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INTERNET E I BAMBINI

Internet e chat. Un pericolo per i bambini?
Intervista al Presidente di Telefono Azzurro

L’informazione è un diritto garantito dalla Costituzione. La tecnologia dell’ultimo ventennio ha fatto passi da gigante. Spesso i bambini hanno persino più dimestichezza dei genitori nell’utilizzo degli strumenti informatici. Lasciare un bambino solo davanti al computer non è la scelta giusta.
Abbiamo scelto di farci spiegare dal Prof. Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro e Difensore Specialistico Minori di Civicrazia, l’iniziativa "Consulenza per Bimbi in Chat". Una battaglia civicratica da sostenere perché affronta rischi e pericoli della nostra era.


Prof. Caffo, i bambini amano Internet e sono affascinati dalle novità. Quali sono i rischi che Internet può riservare ai bambini?

Internet è uno strumento rivoluzionario, che ha cambiato molti aspetti della nostra esistenza: velocità e immediatezza della comunicazione a distanza, disponibilità di quantità di informazioni enormi, possibilità di interazione con culture lontane e diverse tra di loro, accesso democratico e diffuso a conoscenze e servizi; questi sono solo alcuni esempi degli aspetti più importanti.
Sebbene Internet possa essere considerato un’incredibile risorsa a disposizione anche di bambini e adolescenti, sempre più utilizzato, da questi ultimi, per le infinite opportunità che offre, è necessario ricordare che in Rete possono essere presenti anche numerosi elementi di rischio. 
I bambini in Internet, per esempio, possono trovarsi di fronte a materiali e contenuti inadeguati per la loro età e potenzialmente nocivi per il loro sviluppo psicologico; possono diventare vittime di cyber-bullismo o – in casi estremi – di adescamento da parte di adulti, favorito dalla possibilità per gli utenti di mantenere l’anonimato e di mascherarsi dietro false identità. Altri problemi, che possono coinvolgere i minori, sono costituiti dalla diffusione, incontrollabile, di materiali multimediali personali (foto, video, audio) e la pedopornografia on line. In alcuni casi, inoltre, l’utilizzo eccessivo di Internet da parte di bambini e adolescenti può dare origine a vere e proprie dipendenze e difficoltà psicologiche. 

 

Dietro un nick name si può nascondere chiunque. Può illustrarci il pericolo delle chat per i bambini?

Il nickname costituisce il primo elemento di sé che si mostra agli altri utenti della Rete e spesso veicola gli aspetti a cui si vuole dare maggiormente rilievo in quel momento. Ma si tratta pur sempre di una “maschera”, dietro cui si può nascondere una persona le cui caratteristiche reali non corrispondono a quelle con cui si presenta nel mondo virtuale: ciò può costituire un pericolo per un bambino nel momento in cui, ad esempio, un adulto, con l’intento di adescarlo, si presenta come un suo coetaneo, per avvicinarlo e farsi rilasciare informazioni personali (dati anagrafici, residenza, scuola frequentata ecc.), foto o video, e, solo successivamente, gli chiede di incontrarlo.
I rischi presenti nelle chat, qundi, si riferiscono soprattutto al fatto che non si è certi dell’identità degli interlocutori e delle loro reali intenzioni: l’intimità e il senso di fiducia che si instaurano potrebbero indurre bambini e ragazzi ad essere meno prudenti, adottando comportamenti poco protettivi. Inoltre, i contenuti e il linguaggio utilizzati in chat potrebbero non essere adatti a soggetti in età evolutiva.

