Gen 11, 2026 | Battaglie | 0 commenti

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SANITA’ PUBBLICA AL COLLASSO: PETIZIONE PER NON SOCCOMBERE

Stanchi di subire. Stanchi di aspettare. Stanchi di ammalarci di più mentre il sistema che dovrebbe curarci si chiude.

 

Abbiamo lanciato, con la Petizione, un grido di denuncia e di allarme e concrete proposte per la tutela di un diritto fondamentale ormai sistematicamente violato: il diritto alla salute.

 

 

La salute non è una concessione.

 

È un diritto fondamentale e inalienabile, garantito dalla Costituzione italiana e che deve garantire anche il Servizio Sanitario Nazionale.
Eppure oggi questo diritto è diventato di fatto inaccessibile.

Agende chiuse, liste d’attesa interminabili, visite ed esami fissati a distanza di mesi o anni, terapie negate, riabilitazione sospesa, continuità assistenziale interrotta.
Questa non è più emergenza.
È collasso strutturale del sistema sanitario pubblico.

 

 

Una crisi che colpisce i più fragili

 

 

La Petizione è sorta dalla condizione gravissima vissuta da migliaia di cittadini, in particolare persone disabili e fragili, costrette ad affrontare:

l’assenza di risposte da parte delle istituzioni sanitarie;

la chiusura sistematica delle agende;

l’impossibilità di accedere in tempi congrui a cure, visite ed esami indispensabili;

il dirottamento forzato verso il privato a pagamento.

Molti cittadini hanno diritto alla continuità assistenziale, all’accesso immediato alle terapie, a interventi riabilitativi essenziali.
Oggi, invece, sono lasciati soli.

 

 

Un caso emblematico che è diventato denuncia pubblica e ora è una Petizione all’attenzione del Parlamento

 

Come invalido civile al 100%, con serie difficoltà deambulatorie e un quadro clinico complesso e rischio cardiovascolare ho deciso di non soccombere.
La condizione mia (e di tanti), per legge, impone priorità, tempestività e tutela rafforzata, ai sensi degli articoli 2, 3, 32 e 38 della Costituzione, dei LEA, del Piano Nazionale Governo Liste d’Attesa.

Tanti Cittadini come me subiscono una condizione che non può essere definito disservizio.
È una negazione reiterata e sistemica del diritto alla salute, con conseguenze potenzialmente gravi e irreversibili.

Visite prescritte come urgenti vengono fissate:

a 6, 8, 12, 16 mesi;

rivalutazioni cliniche a sei mesi rinviate di oltre un anno e mezzo;

controlli cardiologici urgenti collocati a distanza di otto mesi.

Nel frattempo, nei sistemi di prenotazione CUP risultano sovente false attestazioni, secondo cui il paziente:

sarebbe stato informato di date mai comunicate;

avrebbe rifiutato prime disponibilità mai offerte.

Quando il pubblico è chiuso, resta solo il privato (ma se puoi permettertelo, altrimenti muori)

Le agende sono chiuse.
Le risposte non arrivano.
Le terapie non partono.

Nel privato, invece, tutto è disponibile in pochi giorni.
A pagamento.

Nel frattempo, il peggioramento clinico avanza:
dolore cronico, insonnia, perdita di autonomia, sofferenza fisica e psicologica,farmaci sempre più forti, effetti collaterali, spese insostenibili.

Nel mio caso persino un deambulatore, ausilio essenziale, non è stato fornito dal Servizio Sanitario, ma dalla Caritas.
Quando la beneficenza sostituisce lo Stato, il sistema è fallito.

 

 

Profili di responsabilità e Petizione al Parlamento

 

Ho già presentato presentato una denuncia contro chiunque è responsabile, per ipotesi di:

omissione di atti d’ufficio;

falsità ideologica in atto pubblico;

violazioni della normativa sulle liste d’attesa;

lesioni personali da aggravamento clinico.

Ora, con un Team di alto profilo e con apertura a tutti gli Esperti e Cittadini, vi è la Petizione presentata alla Camere. È una battaglia di civiltà.

I Cittadini sono stanchi di soccombere davanti a un sistema sanitario che ha smesso di garantire cure, uguaglianza e dignità.
Stanchi di dover scegliere tra salute e povertà.
Stanchi di sentirsi dire che “non ci sono date”, mentre nel privato tutto funziona.

La sanità pubblica non è un favore.
È un obbligo costituzionale.

Il Parlamento intervenga ora.
Perché negare la cura a chi è fragile non è solo ingiusto.
È inaccettabile.

Saverio Sarcina,
Responsabile Team “Diritto alla Salute” di Civicrazia, Invalido civile al 100%  

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