Tempo di lettura: 8 minuti

PUBERTA’ PRECOCE ALLARME DEI PEDIATRI

LA PUBERTA’ DIVENTA SEMPRE PIU’ PRECOCE

ALLARME DEI PEDIATRI

La pubertà precoce consiste nella comparsa di segni di sviluppo puberale prima dell’età di 8 anni per le femmine e 9 anni per i maschi. I pediatri lanciano l’allarme evidenziando che si è passati dai 12,5 anni dell’età del primo mestruo negli anni ’50 agli attuali 11,5.

Si assiste anche ad un aumento dei casi di Pubertà Precoce Idiopatica (PPI).che non è dovuta a malattia e che può subentrare prima degli 8 anni nelle bambine e dei 9 nei bambini. Questo può contribuire ad aumentare il rischio, nel corso degli anni, di sviluppare patologie quali il diabete, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumore dell’apparato riproduttivo ed è un fattore di rischio per il cancro al seno e di altre forme di tumori estrogeno dipendenti.

Un articolo pubblicato il 30 aprile da “Il Fatto quotidiano” di quest’anno ha analizzano l’incremento dei casi di pubertà precoce citando uno studio dell’IRCCS Gaslini.

L’analisi si è concentrata in particolare sui cambiamenti nello stile di vita durante i periodi di lockdown, rivelando che negli ultimi anni è stato osservato un lento aumento di casi di pubertà precoce, in particolare nelle bambine, con un’estrema “impennata” proprio negli ultimi due anni tra Covid-19, pandemia e lockdown, questo fenomeno è stato segnalato da molti centri di diversi paesi” – spiega il profMohamad Maghnie, direttore della UOC Clinica Pediatrica ed Endocrinologia dell’Istituto Gaslini.

DATI SCIENTIFICI

Lo studio dell’IRCCS G. Gaslini di Genova, pubblicato sul Journal of the Endocrine Society di agosto 2023, prende in esame i dati di 133 ragazze sospettate di essere in pubertà precoce, da gennaio 2016 a giugno 2021. Lo scopo dello studio è stato quello di valutare l’incidenza della pubertà precoce centrale idiopatica (ICPP) nelle femmine durante la pandemia di COVID-19 in Italia rispetto all’incidenza della pubertà precoce valutata nei 4 anni precedenti. L’impennata si è avuta negli ultimi due anni dello studio in piena epidemia da Covid 19. Sono stati analizzati i cambiamenti degli stili di vita durante i periodi di lockdown. La percentuale di bambine a cui è stata diagnosticata la pubertà precoce rapidamente progressiva è stata del 30% più alta durante il periodo pandemico. I dati del Gaslini confermano l’aumento del numero di pazienti segnalati per sospetta pubertà precoce durante la pandemia (aumento di 1,79 volte) e l’aumento dell’incidenza di Pubertà precoce idiopatica rapidamente progressiva (RP-ICPP) nello stesso intervallo di tempo (1,3 volte più alto rispetto al periodo precedente).

FATTORI CAUSALI

Dei possibili fattori causali del fenomeno si è considerato l’aumento di peso dovuto all’inattività fisica e un uso prolungato di dispositivi elettronici,legato al fatto che nel periodo Covid i ragazzi vivevano isolati e si relazionavano poco con i compagni.

Questo ha provocato un aumento dell’utilizzo di dispositivi digitali e dei social sviluppando una vera e propria dipendenza che potrebbe aver influenzato i tempi di sviluppo puberale attraverso fattori diretti e indiretti.

Le bambine con diagnosi di pubertà precoce durante il periodo pandemico  hanno mostrato una media di utilizzo di 2 ore giornaliere in più (rispetto al periodo precedente).

Tra i possibili trigger dell’anticipo puberale può non essere trascurabile il ruolo dello stress psicologico, delle tensioni familiari, della situazione economica e della possibile maggiore esposizione agli interferenti endocrini (sostanze chimiche come gli ftalati e il bisfenolo A, presenti nelle plastiche, nei detersivi, nell’aria che respiriamo e che agiscono in particolare in determinate fasi della vita come la pubertà) durante la pandemia.

STUDIO DELL’OSPEDALE BAMBIN GESU’

Un altro articolo pubblicato da ProVita & Famiglia il 3 maggio cita altri studi che evidenziano gli stessi risultati. In particolare in uno studio promosso dall’Ospedale Bambin Gesù di Roma, insieme ad altri centri di endocrinologia pediatrica in Italia, si è osservato che nel 2020 i casi di pubertà precoce che hanno richiesto un intervento farmacologico sono aumentati del 122% rispetto all’anno precedente.

Il fenomeno ha interessato 338 casi rispetto ai 152 del 2019.

Le cause sostenute dagli esperti riguardano: stress, sedentarietà e uso degli schermi. L’introduzione della DAD (didattica a distanza) aveva comportato un considerevole utilizzo dei dispositivi elettronici. Considerando che ricerche sui topi hanno evidenziato  un anticipo della pubertà nelle femmine legato all’esposizione alla luce blu questo non si può escludere anche nell’uomo.

COME PREVENIRE

Lo stile di vita è fondamentale: evitare stress, sovrappeso, avere una corretta alimentazione, praticare esercizio fisico, limitare l’esposizione a fattori ambientali fisici e chimici dannosi.

Pro Vita & Famiglia cita le indicazioni del Dipartimento di Psichiatria infantile della King George’s Medical University in India che consiglia di educare i bambini e i ragazzi ad un corretto uso degli smartphone e di altri dispositivi elettronici  perché fondamentale per tutelare la loro salute. Bisogna favorire i giochi attivi e all’aperto stimolando la fantasia attraverso letture, film positivi e divertenti, giochi corporei e fisici per ridurre lo stress e soddisfare la necessità di contatto

Annunziata Patrizia Difonte, medico

Articoli Relativi

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *