giovedì 9 Luglio 2020

NUOVE REGOLE PER IL VIVERE CIVILE

giovedì 25 Giugno 2020 11:53
Battaglie
Il malessere collettivo ormai è diventato cronico e diffuso perché è ancorato alle regole politiche, metodi che non riflettono gli interessi dei cittadini in senso collettivo e democratico, ma si richiudono nell’appartenenza ai politici.
Molti candidati una volta eletti dimenticano facilmente le promesse fatte ai cittadini e finiscono con allontanarsi dai propri elettori chiudendosi nelle stanze del potere.
Non esistono regole che vincolano gli eletti nel fare ed ecco che questi girano secondo proprio piacimento e non nella direzione degli interessi della collettività.
I dettami civicratici di Civicrazia, invece,  obbligano l’eletto a un proprio codice comportamentale e altri principi quali:
1.amministratori sottoposti a un preciso codice deontologico;
2. nomine a tutti i livelli con procedure trasparenti, con curricula depositati preventivamente per osservazioni di tutti, e pienamente meritocratiche;
3. referendum propositivi e direttamente deliberativi;
4. Garante del Cittadino, dando potere al Cittadino. Garante davvero indipendente perché nominato dal Forum dei Cittadini (e non dai politici);
5. bilancio partecipato e sociale con ascolto e potere decisionale dei Cittadini;
6. collegamento formale, regolamentare e istituzionale del Comune alla Macroregione Mediterranea.
Regole chiare che non consentono a nessuno  d’avere alibi o di nascondersi dietro la burocrazia o fare lo scaricabarile quando le cose non interessano o non portano beneficio solo al politico di turno.
Ecco, allora, bisogna uscire da questa logica che diventa prepotenza, privilegio e beneficio personale.
L’eletto, il nostro rappresentante istituzionale, una volta che assume il comando non è il padrone, non deve chiudere la porta, il telefono e fare ciò che gli è più comodo o vuole.
Costui, invece, deve dar conto alla collettività ai cittadini che l’hanno eletto.
A ciò, il cittadino non può restare alla finestra e aspettare che qualcuno si interessi della sua vita e dei suoi problemi.
Ci deve essere una continua condivisione tra l’elettore e l’eletto nel trattare e decidere le scelte da fare per il benessere e sviluppo di tutta la collettività.