sabato 21 Gennaio 2023

“Ragioniamo sulla gestione della pandemia “Covid 19″. Il cittadino chiede risarcimento per gli abusi subiti”. Giancarla Perotti

lunedì 15 Agosto 2022 10:29
Battaglie Notizie

 

 

vaccini casa della gioventu

Ragioniamo sulla gestione della pandemia “Covid 19.

Il cittadino chiede risarcimento per gli abusi subiti.”

Introduzione

    Il sistema in cui viviamo, incessante, porta alla non ragionevolezza. Molti non ragionano più. Dall’inizio della pandemia l’utilizzo della ragione è stato quasi inesistente anche perché il sistema in cui viviamo non ci dà il tempo e la possibilità di fermarci a riflettere.

In verità è da anni che si ragiona poco e si accettano condizioni insensate anche da parte della pubblica amministrazione, non solo  della pubblica amministrazione sanitaria ma anche della pubblica amministrazione scolastica che  riesce così a non far ragionare l’adolescente. Oggi chi ragiona e comunica la sua riflessione, se essa non combacia con i piani già programmati dall’alto, viene penalizzato, ridicolizzato, bullizzato.

Non vogliono farci pensare perché il pensiero crea. Il ragionare è un’attività necessaria e presuppone libertà. Se la persona è libera si sente libera e pensa in modo critico. Occorre  esercitare un senso critico allenato e vivace.

Edgard Morin, autore di una rivoluzione culturale, invita insegnanti e studenti a ragionare sull’attuale stato dei saperi e sulle sfide che caratterizzano la nostra epoca: i nuovi problemi posti all’umanità da una interdipendenza planetaria irreversibile tra le economie, le politiche, le religioni e le malattie.

Uno dei testi di questo pensatore francese ha per titolo “Una testa ben fatta”, in cui l’autore, partendo da una frase formulata da Montaigne “è meglio una testa ben fatta che una testa ben piena” spiega che una testa piena di informazioni nella quale però il sapere è accumulato, ammucchiato e non possiede un principio di selezione e di organizzazione che gli dia senso, è da rieducare.

Quindi è preferibile una testa ben fatta che dispone di un’attitudine a ragionare sui problemi perché sa collegare i saperi e che, oltre allo spirito scientifico, aggiunge lo spirito rinnovato della cultura umanistica. Questa modalità di procedere risponde alle sfide della globalità e complessità della vita quotidiana, una cultura che permetta di comprendere la nostra condizione e ci possa aiutare a vivere meglio.

      Il senso critico spronato dalla ragione sprigiona idee, idee che illuminano, idee che possono salvare il mondo. Un mondo, questo mondo, che è povero di mondo e di un’Idea. In proposito esidero ricordare che Civicrazia è l’Idea. Precisamente l’idea del futuro. “Civicrazia è la prima idea del terzo millennio e amalgama in un’unica visione:

–        dal punto di vista individuale il rispetto della dignità umana e della libertà,

–        dal punto di vista interindividuale la fraternità,

–        dal punto di vista statale la partecipazione e la responsabilità del singolo secondo impegno e competenza.

Per Civicrazia la democrazia non è fondata sul padroneggiare i meccanismi manipolativi delle liste elettorali, bensì sull’effettiva possibilità di ciascuno di raggiungere ogni posizione, basata solo su impegno personale e competenza. 

Purtroppo sovente nei vertici di partiti politici e di enti pubblici non si entra oggi per impegno e capacità, ma per asservimento”.

Ricordiamoci innanzitutto che siamo esseri umani. Ce lo stanno facendo dimenticare. Stiamo vivendo una guerra subdola e silenziosa, come commenta nel suo libro “La guerra silenziosa. La crisi dell’Europa e l’alleanza mediterranea che ci salverà” la giornalista Tiziana Alterio.

È una guerra a tutti gli effetti, però silenziosa appunto, una guerra subdola, invisibile perché è molto difficile anche definirne i contorni e comprendere chi ci sia dall’altra parte, chi sia il nostro nemico.

