lunedì 5 Giugno 2023

farmaciFarmaci sempre più costosi per i cittadini. Secondo il Rapporto Federfarma sui dati dello scorso anno, il 2010 ha segnato un aumento del ticket e dei medicinali, passando da una quota del 6,6 % al 7,6%. Al contrario per il Servizio Sanitario Nazionale la spesa scende.
Nel 2010 gli italiani hanno speso oltre un miliardo di euro per curarsi, con un sensibile aumento rispetto all’anno precedente. A fronte di questo incremento di spesa per i consumatori però, da parte del Ssn si è registrato una diminuzione dell’esborso pari allo 0,7%.
Il costo medio per ogni ricetta è di 1,68 euro e le regioni con una maggiore influenza dei ticket sul bilancio locale sono Sicilia, Veneto e Lombardia.
I problemi da risolvere non sono solo questi, infatti oltre al costo dei farmaci, ci sono le questioni relative ai farmaci generici, di cui l’Agenzia Italiana del Farmaco ha abbassato il valore dei rimborsi dal 10 al 40% per far risparmiare circa 600 milioni al Servizio Sanitario Nazionale e il preoccupante aumento del numero di ricette, con una media di circa dieci ricette per ogni cittadino italiano.
Si comprano sempre più farmaci, anche se ad un costo più basso. Il rapporto di Federfarma descrive una situazione non proprio confortante, mettendo in evidenza un settore farmaceutico che rappresenta per i cittadini è una vera spina nel fianco.
Civicrazia vuole sottolineare che sulla salute non solo non si deve scherzare, ma non si deve speculare. E questa situazione oltre a creare confusione, si ripercuote negativamente sui bilanci (già compromessi) delle famiglie.

Solo l’olio vergine e extra vergine d’oliva godono di una paternità e potranno riportare l’indicazione dell’origine mentre l’olio di oliva e l’olio di sansa verranno considerati figli di nessuno. Quanto all’olio di oliva, poi, la miscela con quello di semi potrà essere vietata dagli Stati membri solo nel proprio territorio, ma non per l’importazione o l’esportazione e potrà usarsi nel tonno e nelle sardine in scatola ( menzionata come “in oli vegetali”).
Per il restante scatolame dovrà esserci invece la percentuale dei rispettivi oli. Rimane infine facoltativa la dizione “prima spremitura a freddo” (olio extravergine a meno 27° C con una spremitura meccanica della pasta d’olive e con estrazione tradizionale con presse idrauliche) e “estratto a freddo”(riservata agli oli d’oliva vergini o extravergini ottenuti a meno di 27° C con un processo di percolazione o centrifugazione della pasta di oliva).
 

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