Telefono Azzurro da tempo si impegna per aiutare bambini e adolescenti a comprendere quali siano i pericoli presenti on line, Di seguito viene riportato un “decalogo” in cui sono indicati alcuni comportamenti da adottare per un uso consapevole di Internet e per garantire una navigazione costruttiva e divertente, utile e sicura: 
 
1. Condividere con i genitori gli interessi e le conoscenze su Internet.
2. Essere diffidente nei confronti di chi vuole sapere troppe cose. Non dare nessuna informazione su di sé, sulla propria famiglia o su un/a amico/a (per esempio: nome, cognome, numero di telefono, indirizzo di casa o quello della scuola…) o foto, durante qualsiasi attività on line. In Rete, è facile perdere il controllo delle informazioni che vengono condivise: non si può mai sapere chi entrerà in loro possesso e per quanto tempo circoleranno in Internet.
3. Ricordarsi sempre che è facile mentire quando si è on line: alcune persone possono fingersi bambini o ragazzi, quando in realtà non lo sono, o mascherare le loro reali intenzioni. Incontrare qualcuno che si è conosciuto solo tramite la Rete non è una buona idea, anche se questa persona invia delle sue foto o filmati. Queste immagini potrebbero essere state contraffatte.
4. Non condividere mai la propria password, neanche con gli amici: è un dato riservato.
5. Nel caso in cui arrivino delle e-mail sul proprio indirizzo di posta elettronica, da mittenti sconosciuti, è opportuno cestinarle subito, senza scaricare/aprire eventuali allegati: potrebbero essere pericolose per il computer o, peggio, contenere immagini e foto non adatte ad un bambino o ad un adolescente.
6. Non credere che ciò che è su Internet è vero: non esitare a fare domande ai propri genitori e ai propri insegnanti in caso di dubbi o incertezze.
7. Se si riceve o vede qualcosa che mette a disagio, non cercare di saperne di più da solo: è meglio parlarne con i propri genitori o con i propri insegnanti. 8. Non entrare mai in siti “a pagamento”, che richiedono il numero di una carta di credito o anche solo il nome e l’indirizzo e-mail. Se si capita in un sito dove è scritto “accesso vietato ai minori” è importante rispettare l’indicazione: non è “da grandi” fingersi grande.
9. Non inviare messaggi volgari, non essere offensivo, ma comportarsi educatamente e rispettosamente come nel mondo reale. Le regole di buon comportamento non cambiano soltanto perché si è collegati al PC!
10. Se qualcuno durante le attività on-line disturba, mette a disagio, suggerisce argomenti di discussione imbarazzanti e/o propone di fare qualcosa che sarebbe disappprovato dai propri genitori interrompere immediatamente i contatti, non c’è alcun obbligo a continuare una conversazione che provoca disagio.

Ricordarsi sempre che quando si naviga è indispensabile il rispetto degli altri e di sé stesso.
Anche nel mondo virtuale bambini e adolescenti godono di numerosi diritti: il diritto di non fornire informazioni su di sé e di proteggere la propria identità, il diritto di essere rispettato dagli altri navigatori, il diritto di esercitare il proprio senso critico nei confronti dei contenuti che si trovano on-line, il diritto di esprimersi liberamente.

 

Talvolta gli adulti, genitori compresi, non conoscono Internet. Così, passivamente, i bambini sono lasciati soli nella Rete. La Civicrazia invece presuppone una piena consapevolezza del cittadino. In questo senso come si sta muovendo Telefono Azzurro?

Alcuni dati possono aiutarci a riflettere.
Dal 9° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza di Telefono Azzurro e Eurispes (2008) emerge che i bambini utilizzano Internet in percentuali elevate: il 22,1% dei bambini tra i 7 e gli 11 anni dichiara di utilizzare Internet fino a un’ora al giorno; il 10,7% da 1 a 2 ore; il 5,5% da 2 a 4 ore e un allarmante 5,4% per più di 4 ore.
Un altro dato su cui riflettere riguarda la percezione da parte dei bambini della competenza dei genitori rispetto all’utilizzo delle nuove tecnologie, competenza che appare piuttosto limitata. I più “alfabetizzati” dal punto di vista tecnologico risultano essere i padri (36%) e gli insegnanti (32,9%), mentre le madri risultano avere una minor familiarità con il mezzo informatico (15,5%).
Alla luce di tali considerazioni, è evidente la necessità che ogni cittadino possa avere accesso alle informazioni al fine di acquisire una piena consapevolezza rispetto a problematiche di rilievo. In questo senso, Telefono Azzurro ritiene che sia indispensabile non solo una sensibilizzazione e informazione degli adulti di riferimento (soprattutto genitori e insegnanti), ma anche un’educazione dei bambini, che spesso sono diretti fruitori delle nuove tecnologie, all’utilizzo dei nuovi media.


