COME TRASFORMARE LE ISTITUZIONI IN PRESIDI REALI DI TUTELA PER IL CITTADINO. MERITO, TRASPARENZA E SALUTE.
In un momento cruciale per l’assetto dei diritti nella Regione Lazio, abbiamo incontrato il Consigliere Adriano Zuccalà. Al centro del dibattito, non solo le storiche battaglie ambientali e sanitarie e la prossima riforma del Difensore Civico.
DIRITTO ALLA CURA: IL MODELLO DELLE “TERAPIE INTEGRATE”
Consigliere Zuccalà, il Suo impegno sulle Terapie Integrate ha segnato un punto di svolta nel dibattito regionale. Quali sono i prossimi passi per garantire che questo modello diventi concretamente una realtà accessibile e strutturata per tutti i pazienti?
«Innanzitutto la nostra proposta di legge dovrebbe essere calendarizzata per permettere di iniziare l’iter legislativo in consiglio regionale, ma attualmente la maggioranza di centrodestra non sembra abbia percepito l’importanza e la delicatezza del tema. L’approvazione della legge consentirebbe l’avvio della sperimentazione nella regione Lazio con l’istituzione in ogni Asl di centri di terapie integrate che abbiamo chiamato C.A.Re – Cure e Assistenza in Rete, e che si distinguono in Primo e Secondo livello a seconda delle prestazioni erogate. L’obiettivo è fornire ai pazienti oncologici un’assistenza completa e capillare: ricevere le cure oncologiche affiancate alle terapie integrate nei presidi territoriali di prossimità, garantendo a tutti i pazienti le stesse opportunità di accesso all’assistenza sanitaria.»
SOSTENIBILITÀ E AMBIENTE: UNA VISIONE OLTRE L’INCENERITORE
Per il Piano Rifiuti, la Sua posizione è stata netta e propositiva. Come si concilia oggi la necessità di modernizzazione degli impianti con la tutela della salute dei Cittadini?
«La modernizzazione degli impianti è necessaria, ma non può essere scollegata dalla sostenibilità ambientale e dalla tutela della salute. Il punto politico è ribaltare l’approccio: prima riduzione, riuso e recupero, poi – solo come residuale – il trattamento finale. Questo significa innanzitutto evitare in ogni modo la realizzazione di inceneritori come quello che si vorrebbe costruire a Roma, ma investire sulla raccolta differenziata di qualità e sviluppare piccoli impianti per il recupero di materia. Noi in consiglio regionale siamo ancora in attesa del nuovo piano rifiuti, annunciato ormai due anni fa e mai presentato in aula: il Movimento 5 Stelle ha le idee chiare in materia di ambiente, meno chiara è la posizione del centrodestra.»
L’ULTIMA FRONTIERA DEL CONTROLLO: LA DIGITALIZZAZIONE INCLUSIVA
Recentemente Lei ha acceso i riflettori sulla Digitalizzazione. Quali sono oggi le prospettive per un sistema realmente trasparente?
«La digitalizzazione oggi è una grande opportunità, ma anche un potenziale strumento di squilibrio se non governata. La sfida è senz’altro rendere i servizi più accessibili e veloci per i cittadini, garantendo un sistema trasparente. Penso a un “Fascicolo del Cittadino” unico, dove l’accesso agli atti e alle proprie pratiche sia immediato, ma è importante superare il digital divide. Digitalizzare significa includere, non creare nuove barriere per chi ha meno competenze tecnologiche o disabilità.»
LA NUOVA DIFESA CIVICA: INDIPENDENZA, MERITO E COMPETENZA TECNICA
Entrando nel merito della Riforma del Difensore Civico, Lei sostiene la necessità di un ufficio forte. Perché ritiene fondamentale che il Difensore abbia competenze tecniche certificate e che la scelta avvenga tramite valutazione comparativa?
«Se il Difensore Civico non è realmente competente, l’istituto perde completamente la sua funzione. Stiamo parlando di una figura che interviene su procedimenti amministrativi complessi e, divenendo anche Garante della Salute, deve interloquire con i vertici delle ASL. Per questo è fondamentale introdurre requisiti tecnici certificati, come competenze specifiche di specializzazione in diritto amministrativo e una valutazione comparativa dei curricula basata su criteri oggettivi. La trasparenza nella selezione è l’unico modo per evitare nomine esclusivamente politiche. Se vogliamo tutelare davvero i Cittadini, dobbiamo garantire che chi ricopre quel ruolo abbia le migliori competenze reali per farlo.»
FONDI DELL’UNIONE EUROPEA: EFFICACIA E MONITORAGGIO DEI RISULTATI
Qual è la situazione attuale dei fondi UE nel Lazio e come si può assicurare una gestione trasparente?
«Il tema non è solo quante risorse arrivano, ma come vengono spese. Oggi il rischio principale è la frammentazione e la lentezza nell’attuazione. Per migliorare efficacia e trasparenza servono: monitoraggio continuo dello stato di avanzamento dei progetti, pubblicazione accessibile dei dati di spesa e, soprattutto, una valutazione dei risultati raggiunti. Le risorse europee rappresentano un’occasione straordinaria, ma solo se trasformate in interventi concreti e misurabili per la collettività.»
Ernesto Marino 





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