Noi invece vogliamo ragionare, non vogliamo essere sudditi. Dovremmo essere in uno stato democratico anche se concretamente constatiamo sempre più di vivere in una dittatura. Ultimamente, lo abbiamo sperimentato con l’obbligo del vaccino che tra l’altro non ha preservato dal virus e chi si è rifiutato di farlo ha avuto grosse ripercussioni sul lavoro, come per esempio gli insegnanti che hanno perso lo stipendio, poi sono stati demansionati in segreteria con il doppio delle ore.

Ma noi vogliamo la democrazia autentica.  La pandemia non è stata gestita democraticamente e tenendo presente il bene per la persona. Gli interessi sono stati altri. Innanzitutto ci chiediamo il perché la popolazione è stata vaccinata senza un’adeguata comprensione dei rischi ai quali si stava esponendo.

Abbiamo via via  capito che i vaccini per il Covid-19, come sono stati utilizzati, possono essere non solo  inutili ma persino controproducenti, dal momento che stimolano le variani, e persino dannosi.

Inoltre emerge sempre più la disastrosa situazione economica recata alle piccole e medie imprese.

  1. a)Incompletezza e mancata sicurezza negli studi

Chi è stato inoculato doveva essere espressamente informato che mancano gli studi indubitabili preclinici, farmacologici e clinici. Al  momento non sono confermate né la validità né la sicurezza di tali farmaci. Invece, le autorità sanitarie non hanno sufficientemente informato i vaccinati sull’assenza di  studi e sull’impossibilità di garantire efficacia e sicurezza e lo stesso vale per il personale vaccinatore. Le autorità e il personale non hanno mai illustrato compiutamente  i pericoli ai quali l’inoculando si stava per esporre, quando invece sarebbe stato un loro preciso e puntuale dovere etico, oltre che legale.

  1. b)Mancata esenzione per i soggetti a rischio

Le persone a rischio, non solo non sono state esentate, ma sono state spesso  forzate alla vaccinazione. Molti pazienti che presentano fattori di rischio (indicati tra i criteri di esclusione degli studi sperimentali) sono stati costretti al trattamento vaccinale per non perdere il lavoro, mettendo a rischio la propria vita per via di una disposizione ricattatoria che altrimenti li avrebbe lasciati morire di fame. Ci si chiede in base a quale principio, scientificamente fondato, siano stati obbligati dalla legge, pur presentando le gravi controindicazioni non negate  dalle stesse aziende produttrici.

  1. c)Mancata esenzione per chi è già immunizzato

Emerge oggi un altro punto. Non si deve mai vaccinare chi ha già anticorpi specifici: è una regola della Medicina che valeva per qualsiasi vaccinazione. Nella vaccinazione SarsCovid-19, invece, sono stati disattesi molti parametri della Scienza medica e del buon senso e, di conseguenza, i cittadini con anticorpi anti SARS-CoV-2 sono stati comunque vaccinati. Questo è particolarmente grave per almeno tre motivi:

1)       è inutile vaccinare chi possiede già anticorpi e la vaccinazione in questi casi è priva di senso;

2)      è una palese contraddizione: da un lato, la positività al sierologico è fra i Criteri di Esclusione del Protocollo di studio clinico, per cui viene escluso dallo studio chi è già immunizzato, a prescindere da quanto tempo (quindi si considera immunizzato a vita chi ha contratto la malattia), dall’altro, viene vaccinata l’intera popolazione senza tenere         conto della positività sierologica e la si obbliga all’inoculazione a distanza di sei mesi dalla malattia (in alcuni casi dopo tre) senza alcuno screening anticorpale;

3)     vaccinare chi è già immunizzato vuol dire esporlo all’alto rischio di gravi complicanze. Con i virus a RNA a catena singola che incontrano
una variante simile ma non uguale, gli anticorpi possono essere meno efficaci (detti “subottimali”) e il patogeno, evadendo il controllo, può scatenare linfopenia, tempesta citochinica, autoimmunità, polmonite eosinofila e decesso. (Cfr. Rapporto sulla campagna vaccinale e sulla gestione del covid-19, p. 10).

   Per quale motivo, allora, tutti quelli già immunizzati dovrebbero sottoporsi alla
vaccinazione Covid-19?

