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CYBERBULLISMO: MENO BULLI SE I GIOVANI VENGONO PREVENTIVAMENTE FORMATI

Nonostante i pericoli e le insidie presenti in rete e la potenziale pericolosità di moltissime App, Internet e in generale le nuove tecnologie – se usate correttamente e con la dovuta consapevolezza – possono essere degli strumenti conoscitivi formidabili per i più giovani.

Formazione, informazione, social education, corsi online, webinar, seminari, video di approfondimento e quant’altro sono tutti strumenti potenzialmente utilissimi.

RUOLO DI SQUADRA TRA FAMIGLIA E SCUOLA

Per poterne usufruire al meglio, però, è necessario che ci siano (da parte di tutti, genitori e figli) una profonda conoscenza e una reale consapevolezza della propria e dell’altrui identità digitale.

E’ necessario un ruolo di squadra tra famiglia e scuola, tra singoli e istituzioni.

BULLISMO E CYBERBULLISMO IN AMBIENTE SCOLASTICO

In una scuola sita nella periferia di Roma, un alunna affetta da DSA con lieve deficit cognitivo è stata fotografata mentre era china (prona) sul banco da una sua compagna di classe che ha diffuso la foto nella chat di whatsApp della stessa classe.

L’alunna, derisa dai compagni, si è confidata piangendo con una docente che prontamente ha informato il Team Emergenza bullismo e cyberbullismo richiesto dal MIUR in tutte le scuole.

 

TEAM EMERGENZA BULLISMO E CYBERBULLISMO 

Di tale Team fanno parte, il dirigente scolastico, il referente bullismo e del cyberbullismo, lo psicologo e l’animatore digitale.

La piattaforma Elisa del Miur fornisce alle scuole tutti gli strumenti di intervento in casi simili.

 

IL TEAM, IN QUESTO CASO, HA AGITO SU PIU’ FRONTI 

Ha convocato sia i genitori della vittima che i genitori della bulla per la quale comunque il Consiglio   di classe ha deciso il provvedimento disciplinare di due giorni di sospensione.

Come dovrebbe essere naturale ma spesso non lo è, la famiglia della bulla ha ringraziato la scuola per averla avvisato e si è detta assolutamente d’accordo (caso raro) sul provvedimento preso.

 

INCONTRI DI CLASSE CON REFERENTE BULLISMO E CYBERBULLISMO 

Nello stesso tempo si è intervenuti su tutto il gruppo di classe perché   comunque nessuno dei compagni aveva cancellato la foto della chat.

L’intervento sulla classe è consistito in una serie di incontri con la referente bullismo e cyberbullismo sugli aspetti  penali e civili di taluni comportamenti.

 

MISSIONE EDUCATIVA DA PARTE DELLA SCUOLA

In questo caso è prevalsa la mission educativa che  è quella di: “fornire informazioni, consigli e supporto a giovani, ragazzi, genitori, docenti ed educatori che hanno esperienze, anche problematiche, legate a Internet, per agevolare la segnalazione di materiale illegale online e per acquisire una maggiore consapevolezza sulle proprie azioni effettuate tramite il web o i social”.

 

ANDARE SEMPRE PIU’ AVANTI CON CAMPAGNE DI FORMAZIONE E INFORMAZIONE

Occorre una maggiore  sensibilizzazione e prevenzione di tale piaga sociale: bullismo e cyberbullismo.

E’  necessario incentivare ogni esperienza di apprendimento, studiata per coinvolgere attivamente studenti e studentesse per un percorso di educazione alla legalità   e per promuovere le competenze di cittadinanza digitale grazie a un utilizzo creativo e consapevole dei digital media.

 

Rosaria Salamone, Avvocato

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