblico & Privato), il sociologo Francesco Alberoni. Pubblichiamo alcuni estratti dell’articolo:

“…l’Italia è piena di esempi simili: bellissimi ospedali abbandonati, autostrade non finite. Perché? Perché nelle grandi democrazie, finita la campagna elettorale, il vincitore riconosce i meriti del vinto e, se costui ha fatto qualcosa di buono, lo utilizza, lo sviluppa. In Italia no. La campagna elettorale non finisce mai e il vincitore svaluta e blocca anche le migliori realizzazioni del predecessore per non dare merito all’avversario”. 

E ancora:

“In Italia per fare qualsiasi cosa occorrono decine di permessi, di firme congiunte ed è facilissimo bloccare un’iniziativa, trovando un appiglio, ignorando una pratica, perfino non rispondendo al telefono. Spesso il motore è la vanità: – Così vedrà chi comanda! -. Moltissime persone poi concepiscono il lavoro nella pubblica amministrazione come scambio di favori. Io ti faccio il favore di firmare il tuo permesso solo se tu mi fai un altro favore a cui tengo. Nel frattempo blocco tutto.     Infine molti concepiscono la carica pubblica come un privilegio e come un donativo a cui non corrispondono doveri …  Al fondo di tutto c’è una mentalità che mette al primo posto il rapporto fra persone, il prestigio e il potere personali e all’ultimo i cittadini con i loro bisogni”.

Uno scenario demoralizzante la riflessione finale di Alberoni, che chiude con un interrogativo: “Con questo modo di pensare come fa il Paese a funzionare?”.

Civicraticamente è con forza che sosteniamo e animiamo la risposta che il sociologo si dà, e che rinverdisce di speranza l’articolo facendoci subito pensare a tutte quelle che sono le voci positive dell’Italia che fa.

Scrive Alberoni: “Perché c’è una minoranza che si preoccupa veramente del bene pubblico, che organizza, vigila, controlla finché il risultato non viene raggiunto”.

Perché funziona ancora l’Italia? Per i civicratici, per i tanti che lo sono senza sapere ancora di esserlo, per chi rifiuta di essere un cittadino di serie B e si attiva in prima persona per partecipare alla cosa pubblica e potenziare i propri diritti, come le oltre 4000 realtà associative che sono l’anima della nostra coalizione.
 

Leggi gli altri articoli della sezione

 

Translate »