  1. d)Non efficacia di questi vaccini

I vaccini non impediscono il contagio e lo abbiamo costatato. Infatti persone vaccinate con tre dosi hanno contratto la malattia almeno una volta. A cosa servono questi vaccini? A prendere il covid in maniera più leggera? Sicuramente no. Ci sono state persone vaccinate con tre dosi che hanno preso il covid con sintomi gravi e persone non vaccinate che hanno avuto il covid senza sintomi. Inoltre – cosa molto grave! – i vaccinati non sono stati sottoposti all’obbligo del tampone, ma solo chi non era vaccinato. Quindi il vaccinato spesso era positivo senza saperlo e girava come e quando voleva.

  1. e)I protocolli della morte (Cfr. Rapporto sulla campagna vaccinale e sulla gestione del covid-19, p. 65)

I protocolli hanno imposto la strategia della vigile attesa che consiste nell’aspettare
a curare finché non ci siano sintomi gravi, e che si è tradotto nel non curare i malati: è per questo motivo che tantissimi pazienti sono finiti in ospedale. Nel modulo di consenso informato da fare firmare ai pazienti è scritto: Lei verrà trattato in base ai protocolli attualmente in uso e approvati da vari comitati scientifici: paracetamolo o
antinfiammatori, desametasone (non prima di 72 ore dall’inizio dei sintomi) o prednisone, enoxaparina (solo nei pazienti immobilizzati per l’infezione in atto), antibiotici solo in caso di sovrapposizione batterica. 
Tutto ciò è molto discutibile e le informazioni non sono adeguate.

Ecco che cosa è scritto nel sito del Ministero della Sanità:

Cosa prevede il Piano strategico vaccinazioni anti Covid-19 e qual è l’obiettivo della campagna vaccinale?

Obiettivo della campagna di vaccinazione della popolazione è raggiungere un’elevata copertura vaccinale con il completamento dei cicli attualmente autorizzati per ridurre la circolazione del virus e lo sviluppo di varianti e prevenire efficacemente l’insorgenza di patologia grave e di decessi”.

https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioFaqNuovoCoronavirus.jsp?id=255&lingua=italiano (11/07/2022)

Come mai il 12 luglio 2022 nel sito del Ministero della Sanità è allora ancora scritto, come sopra riportato, che l’obiettivo della campagna vaccinale della popolazione è quello di ridurre la circolazione del virus e lo sviluppo di varianti e prevenire patologie gravi e decessi?

Svegliamoci dal sonno e ragioniamo!

La circolazione del virus prosegue, i dati non sono comunicati chiaramente,         le varianti si sviluppano proprio con i vaccini e sempre i vaccini hanno prodotto gravi patologie e decessi.

Sempre sul sito del Ministero

Cosa posso fare per proteggermi?

Gli accorgimenti da seguire per ridurre il rischio di infezione, proteggendo sé stessi e gli altri, sono:

Come mai è scritto per primo vaccinarsi se molte persone vaccinate si sono infettate anche più di una volta ed hanno infettato dal momento che non sono stati obbligati a farsi qualche tampone di controllo?

A questo punto rimandiamo alla lettera firmata da un gran numero di medici, che pone 50 domande al governo sulla mala gestione della “pandemia” Covid-19.

Sono 50 domande alle quali aspettiamo ancora  tutti di ricevere immediate  chiare  risposte.

Tali risposte sono ineludibili e improrogabili.

chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.laltramedicina.it/wp-content/uploads/2022/06/50-DOMANDE-PRETENDONO-RISPOSTA.pdf (maggio 2022)

Le persone si stanno svegliando e stanno ora chiedendo risarcimento dei danni per la gestione incostituzionale e/o inadeguata  della pandemia  (Cfr. art. 32 della Costituzione Italiana).

Per approfondimento:

https://www.lafionda.org/2022/07/16/cosa-e-andato-storto-nelle-politiche-anti-covid/

Alleghiamo la descrizione di sole tre testimonianze (fra le tantissime raccolte):

caso n. 1

Febbraio 2021. G. P. chiede al suo medico di base F. G. dell’Area Vasta 5 se con le sue patologie (allergia al vaccino influenzale, psoriasi, diabete, ipercolesterolemia, trombosi venosa safena pregressa, ipertensione arteriosa) può vaccinarsi. Il medico risponde negativamente e cioè che non si deve vaccinare.

