mercoledì 15 Settembre 2021

Difesa civica al Pirellone ancora fuorilegge

venerdì 23 Luglio 2021 17:59
Battaglie

Il cittadino lombardo, dopo gli ultimi eventi sulla nomina del difensore civico regionale, chiede che il buon andamento e l’imparzialità sia presto garantito nei suoi confronti.
Civicrazia, coalizione di Soggetti e oltre 4000 Associazioni impegnati affinché il potere pubblico sia davvero al servizio del Cittadino, illuminata dall’articolo 97 della nostra Costituzione: “I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”, è dalla parte dei Cittadini.

L’Art. 2 comma 3 (Legge Regionale 6 dicembre 2010 , n. 18 ), che tratta la Disciplina del Difensore regionale in Lombardia recita: “ i candidati devono essere in possesso di una qualificata esperienza professionale, almeno decennale, maturata in posizione dirigenziale presso enti od aziende pubbliche o private, ovvero di lavoro autonomo assimilabile, e svolta nei settori di cui al comma 2, preferibilmente nel campo della difesa dei diritti dei cittadini”.
Sull’elezione del nuovo difensore civico avvocato Gianalberico De Vecchi , eletto il 29 giugno dal Consiglio regionale della Lombardia l’avvocato Giuseppe Fortunato dice : “Il Consiglio regionale ha scelto una persona che non ha per nulla i requisiti di “qualificata esperienza professionale, almeno decennale, maturata in posizione dirigenziale presso enti od aziende pubbliche o private ovvero di lavoro autonomo assimilabile”, che manca di altri requisiti e il cui curriculum non è per nulla comparabile alle mie competenze ed esperienze. Nella domanda confermava lui stesso di non avere requisiti neppure triennali; come può averli decennali?”.

Uno scenario, che non rassicura il cittadino quando decide, anche di propria iniziativa, di segnalare gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i ritardi dell’amministrazione nei loro confronti ed essere sicuro che l’istituzione del difensore civico, con compiti di garanzia dell’imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione regionale, sia dalla sua parte. Almeno fino a quando, finalmente, non sarà istituito il Difensore civico nazionale.

La politica, non è riuscita a individuare tra tutte le candidature a disposizione l’alternativa migliore per il bene comune della regione Lombardia. Sarebbe bastato applicare alla lettera la misura dell’art. 2 comma 3 e poi ratificarne il risultato con l’insediamento di un tecnico qualificato e competente come l’avv. Giuseppe Fortunato a ricoprire il ruolo di Difensore civico. Purtroppo in questo caso, la decisione politica attuata, ha dimostrato non conoscenza del curriculum vita dei candidati da esaminare e ha utilizzato altri parametri di valutazione, dando così, ancora una volta, alla cittadinanza una soluzione di provvisorietà, inadeguatezza e precarietà.
La scelta fatta ha minato il diritto dei Cittadini di eliminare discriminazioni, abusi, ritardi o semplicemente disfunzioni che si possano generare nel rapporto fra cittadino e pubblica amministrazione. A maggior ragione se si ricorda che al Difensore regionale della Lombardia sono attribuiti anche i compiti di Garante dei detenuti e di Garante delle persone con disabilità.

Di Ernesto Marino

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