lunedì 26 Ottobre 2020

Concorrere per le Forze Armate è un diritto per tutti di Francesco Neri

lunedì 21 Settembre 2020 19:07
Battaglie

È discriminatorio fissare limiti di età nell’accesso ai concorsi particolarmente ristrettivi, ingiustificati nel caso specifico e aldilà di ogni esigenza concreta.

La Direttiva dell’Unione Europea 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000 stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, al fine di combattere le svariate tipologie di discriminazione.

La direttiva vieta, in materia d’impiego, ogni discriminazione direttamente o indirettamente fondata sull’età.

Sulla materia del limite d’età agli impieghi è intervenuta la Corte di Giustizia che con la Sentenza nella causa C-416/13 Vital Pérez / Ayuntamiento de Oviedo si è soffermata ad analizzare la legge del Principato delle Asturie (Spagna) che fissa a 30 anni l’età massima di assunzione degli agenti della polizia locale. La Corte di Giustizia ha ritenuto tale legge del Principato contrastante con il diritto dell’Unione Europea.
Tale limite di età costituisce, infatti, una discriminazione che viola principi fondamentali e assolutamente ingiustificata.

Eppure in Italia tale discriminazione sussiste ancora.

Ultimamente in Italia si sono riuniti un gruppo di giovani per affrontare risolutamente il tema che riguarda tutti gli aventi più di 26 anni.

Sono tutti Italiani motivati a dare un contributo alle Forze Armate e della Polizia e tutti con la stessa problematica: impossibilità di partecipare a concorsi pubblici nelle forze armate e nella polizia.

Tutti con il sogno di indossare la divisa e servire il proprio Paese, ma non possono prestare questo servizio perché hanno superato il limite d’età imposto in Italia, particolarmente basso.

Tutti (assurdamente!) inidonei soltanto per questo limite discriminatorio e non valutabili. Questa assurdità questo succede solo da noi, perché in altri paesi d’Europa i limiti di età sono impostati almeno tra i 32/40 anni.

In questo momento l’Italia sta compiendo una vera e propria discriminazione anagrafica, violando gli articoli 1, 3, 4 e 35 della nostra Costituzione.

Ora la sfida di questi giovani per la giusta considerazione dovuta loro è emersa in tutta la sua portata e ha coinvolto pienamente tutto il mondo associativo dall’incontro nazionale molto concreto che hanno avuto a Roma con l’avvocato Giuseppe Fortunato, Difensore Civico presso la Regione Campania, che ha dichiarato questa discriminazione “vergognosa”.

Già in passato l’avvocato Fortunato, partendo da un caso specifico, fece modificare i limiti d’altezza riguardanti le donne per l’accesso alle forze armate. Analogamente è avvenuto, grazie al suo impegno, che tanti limiti (barriere architettoniche, vincoli alle pagelle scolastiche, autorizzazioni negate …) sono stati abbattuti.
Procediamo, pertanto, uniti contro le ingiustizie e affinché, abbattendo tali ingiusti limiti, tutti gli aspiranti a concorsi nelle forze armate possano godere di pari diritti (che ad oggi ci sono in Europa e negati ingiustamente ai giovani italiani).

Sì, è una vergogna da togliere quanto prima! Diamo voce, tutti insieme, a tale battaglia!