Agosto 2021, il medico di base F. G. è divenuto medico vaccinatore e chiede alla sua paziente G. P.: “Ma lei non si è vaccinata?” La signora risponde che è stato lui a dirle che non si doveva vaccinare per le sue patologie. A questo punto il medico si arrabbia e con tono di voce alterato spiega alla paziente che si deve vaccinare perché il vaccino fa bene proprio per chi come lei ha quelle patologie. La signora G. P. è destabilizzata. Ma ragiona. Il giorno dopo va alla Asur e cambia medico di base.

  1. P.

Caso n. 2

La mattina del 7 aprile 2022, alle ore 9,00, sono uscita di casa per recarmi al Centro Vaccinale presso la casa della Gioventù via Abruzzo di Ascoli Piceno per ottenere l’esenzione digitale in quanto in possesso di quella cartacea non avendo potuto provvedere prima perché ricoverata in ospedale. Sono entrata e ho detto all’accettazione che ero andata per avere l’esenzione digitale. Mi ha fatto entrare e alla dottoressa A. L. ho presentato l’esenzione dal vaccino cartacea e ho chiesto quella digitale. La dottoressa l’ha letta e, senza chiedermi ulteriore documentazione, mi ha detto che non mi poteva dare l’esenzione digitale perché quella cartacea non era valida quindi potevo fare il vaccino. Ho risposto che l’esenzione cartacea era valida in quanto l’avevo ottenuta da settembre 2021 e si era rinnovata mese, per mese automaticamente tanto che mi era valsa per la scuola (sono un’insegnante) fino a gennaio. Inoltre quando è uscito il decreto che recitava che il giorno 27 febbraio scadeva l’esenzione cartacea io ero ricoverata. La dottoressa ha insistito dicendo che potevo fare il vaccino. A questo punto le ho fatto vedere il referto del doppler agli arti inferiori, fatto pochi giorni prima, che documentava una trombosi in atto dovuta forse al fatto che a febbraio avevo subito un intervento all’anca. Mi è stato risposto che il vaccino fa bene proprio per le trombosi. Non ha voluto sapere le mie patologie e mi voleva vaccinare sull’istante. Mi sono rifiutata di farmi vaccinare e prima di andarmene ho chiesto il certificato che attestava la mia presenza dato che stavo in malattia. La dottoressa A. L. mi ha risposto che non me lo avrebbe fatto se non firmavo il rifiuto della vaccinazione perché se non avessi firmato il rifiuto era come se io non fossi andata mai lì. Ma io lì ero andata non per vaccinarmi, ma per chiedere l’esonero digitale. Dopo una settimana di telefonate sono arrivata al responsabile dell’Asur Area Vasta 5 il quale ha provveduto a farmi fare, come da mio diritto, il certificato alla dottoressa A. L. che si era rifiutata di emetterlo il giorno 7 aprile presso il Centro Covid. Un abuso della dottoressa A. L. sia per il fatto che non mi aveva consegnato il certificato di presenza sia per il fatto che mi voleva vaccinare all’istante senza sapere tutte le mie patologie.

