martedì 31 Gennaio 2023

Il social network più famoso al mondo è ormai al centro dell’agenda tecnologica dei media

di ANTONIO VISICCHIO* (da La Nuova del Sud, 30/12/2009)

Un nuovo movimento civico nazionale che non ha nessuna aspirazione politica-elettorale inizia a muovere i primi passi
anche in Basilicata. Nelle prossime settimane verranno organizzate delle iniziative locali per presentare gli obiettivi della compagine. Molte attività vengono portate avanti su Internet, in particolare sul social network Facebook. La democrazia del terzo millennio passa attraverso Facebook. Negli ultimi tempi il più famoso social network è prepotentemente al centro dell’agenda tecnologica dei media. Articoli, inchieste sui settimanali, servizi ai telegiornali. Temi che spesso sono inquinati da una sorta di pregiudizio tecnologico e che lasciano in penombra tutto quello che di buono c’è sui social network. La Civicratic web action ne è un esempio. Una realtà unica, un esperimento innovativo di circa 40 gruppi attivi su Facebook.
Per prendere dimestichezza con questo nuovo modo di intendere la vita pubblica è già attivo il profilo “Civicrazia Italiana”. Una rete nella rete. Una forza propulsiva che spinge verso il raggiungimento di un obiettivo comune: rendere il cittadino davvero protagonista del nostro Paese. In un’unica parola: Civicrazia. Variegati i gruppi che aderiscono all’iniziativa. Spesso sono l’interfaccia di illustri associazioni che operano in vari ambiti del sociale: dal Wwf, alla Caramella buona, passando per Federcontribuenti e Angeli della notte. Altre volte, sono di formazione spontanea e a forte connotazione
umanitaria, come “Amici di Suor Maria Mazzone”, gruppo della missionaria ruvese in Zambia. Ogni gruppo è la stanza di una bellissima casa in cui tutte le stanze sono comunicanti.
È questa la casa della Civicrazia, piena di sole e vuota di ombre, proprio perché ogni stanza è l’ingresso di un’altra.
La comunicazione riesce così ad aprire ogni porta, anche la più impenetrabile. Sconfigge i fantasmi e illumina d’immenso. I periodici incontri di questi gruppi sono detti “Facebook Day”. Si svolgono dinanzi al Parlamento italiano, nella sede del Garante della Privacy. È così che il brusìo inascoltato del cittadino diviene “urlo” civicratico delle associazioni.
Impossibile allora non ascoltarlo. Il Facebook day è la giornata del libro aperto. La giornata in cui si legge negli altri e ci si lascia leggere, si condividono esperienze passate e progetti futuri, per poter scrivere, magari, un nuovo capitolo di storia patria. Facebook sembra sposare questa esigenza: è di moda, è pieno di giovani e viene visto dai politici come uno strumento per allontanare lo spauracchio della casta e il disgusto politico che si avverte in questa fase della vita pubblica italiana. Punto di forza di Facebook è la velocità con cui si diffonde il passaparola. Un megafono che moltiplica all’infinito il messaggio Civicratico. La famosa “agorà” è ora sul web dove, è bene sfatare il mito, non circolano solo terroristi e parolacce. Un vero e proprio esperimento di democrazia virtuale. La “second life” della Repubblica italiana. Una svolta è allora possibile, se a chiederla sono i cittadini e le associazioni. Ed è così che Facebook mostra il suo lato migliore e più potente: quello che porta alla democrazia del futuro, alla Civicrazia, in cui saranno le persone stesse, ad essere –forse per la prima volta- al centro dello Stato.
 

* Referente Laboratorio Privacy Sviluppo

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