mercoledì 25 Gennaio 2023

Il disastroso terremoto che ha colpito lo stato di Haiti e la sua capitale Port au Prince ogni sera ha portato agli onori delle cronache un Paese tra i più poveri del mondo. Media e giornali trasmettono le immagini post catastrofe soffermandosi su donne, bambini, anziani dai volti rassegnati e smarriti.

Twitter e Facebook raccolgono il volto più umano e concreto della disgrazia: appelli per i dispersi, rassicurazioni ad amici e parenti, richieste di solidarietà.

E gli aiuti non tardano ad arrivare grazie ad associazioni, enti ed ONG attive. Persino l’ONU – che ha perso 40 dipendenti a causa del sisma e conta ancora oltre 300 dispersi – ha definito per bocca di un suo portavoce il terremoto di Haiti come il peggior disastro che abbia mai dovuto affrontare nella sua storia. ”Il sisma ha distrutto tutte le strutture locali dell’isola”: restano sopravvissuti ancora più poveri a districarsi tra saccheggi e violenza (abitanti col machete a caccia di cibo), al punto da ipotizzare la necessità di un coprifuoco.

Grazie al civicratico intervento senza sosta di volontari e ong continuano ad essere soccorsi sopravvissuti dalle macerie, ma è il dopo terremoto il vero problema: bisognerà sostenere la ricostruzione di un paese già vessato da gravissima povertà e alti livelli di corruzione.

 

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