  1. P.

Caso n. 3

Mi chiamo A. M. e il 3 maggio dello scorso anno, 2021 mi sono recata all’Hub vaccinale di S. Benedetto del Tronto presso il Palazzetto dello Sport, per ricevere la seconda dose del vaccino Anti- Covid 19. Prima di ricevere la dose, come hanno fatto tutti, ho firmato il consenso informato dove ho dichiarato di essere un soggetto trombofilico poiché ho problemi di trombofilia e Ipofibrinolisi (Mutazione ACE, Mutazione PAI, Mutazione Fattore XIII, MTHFR, LUPUS LACK borderline). Nel momento prima di ricevere la somministrazione del vaccino ho chiesto al dottore se potessi riceverla dopo avergli esposto la mia situazione medica e lui mi ha risposto che non c’erano problemi poiché si stava somministrando il vaccino Pfazer che era sicuro. Appena fatta l’iniezione mi si è annebbiata la vista e avevo la bocca impastata. Ho avvertito subito il dottore che mi stavo sentendo male. Si è allarmato e mi ha fatto sedere dicendomi di rimanere lì fin quando non mi sarei sentita meglio. Sono rimasta per circa un’ora poi sono tornata a casa. Giunta a casa ho cominciato ad avvertire un forte mal di testa che si è protratto per tutta la notte. Non riuscivo a muovere il collo e la testa mi scoppiava. Ho preso la tachipirina pensando che fosse una reazione del vaccino. Il mattino seguente, accusando ancora quel forte mal di testa, ho preso un’altra tachipirina per andare al lavoro. Al lavoro sono stata malissimo ed è andata avanti così per due giorni. Mercoledì, 5 maggio, ho cominciato ad avvertire un formicolio all’interno della guancia destra ma pensavo fosse qualcosa di passeggero dovuto sempre al vaccino o dovuto a qualche cibo che mi avesse fatto male. Intanto andavo avanti con le tachipirine. Giovedì 6 maggio questo formicolio è diventato più forte finché il venerdì mattina ho avvisato il mio medico perché non mi sentivo più il labbro superiore come se avesse ricevuto una iniezione di anestetico dal dentista e avevo l’occhio destro che mi lacrimava continuamente. Il medico mi ha detto di vedere se nel pomeriggio la cosa fosse aumentata e di chiamarlo. Nel pomeriggio mentre stavo parcheggiando la macchina, per sbaglio, abbassando lo specchietto, vedo che la bocca mi si stava storcendo e l’occhio non riuscivo più a chiuderlo; lì per lì non ho pensato al peggio. Avevo una visita che sarebbe durata una decina di minuti perché era un controllo. Tornata in macchina, ho visto che avevo tutta la parte destra del volto storta. Arrivata a casa le mie figlie al vedermi si sono spaventate moltissimo. Ho chiamato subito il mio medico che mi ha detto di andare immediatamente al pronto soccorso perché temeva che fosse una paresi facciale e dovevo essere visitata da un neurologo. Erano ormai le 19.00 e la speranza di trovare un neurologo era piuttosto lontana. Infatti il neurologo non c’era. Mi sono mi sono recata al pronto soccorso dove mi hanno fatto l’accettazione ma ho dovuto aspettare cerca due ore per la visita. Quando mi hanno visitato, hanno accertato che si trattava di una paresi di Bell. Mi hanno dato il Deltacortene 25 mg una capsula al giorno per 4 giorni e a seguire mezza capsula al giorno per 4 giorni e mi hanno detto di fare una rivalutazione presso il mio medico. Il mio medico mi ha consigliato di sentire un neurologo da cui mi sono recata privatamente il giorno 11 maggio 2021. Il neurologo mi ha dato una cura più forte e mi ha detto di ritornare dopo un mese per vedere se le mie condizioni miglioravano perché i tempi di guarigione non erano definibili in quanto potevano volerci dai 15 giorni a un mese o più mesi. Mi disse anche che la cura del pronto soccorso non era stata adeguata all’evento avverso. Ho dovuto lasciare la scuola (essendo io un’insegnante) con grande dispiacere per me e per i miei alunni che avrei dovuto portare agli esami dopo tre anni. Inoltre vedere la mia faccia così sfigurata mi ha provocato forte disorientamento anche a livello psicologico. Sono tornata dal neurologo il 15 giugno ma, anche se c’era stato un recupero pressoché completo del deficit stenico della muscolatura facciale destra, persisteva uno sfumato deficit dell’orbicolare delle labbra a destra. Il medico mi ha detto di continuare la cura per altri 15 giorni. Nel frattempo avevo cominciato ad avvertire dei forti dolori alle tempie che erano diventati sempre più frequenti oltre ai mal di testa che mi accompagnavano durante la giornata. Per i forti dolori a volte dovevo proprio fermarmi perché avevo delle fitte inibenti. Poi ho rifatto di nuovo la cura che mi aveva prescritto il neurologo.  