TIFO SI’, VIOLENZA MAI
Chi più ne ha più ne metta. Non sempre, infatti, il tifo è espressione di passione o entusiasmo.
E può accadere che l’eccessiva esaltazione per un match si trasformi in atti vandalici o violenti. Ciò caratterizza in particolare le nuove generazioni, che non sono più in grado di esprimere o controllare le proprie emozioni.
Le cause:
Le cause della violenza negli stadi sono diverse, ma in primis sono riconducibili ad inadempimenti arbitrari, una parola di troppo tra tifoserie o il lancio di oggetti in campo.
Conseguenze:
Ad intervenire, in queste circostanze, mettendo a repentaglio la propria incolumità, sono le forze dell’ordine, che cercano di sedare l’atto violento, evitando che sfoci in una mega rissa e ne restino coinvolte altre.
vittime.
Divieti:
Negli ultimi anni, tra i divieti è emerso anche quello di evitare cartelloni o cori razzisti e offensivi nei riguardi di altre squadre e tifoserie. Basti pensare all’ultimo episodio verificatosi lo scorso giugno a Verona, dove nei pressi dello stadio è stato affisso un adesivo recante la scritta “Bianchi con i bianchi” ed in cui un uomo bacia una donna seduta su una lavatrice, il cui oblò presenta la bandiera italiana.
Un messaggio sessista, razzista e testimonianza del fatto che forse certi fenomeni non sono ancora del tutto debellati. E’ violenza anche questa.
Tifo sì, violenza mai.
Valeria Garbin, Giornalista





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