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Gen 26, 2022 | Interviste Pirellone | 0 commenti

Tempo di lettura: 8 minuti

CONSIGLIERE REGIONALE LOMBARDIA LUIGI PICCIRILLO

INTERVISTA A LUIGI PICCIRILLO

CONSIGLIERE REGIONALE DELLA LOMBARDIA

 

 

Domanda: “Buongiorno, allora questo Difensore regionale, oltre a non avere la richiesta decennale esperienza dirigenziale o assimilata, non ha dichiarato gli incarichi ricoperti e ha dichiarato un Master in Diritto tributario che non esiste”.

Risposta: “A proposito del Difensore regionale della Lombardia, già al tempo dell’incarico assunto da Carlo Lio, ho sollecitato l’attenzione di Regione in diverse occasioni:

  • Il 21 luglio 2020, presentai il PDL n. 130 – Modifiche alla legge regionale 6 dicembre 2010, n. 18 (Disciplina del Difensore regionale), proponendo di modificare i requisiti per l’accesso all’incarico, in linea peraltro con tutte le altre discipline regionali in materia (precisamente, prevedendo il possesso di un diploma di laurea magistrale/specialistica o conseguito secondo il precedente ordinamento, rilasciato da una Università dello Stato o da un istituto superiore equiparato, oltre che di una qualificata esperienza professionale, almeno decennale, maturata in posizione dirigenziale presso enti od aziende pubbliche o private, ovvero di lavoro autonomo assimilabile, e svolta nei settori di cui al comma 2, preferibilmente nel campo della difesa dei diritti dei cittadini).
  • Il 28 gennaio 2021, presentai l’ITR n. 2973 per evidenziare ancora le criticità inerenti l’incarico assunto dal sig. Carlo Lio, già 66enne all’epoca della nomina, per evidenti profili di contrarietà alle disposizioni normative sulla riduzione della spesa pubblica e sul ringiovanimento della Pubblica Amministrazione, a nulla rilevando il fatto che non fosse stato instaurato un formale rapporto di lavoro con lo stesso poiché la figura del Difensore regionale è comunque caratterizzata da un rapporto di ufficio con attribuzione di funzioni pubbliche.

Inoltre, chiesi di non corrispondere il trattamento economico e il rimborso spese al Difensore  Carlo Lio dal 3 maggio 2021, giorno in cui il Consiglio di Stato si è pronunciato”.

 

 

Domanda: “Come reagirà la Commissione alla luce della truffa portata avanti da De Vecchi?”

Risposta: “Purtroppo l’agire della Commissione in tema di nomine è già stato criticato dal sottoscritto in altre occasioni. Parrebbe che la stessa si limiti ad un mero controllo di regolarità formale (i.e., se ho apposto la X su una scelta è sufficiente, senza indagare oltre). Non mi stupisce, dunque, che anche in questo caso, nessun approfondimento sia stato svolto. A garanzia di un lavoro più approfondito, che è bene esigere, infatti ho  depositato un PDL per modificare la legge sulle nomine di competenza regionale ma, come potete immaginare, neppure è stato calendarizzato. Devo dedurre sia davvero troppo “scomodo” per chi fa queste scelte affrontare i problemi e riconoscere i propri errori. Per inciso, ricordo che la parità di genere è un altro tema spinoso, che mi sono accorto non essere per nulla rispettato. Ho dovuto chiedere l’intervento del Consiglio per le pari opportunità che, com’era prevedibile, mi ha dato ragione. E ciononostante, ancora nulla è stato fatto”.

 

 

Domanda: “Quando si esprimerà nel merito la Commissione?”

Risposta: “Come ho detto, non credo che la Commissione si esprimerà mai nello specifico sia perché ritiene di aver svolto il controllo sulla regolarità formale (che è l’unica cosa che ritiene le competa) sia perché non ha alcun interesse a farlo”.

 

 

Domanda: “Quanto ha inciso questa vicenda sull’Immagine di legalità della Regione Lombardia?”

Risposta: “E’ una risposta che ciascuno in cuor suo ha, senza dubbi. E’ triste accorgersi, ancora una volta, che solo il clamore mediatico della vicenda ha mosso qualcosa. Non tutti ricordano che il prestigio dell’amministrazione è un principio giuridico, al pari della legalità, che va rispettato”.

 

 

Domanda: “Vicende come questa producono inefficienza che a sua volta genera corruzione ai danni delle comunità territoriali. Che messaggio vuole mandare ai cittadini lombardi che si sono visti negare ascolto, competenza ed efficienza”.

Risposta: “Comprendo la delusione e la rabbia, che anch’io provo. Il Difensore regionale è colui al quale io per primo sono stato costretto a rivolgermi per tanti, troppi, dinieghi a richieste di informazioni. Se la garanzia di tutela la chiediamo a chi, per primo, non offre garanzie sulla propria persona, non so cos’altro possiamo pensare, invito fin da ora tutti i cittadini a rendermi partecipe di qualunque iniziativa, eventualmente non soddisfatta, avviata nei confronti del Difensore Regionale della Lombardia”.

 

 

Domanda: “La corruzione in seno alla democrazia e alle sue pratiche rappresenta una grandissima umiliazione per la dignità della comunità civica e per ogni singolo cittadino. La Commissione si batterà per la nomina del Difensore Civico sulla base di criteri di trasparenza, sulla comparazione dei titoli e della reale esperienza maturata nel settore specifico dei candidati?”

Risposta: “Nel mio PDL in materia di nomine ho pure introdotto alcune “sanzioni” proprio al fine di cambiare le cose”.

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