lunedì 26 Ottobre 2020

Stir, puzza e paura. L’ambiente al primo posto nell’agenda del difensore civico campano di Cristina Florenzano

mercoledì 23 Settembre 2020 07:13
Battaglie

La questione ambientale in Campania è divenuto un tema molto sentito dalla popolazione. Nel 2019, diverse organizzazioni non governative, tra cui Legambiente, hanno presentato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo dei “ricorsi presentati contro l’Italia per non aver tutelato efficacemente i diritti protetti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, compreso il diritto alla vita e il diritto alla vita privata e familiare, garantiti rispettivamente dagli articoli 2 e 8 CEDU. Questo è il risultato del continuo inquinamento ambientale causato da tonnellate di rifiuti tossici scaricati e bruciati in discariche illegali in Campania, nel territorio conosciuto come la Terra dei Fuochi. Tale scarico e combustione da parte di organizzazioni criminali ha causato gravi contaminazioni dell’aria e del suolo che a loro volta hanno avuto, e continuano ad avere, un impatto negativo sulla salute. Prove scientifiche dimostrano, infatti, un legame statistico tra il disastro ambientale in Campania e l’aumento dell’incidenza di malformazioni e mortalità per cancro nella regione”. Questo accadeva nel settembre 2019. Nell’articolo pubblicato su https://www.letsdoititaly.org/notizie/95-iniziative/182-disastro-ambientale-campania-intervento-terzi-presentato-corte-europea-diritti-uomo.html è evidenziato che “il disastro ambientale in Campania è stato esacerbato dalla mancanza di un quadro giuridico nazionale efficace volto a prevenire i crimini ambientali e dalla mancanza di un approccio precauzionale nell’affrontare e rimuovere tutte le fonti di inquinamento ambientale dannose per la salute umana.”

Il tema ambientale entra a pieno titolo, dunque, nell’agenda del Difensore Civico Campano, il quale dopo

Agrimonda – una bomba ambientale, in attesa della bonifica dal 1995, quando un incendio distrugge l’azienda di pesticidi e fitofarmaci dove ad oggi, sotto l’ex deposito di fitofarmaci Agrimonda, c’è ancora qualcosa che ribolle e che continua a inquinare terreni e pozzi – interviene nella questione Stir a seguito del ricorso delle Associazionii “Adotta la città” e “Fermiamo il degrado ambientale”

Si tratta di una buona notizia – ha affermato Raffaele Aveta, portavoce delle Associazioni e autore del ricorso – finalmente le nostre proteste iniziano a trovare ascolto presso le autorità competenti. Alla luce dei gravi fatti da noi evidenziati, il Difensore civico ha chiesto ai Comuni di Santa Maria Capua Vetere e San Tammaro ed all’Asl di fornire chiarimenti entro 30 giorni.”

(https://www.casertanews.it/attualita/difensore-civico-chiarimenti-stir-santa-maria-capua-vetere.html?fbclid=IwAR02x96q4r9BhEF241PDbothC9wXZ9Wb77HFSanL0VQqa3Xy5WPsA3UaAwM)

Le Associazioni denunciano odori nauseabondi dell’impianto Stir e attendono dalle istituzioni interventi risolutivi, vogliono conoscere i dati relativi alla qualità dell’aria che respirano e, in particolare, sulle polveri sottili presenti. La salute dei cittadini prima di tutto anche negli ultimi sviluppi del diritto internazionale. Infatti, si va affermando sempre più il diritto ad un ambiente sano quale principio e il degrado ambientale quale fenomeno che impatta direttamente sul godimento dei diritti fondamentali, incluso il diritto alla vita.

In tal senso,le istituzioni possono essere ritenute responsabili di non aver adottato tutte le misure necessarie per prevenire il degrado ambientale anche in situazioni in cui il problema è causato da attori non statali.