MCS ED EHS: LA PETIZIONE 0023/2014 APPRODA FINALMENTE ALLA COMMISSIONE PER LE PETIZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO IL 6 MAGGIO 2026
Dopo dodici anni dalla sua presentazione, la Petizione n. 0023/2014 è stata finalmente discussa a Bruxelles davanti alla Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo. Dopo 120.700 firme raccolte dalle Associazioni, Francesca Romana Orlando, delegata dell’Associazione AMICA, è intervenuta per esporre le criticità legate al mancato riconoscimento e alla inaccessibilità ambientale per i malati di Sensibilità Chimica Multipla (MCS), Elettrosensibilità (EHS) e Fibromialgia.
Link ufficiale della seduta: Parlamento Europeo – Commissione PETI, 6 maggio 2026
UN INTERVENTO BASATO SU RIGORE SCIENTIFICO E DIRITTI UMANI
L’intervento della delegata ha posto al centro il rigore dei dati scientifici e la tutela dei diritti fondamentali, ribadendo che non si tratta di chiedere un favore, ma di esigere il rispetto di un diritto alla salute.
Sono stati evidenziati punti cruciali:
l’inaccessibilità degli ambienti pubblici e ospedalieri per chi soffre di MCS ed EHS;
la violazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità;
i conflitti di interesse presenti in alcune commissioni scientifiche nazionali.
IL CONFRONTO CON LA COMMISSIONE
La Petizione riguardava anche i malati di Sensibilità Chimica Multipla (MCS) e sull’Elettrosensibilità (EHS) ma la discussione ha riguardato prevalentemente la Fibromialgia. Ciò non ha tuttavia scalfito la posizione delle Associazioni, che resta saldamente ancorata al riconoscimento di tutte le malattie ambientali incluse nella petizione.
LA POSIZIONE DELLA COMMISSIONE
La Commissione ha accolto con favore gli obiettivi di inclusione, dichiarando che “nessuno deve essere lasciato indietro”, e si è impegnata a promuovere ricerca e scambio di buone pratiche tra gli Stati membri. Tuttavia, ha precisato che, in base ai Trattati Europei (Art. 168 e 153), l’Unione Europea non ha il potere legale di imporre a uno Stato membro il riconoscimento di malattie o l’organizzazione dei servizi sanitari, poiché la competenza diretta in materia di tutela sociale e sanitaria spetta esclusivamente agli Stati nazionali.
RESPONSABILITA’ DELLO STATO E MONITORAGGIO EUROPEO
La Commissione non ha respinto la petizione: ha sottolineato che l’Italia ha pieno potere e dovere morale di agire, evidenziando come finora abbia scelto di non farlo, nonostante i modelli più avanzati di Paesi come Spagna, Germania e Austria. La petizione resta formalmente aperta, con l’impegno della Commissione a monitorare l’evoluzione del caso e a valutare eventuali proposte di competenza europea per favorire la tutela dei cittadini affetti da patologie ambientali.
IL RUOLO DI CIVICRAZIA E L’AZIONE ISTITUZIONALE NAZIONALE
In parallelo all’audizione di Bruxelles, Civicrazia ha presentato una propria petizione annunciata in Aula al Senato e alla Camera dedicata alla tutela dei malati ambientali e di elettrosensibilità e ora è in proseguo nelle competenti Commissioni di entrambe le Camere. L’iniziativa, sostenuta da ANDCI e da numerose organizzazioni civiche, ha richiamato l’attenzione delle istituzioni italiane sulla necessità di garantire accessibilità ambientale, trasparenza scientifica e protezione dei diritti fondamentali dei cittadini più vulnerabili.
SIGNIFICATO POLITICO E CIVILE
La petizione di Civicrazia resta rafforzata dal monito proveniente dall’Unione Europea sulla competenza statale.
Un passo avanti per la salute ambientale, dove il diritto alla vita e all’accessibilità non dipenda dal grado di tolleranza chimica o elettromagnetica di ciascun individuo.
Annunziata Patrizia Difonte, Medico 





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