Quali sono i passi fatti e le prossime iniziative?

Telefono Azzurro è impegnato su più fronti:

– in primo luogo, il progetto Hot114, nato nell’ambito del programma Safer Internet promosso dalla Commissione Europea e membro del network INHOPE, l’associazione internazionale che riunisce 27 hotlines del mondo. L’obiettivo di Hot114 è quello di favorire l’utilizzo sicuro di Internet e delle nuove tecnologie e in particolare di combattere i contenuti illegali e potenzialmente dannosi per lo sviluppo psico-fisico di bambini e adolescenti, tra cui la pedo-pornografia on line. Per questo è stata resa operativa in Italia una Hotline in servizio 24 ore su 24, che permette a chi naviga in Rete di segnalare tali contenuti, così da contrastarne la diffusione e limitarne l’accessibilità;

– la realizzazione di studi e ricerche volti a fornire una “fotografia” sulla situazione attuale dell’utilizzo dei media e dei new media da parte di bambini e adolescenti (ad es. i Rapporti Nazionali sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza) e a identificare le tendenze e i sempre nuovi rischi emergenti;

– la sensibilizzazione, l’informazione e la formazione degli adulti, soprattutto di coloro che rivestono un ruolo educativo, su potenzialità e rischi della Rete. Ciò avviene sia attraverso incontri promossi nelle scuole, nei Comuni, nelle biblioteche, sia attraverso pubblicazioni, come le Guide per genitori e insegnanti, volte a fornire strumenti per individuare potenzialità e rischi di Internet;

– l’attività di prevenzione rivolta direttamente a bambini e ragazzi attraverso laboratori realizzati nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, volti all’acquisizione di conoscenze e consapevolezze e alla promozione di un uso consapevole di Internet.

Per il futuro, Telefono Azzurro si propone di portare avanti le iniziative finora predisposte, che si sono rivelate efficaci.
In particolare, l’intento è quello di potenziare la collaborazione con le scuole, luogo  in cui è possibile raggiungere un grande numero di bambini e ragazzi proprio all’interno del luogo deputato alla loro educazione, compresa l’educazione alla sicurezza.

 

Come Difensore Specialistico per i Minori di Civicrazia che consiglio si sente di dare ai genitori?

I genitori sono le principali figure educative a cui bambini e ragazzi fanno riferimento. Dovrebbero quindi guidare i propri figli nell’esperienza quotidiana, dedicando una particolare attenzione al tema dei media e dei nuovi media.
Noi e i nostri figli viviamo immersi in una realtà mediatica che deve essere interpretata e analizzata insieme, per sfruttarne le innegabili potenzialità e limitarne i rischi e gli eventuali danni. Il consiglio è quindi quello di condividere le esperienze di fruizione con i figli, di imparare al loro fianco questi nuovi linguaggi e di non lasciarli mai soli davanti alle esperienze – positive e negative – che ne derivano.
Oltre ad utilizzare provvedimenti semplici e concreti che possano limitare i rischi legati all’utilizzo di Internet (come collocare il computer in una stanza della casa in cui accedono tutti, stabilire i tempi di collegamento in Rete, utilizzare filtri di protezione), è quindi fondamentale instaurare con i figli una modalità relazionale improntata all’ascolto e al dialogo, che consenta loro di raccontare le scoperte fatte sul web e di esternare gli eventuali disagi se si imbattono in contenuti spiacevoli.
Quanto finora detto non deve spaventare o allontanare genitori e ragazzi dall’uso di questi nuovi mezzi di comunicazione: come per tutte le attività ha precise regole da conoscere e da seguire, che è importante sapere.
 

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