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OCCORRE UN SALTO DI QUALITA’ PER IL CONTRASTO ALLE VIOLENZE DI GENERE

Abbiamo difeso la donna in tutti i modi impostando Centri di ascolto, servizi di assistenza, consultori ecodice rosso, ma nonostante ciò i femminicidi sono aumentati dal 26% del 2000 al 43% del 2021 sul totaledegli omicidi.

Abbiamo fallito miseramente?

 

Oppure qualcosa ancora ci sfugge, come la sistematizzazione dei Centri per i Maltrattanti?

Vediamo due punti: 

  • Gli stili educativi genitoriali rappresentano un importante fattore da non trascurare (Baumrind D.)

 

  • Gli stili di attaccamento, prodromi di uno sviluppo adulto disfunzionale che scivola verso la dipendenza affettiva patologica, sono stati ben esaminati (Bowlby J., Aynsworth M., Klein M.).

Ciò premesso, per parlare di «riabilitazione del maltrattante», è ora necessario porre un preventivo focus attentivo sul fenomeno del femminicidio, volgendo lo sguardo ai suoi numeri e alle sue percentuali.

Ecco gli indicatori del fenomeno del femminicidio in Italia, anni 2000-2021, valori assoluti e percentuali:

Fonte: VIII Rapporto Eures sul femminicidio in Italia, Il quadro del triennio 2019-2021.

  • Come riportato nella tabella precedente, sul totale degli 11466 omicidi volontari avvenuti nell’ultimo ventennio, 3476 hanno coinvolto vittime di sesso femminile.
  • Il 74,1% delle donne uccise (2575) è stata assassinata per mano di un familiare e, in particolare, la relazione di coppia si distingue per essere la dimensione più a rischio per le donne (ben 1707 sono stati i femminicidi di coppia dal 2000 al 2021).

Indicatori del fenomeno del femminicidio in Italia, anni 2012-2021, valori assoluti:

Fonte: VIII Rapporto Eures sul femminicidio in Italia, Il quadro del triennio 2019- 2021, p.6.

  • Tra il 2012 e il 2021, si nota una sostanziale diminuzione del numero totale di omicidi volontari avvenuti (da 529 a 299), ma il numero di donne uccise rimane elevato: nel 2021 ben il 42,1% degli omicidi volontari ha infatti coinvolto vittime di sesso femminile (pari a 126).
  • Nel 2012 ben 108 donne su 160 sono morte per mano di un familiare, mentre nel 2021 sono state 111 su un totaledi 126. (Mastronardi Vincenzo-Calderaro Monica, 2022).

In Italia, la rieducazione del maltrattante è messa in campo all’interno di appositi centri riabilitativi dislocati sul territorio nazionale nelle varie regioni (secondo le nostre attuali acquisizioni, circa 50 sedi in totale).

Seguono differenti modelli e percorsi di riabilitazione sulla scorta di indicazioni fornite dai teorizzatori dei paradigmi rieducativi.

Suddivisione regionale dei centri riabilitativi per maltrattanti in Italia attivi al 15/01/2017:


Vediamo ora il “Protocollo Zeus “per il trattamento dei soggetti maltrattanti ideato dal Questore Alessandra Simone: 

  • Il «Protocollo Zeus» si identifica in un provvedimento che consente ai Questori di emettereun ammonimentonei riguardi di soggetti maltrattanti e di invitarli a prendere contatti con le associazioni specificatamente previste per sottoporsi ad un programma di prevenzione e di supporto psicologico.
  • L’approccio operativo è presente in oltre 30 province italiane, tra cui in particolare: Pesaro Urbino, Cagliari, Macerata, Milano, Trento, Catania, Bolzano, Firenze, Cosenza.
  • La percentuale di ammoniti che hanno aderito al trattamento e che sono risultati recidivi è dell’11%: dunque l’89%di questi non commette ulteriori comportamenti violenti dopo aver completato il percorso.

I CENTRI LDV – LIBERIAMOCI DALLA VIOLENZA (Emilia Romagna):

  • Modalità di accesso à gratuito e su base volontaria: il soggetto, richiede un appuntamento sua sponte.
  • Durata del percorso à circa un anno.
  • Requisiti di accesso à valutati dai professionisti in 3 o 4 colloqui preventivi al fine di verificare la motivazione al cambiamento: l’assenza di disturbi psichiatrici e l’assenza di dipendenze da sostanze.
  • Modalità trattamentali à percorso individuale e di gruppo, coadiuvato da esperienze quali musicoterapia e teatroterapia.

MODELLO TRATTAMENTALE NORVEGESE (maggior parte dei Centri):

Percorso A (Alternative) T (To) V (Violence) – ATV

  • Nasce nel 1987 ad Oslo.
  • Approccio psicoterapeutico individuale e di gruppo con correzione di modelli patologici acquisiti.
  • Il modello   parte   dall’assunto  che   l’atteggiamento   aggressivo   è    un comportamento appreso e, in quantotale, è potenzialmente modificabile.

 

MODELLO TRATTAMENTALE AMERICANO (Ontario):

Percorso G (Good) L (Lives) M (Model) – GLM

  • Sviluppato nel 2004 da Ward ed implementato da Marshall.
  • Incremento delle   abilità  sociali   del   soggetto  in   4   aree:   salute  fisica, relazioni/affetti, pensiero divergente creativo e autocontrollo.
  • Esercizi di simulazione di contatto non aggressivo ed avvicinamento intimo.

È consigliata (cfr. Mastronardi, Relazioni) la fusione dei due modelli per una riuscitaottimale.

UN CONFRONTO VENTENNALE: DAL 2000 AL 2021

Fonte: VIII Rapporto Eures sul femminicidio in Italia, Il quadro del triennio 2019- 2021, p.6

Indicatori e numeri di soggetti presenti nei centri riabilitativi per maltrattanti:

Nell’ambito del Progetto Viva sono stati pubblicati i risultati della seconda indagine nazionale sui centri per uomini autori di violenza (Cuav).

Sebbene negli ultimi 5 anni siano aumentati i numeri dei punti di accesso presenti sul territorio nazionale e degli uomini che li frequentano, è diminuita la proporzione di coloro che vi accedono spontaneamente. Dunque, si sottolinea l’importanza dell’integrazione dei Cuav all’interno delle reti territoriali antiviolenza.

Fonte: Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR (2023)

E’ da tempo che si richiede una comparazione di attività e risultati dei singoli Centri.

Vincenzo Maria Mastronardi 

Psichiatra, Criminologo Clinico, Direttore di Master universitario in criminologia clinica e scienze forensi e di Master universitario di psicodiagnostica clinica e forense, Docente universitario di Teoria della Devianza e Criminogenesi

 Ha collaborato Francesca Mincione

BIBLIOGRAFIA essenziale:

Barazzetti, A. (2021), “Complessità della violenza”, Milano e Udine, Mimesis.

Borile, S. (2022), “Storia, forme e rappresentazioni sociali della violenza”, Milano, Angeli.

Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR (2023).

Corradi, C. (2016), “Sociologia della violenza: identità, modernità, potere”, Milano e Udine, Mimesis.

EURES, VIII Rapporto sul femminicidio in Italia, Il quadro del triennio 2019-2021, p.6.

Mastronardi V., Femminicidi in Italia. in “I Killer di Massa” ,Newton & Compton, 2022, p. 76.

  Mastronardi V.-Calderaro M (2022), I femminicidi in “ I killer di Massa”, Newton & Compton, Roma.

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