Il 7 settembre sono di nuovo tornata da lui che per queste forti cefalee mai avute prima  e mi ha prescritto una nuova cura e mi ha consigliato di fare l’RM encefalo. Sono riuscita a prenotare la risonanza magnetica all’encefalo senza contrasto il 24 settembre 2021. Sabato mattina, 25 settembre 2021, appena alzata ho cominciato a avvertire qualcosa nell’occhio sinistro, mi lacrimava ma non mi faceva male e ho chiesto a mia figlia di vedere se ci fosse qualcosa. Mia figlia si è accorta subito che l’occhio non si chiudeva e che la bocca si stava storcendo poi sono andata davanti allo specchio e ho visto io stessa. Mi sono recata di corsa in ospedale dove mi hanno di nuovo diagnosticato la paresi di Bell, questa volta a sinistra.  Lascio immaginare il mio stato emotivo ed umano nonché quello della mia famiglia. Ho dovuto di nuovo lasciare la scuola appena iniziata e sono rientrata a lavoro il 3 novembre 2021 per amore alla scuola perché non ero del tutto guarita. Nel frattempo ho fatto diverse indagini e mi sono recata da più neurologi. Sono andata anche a Pavia presso la Fondazione Mondino, centro specializzato per queste problematiche e ho effettuato un’elettromiografia che avrei dovuto effettuare la prima volta al pronto soccorso ma che non mi era stata fatta e l’equipe medica che mi ha visitato ha aggiunto che la mia situazione è a forte rischio, diagnosi che è stata confermata dagli altri specialisti. In seguito a questa visita ho fatto anche esami immunologici dai quali è risultato alterato il fattore dell’anticardiolopina. Quando mi sono recata al pronto soccorso mi hanno fatto la tac. I neurologi che mi hanno visitato hanno messo per iscritto che non avrei dovuto fare la terza dose e il mio medico di base, come da normativa vigente, mi ha fatto un certificato di esenzione permanente. Poi a febbraio ho preso il covid e il mio medico, come da nuova normativa vigente, ha caricato l’esenzione sul sistema per renderla digitale, ma una volta preso il covid è stata sospesa. Nel frattempo lo stesso medico ha chiesto il parere al SISP AV5 che ha rifiutato di confermare l’esenzione che lui aveva messo per iscritto esprimendo parere favorevole alla vaccinazione e negando la richiesta di esenzione. Il 29 Novembre 2021 ho effettuato una risonanza magnetica all’encefalo col contrasto dalla quale è risultata anche una lesione cerebrale in atto. I farmaci che io prendo da quando ho scoperto di essere trombofilica sono la cardioaspirina la pravastatina la folina e gli omega tre. Inoltre, appena uscita la normativa che bisognava rendere l’esenzione da cartacea digitale, mi sono recata all’Hub vaccinale presso il Centro Agroalimentare di S. Benedetto del Tronto perché il mio medico mi aveva detto che loro stessi avrebbero potuto caricare l’esenzione sul sistema per renderla digitale ed era il giorno 25 gennaio 2022. Senza nemmeno aver visto la scheda anamnestica, due dottoresse mi hanno trattato in malo modo dicendomi che non avrei mai avuto l’esenzione, non mi hanno nemmeno fatto aprire bocca e mi continuavano a dire che non me l’avrebbero mai data e che me lo potevo scordare. Io non ho potuto discutere, (cosa che avrei voluto fare) perché tutti i neurologi da me consultati mi hanno sempre severamente raccomandato di non arrabbiarmi né agitarmi perché un mio stato di agitazione potrebbe provocare una compromissione del mio stato di salute. Aggiungo che già dalla prima paralisi ho difficoltà a parlare e in certi momenti balbetto, a volte non mi vengono le parole per esprimere concetti che ho chiari in mente, cosa mai accaduta prima. Mi chiedo, riferendomi a quanto successo presso l’Hub del Centro Agroalimentare di S. Benedetto del Tronto, come si può avere un tale comportamento verso le persone senza sapere perché stanno chiedendo l’esenzione e come si possono trattare le persone con tale e tanta disumanità? Aggiungo un’ultima cosa e cioè che dopo aver inviato tutta la documentazione al responsabile dell’ASUR e aver spiegato la mia situazione, il SISP AV5 ha espresso parere favorevole all’esenzione, inviando il responso non a me ma al mio medico di base. Può una persona che non solo psicologicamente è provata per aver avuto la faccia sfigurata ed essere tornata quasi come prima per miracolo, e che ha anche avuto fiducia nelle istituzioni, (come me la maggior parte delle persone), nel momento in cui insorgono reazioni avverse, non essere presa affatto in considerazione e essere ignorata?

M.A

Anche alla luce di tali testimonianze (fra le tante), il Governo ha ora l’obbligo di dare risposte immediate e precise.


Giancarla Perotti

Translate »