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BASTA CON LA VIOLENZA DI GENERE

Atroce: prende la moglie a martellate in testa, poi le stacca un orecchio a morsi e scappa.

>Un’altra violenza di genere è avvenuta a San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena), dove il 40enne, che rischia le accuse di tentato omicidio e lesioni aggravate, è fuggito ed è ricercato dai carabinieri.

Ha aggredito la moglie colpendola con un martello e prendendola a morsi tanto da staccarle una parte di un orecchio, facendola finire ricoverata in ospedale, con una prognosi di trenta giorni.

L’uomo si sarebbe scagliato contro la consorte durante una lite: dopo averla presa a schiaffi, pugni e calci, si sarebbe avventato a morsi su un orecchio, staccandole  una parte del padiglione e poi l’avrebbe colpita con un martello alla testa.

La donna è riuscita ad avvertire i vicini di casa, mentre il coniuge si è dato alla fuga. Sul posto sono giunti i sanitari del 118 che hanno trasportato la donna all’ospedale Bufalini, dove è scattato il “codice rosso” previsto in questi casi (la legge del 2019 che rafforza la tutela di tutti coloro che subiscono violenze, per atti persecutori e maltrattamenti). I carabinieri della compagnia di Cesenatico sono impegnati nella ricerca del marito violento dalla sera di giovedì scorso.

 

Civicrazia ricorda che dalla violenza si esce. Cosa devi fare:

Chiedi aiuto.

Prendi consapevolezza di essere vittima di violenza non è semplice e decidere di reagire, anche con una denuncia, può costituire una sfida ancora più grande.
Anche una volta presa coscienza di essere state vittime di violenze fisiche o psicologiche, sono molte coloro che sono restie a chiedere aiuto o non sanno a chi rivolgersi. La tempestività dell’intervento e della denuncia, però, può essere salvifica. Le donne vittime di abusi possono trovare supporto al numero antiviolenza e stalking 1522, gratuito e attivo 24h su 24. A seguito della richiesta di aiuto, si può venire affidate a un centro antiviolenza nella propria città. La presa in carico prevede un accompagnamento psicologico, un supporto medico e giudiziario.

I costi non sono sostenuti dalla vittima, ma dallo Stato. Anche in caso di ricovero presso strutture sanitarie e di alloggio in case-famiglia, le donne abusate sono difese in modo totalmente gratuito.

Eleonora Aleo, psicologa

 

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