SOLITUDINE: L’EMERGENZA SILENZIOSA CHE PESA SULLA SALUTE
QUANDO I LEGAMI SI ASSOTTIGLIANO, ANCHE LA CITTADINANZA SI INDEBOLISCE
IL DATO CHE NON SI VEDE
La solitudine non è solo un sentimento: è un fattore sociale che incide su salute e benessere.
Secondo l’OMS riguarda quasi 1 persona su 6 nel mondo ed è associata a oltre 871.000 decessi l’anno.
L’ITALIA DEI NUCLEI PICCOLI
Nel nostro Paese cresce la quota di famiglie composte da una sola persona: 36,2% nel biennio 2023-2024.
Non significa automaticamente isolamento, ma aumenta la vulnerabilità quando mancano reti e servizi di prossimità.
PERCHÉ DIVENTA UN TEMA CIVICO
Quando la rete sociale si assottiglia, tutto pesa di più: una visita medica, una pratica, un imprevisto.
E chi è isolato tende a partecipare meno, fidarsi meno, chiedere aiuto più tardi: la fragilità privata diventa costo collettivo.
COSA PUÒ FARE IL TERRITORIO
Servono luoghi accessibili dove incontrarsi senza “dover consumare”: biblioteche, centri civici, sport di quartiere, spazi verdi.
E servono canali semplici di aggancio, anche dal sistema sanitario: il “social prescribing” collega le persone a supporti non clinici nella comunità.
SCUOLA, LAVORO E ASSOCIAZIONI COME ANTENNE
Scuola, imprese e Associazioni possono intercettare segnali precoci: ascolto, competenze relazionali, tempi sostenibili, welfare che favorisca legami reali.
Perché ricostruire vicinanza non è “fare socialità”: è rendere la vita più abitabile e la democrazia più resistente.
Dott.ssa Laura Eldorado, Psicologa e Assistente Sociale 





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