Mag 28, 2026 | Battaglie | 0 commenti

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SALUTE, SICUREZZA E DIRITTI LE PRIORITÀ DI CIVICRAZIA PER LA TUTELA DEI CITTADINI

SALUTE, SICUREZZA E DIRITTI: LE PRIORITÀ DI CIVICRAZIA PER LA TUTELA DEI CITTADINI

 

Ogni giorno i cittadini si confrontano con problemi che incidono direttamente sulla salute, sulla sicurezza, sul patrimonio e sulla qualità della vita. Strade dissestate, dipendenze, criticità ambientali, difficoltà nell’accesso ai servizi e ostacoli nell’effettiva tutela dei diritti possono apparire questioni distinte, ma spesso presentano elementi comuni: controlli insufficienti, prevenzione tardiva e interventi che arrivano quando il danno si è già prodotto.

È in questo contesto che si colloca l’azione di Civicrazia, con l’obiettivo di promuovere strumenti concreti di prevenzione, partecipazione e tutela dei cittadini.

 

 

IL GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO: QUANDO LA SPERANZA DIVENTA MERCATO

 

Il gioco d’azzardo pone una delle contraddizioni più evidenti del nostro tempo: lo Stato riconosce il Disturbo da Gioco d’Azzardo Patologico (GAP) come malattia e, contemporaneamente, continua a ricavare rilevanti entrate economiche da un sistema che quella stessa malattia alimenta.

Non è una questione morale. È una questione di salute pubblica, tutela del risparmio e protezione della persona: gli articoli 2, 32 e 47 della Costituzione tutelano diritti inviolabili, salute e risparmio, mentre l’articolo 41 chiarisce che l’iniziativa economica non può arrecare danno alla sicurezza e alla dignità della persona.

Il gioco ha cambiato volto. Non entra più soltanto nelle sale dedicate, ma nelle case attraverso smartphone, piattaforme digitali, pubblicità invasive e sistemi costruiti per trasformare il rischio in comportamento ordinario. Tra le forme più insidiose rientrano i Gratta e Vinci e i giochi istantanei, spesso percepiti come strumenti innocui di intrattenimento. Dietro somme apparentemente modeste e vincite immediate operano però meccanismi molto più complessi: aspettative continuamente alimentate, reiterazione del tentativo e percezione alterata delle reali probabilità di vincita.

Sotto il profilo civilistico il gioco viene tradizionalmente ricondotto ad un contratto aleatorio, fondato sull’incertezza dell’evento e sulla possibilità che il rischio possa produrre un vantaggio economico. Proprio sull’alea emergono profili che richiedono particolare attenzione.

Nel caso dei Gratta e Vinci, il cittadino acquista il biglietto confidando nella concreta possibilità di conseguire un premio ancora disponibile. Se, però, i premi maggiori risultano già assegnati e la serie continua ad essere commercializzata senza un’immediata cessazione della vendita o senza informazioni realmente percepibili dal consumatore, la questione supera il semplice rischio contrattuale.

Il rischio presuppone infatti incertezza reale. Quando invece l’incertezza viene progressivamente svuotata e il giocatore continua a compiere una scelta confidando in probabilità percepite come attuali che potrebbero essere sostanzialmente mutate, il problema non riguarda più soltanto l’alea, ma la correttezza del rapporto, la tutela del consumatore e la protezione della persona vulnerabile.

Le conseguenze possono essere devastanti: dissipazione del patrimonio familiare, indebitamento, esposizione a fenomeni usurari, compromissione dei rapporti personali e progressiva perdita della capacità di gestire i propri interessi economici.

L’ordinamento mette a disposizione strumenti di tutela, dall’amministrazione di sostegno alle forme di protezione dei soggetti vulnerabili; strumenti che tuttavia non possono diventare una risposta esclusivamente successiva al danno, quando la fragilità della persona è già stata trasformata in occasione di profitto.

Pertanto, Civicrazia ritiene necessario e urgente promuovere attività di prevenzione e informazione sul gioco patologico, rafforzare strumenti di sostegno alle persone vulnerabili e favorire maggiore trasparenza nei meccanismi di commercializzazione dei giochi, con particolare attenzione ai soggetti maggiormente esposti al rischio di dipendenza. Particolare attenzione deve, inoltre, essere rivolta al supporto delle famiglie coinvolte, alla diffusione degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento in materia di sovraindebitamento, all’orientamento verso percorsi di sostegno e protezione patrimoniale e alla valutazione, nei casi previsti dalla legge, di possibili iniziative di tutela connesse a situazioni di vulnerabilità, invalidità o alterazione della capacità di autodeterminazione.

 

ALCOOL E MINORI: QUANDO L’ASSENZA DI CONTROLLI DIVENTA UNA RINUNCIA EDUCATIVA

 

 

L’esposizione sempre più precoce dei minori al consumo di alcool non può essere considerata una semplice abitudine giovanile o una fase inevitabile della crescita. Quando il consumo da parte di giovani e giovanissimi tende progressivamente a diventare una componente ordinaria della socialità adolescenziale, il problema coinvolge salute pubblica, sicurezza, formazione della persona e responsabilità collettiva. L’alcool non è un prodotto ordinario quando entra nella vita di soggetti ancora in fase di sviluppo fisico e psicologico.

L’esposizione precoce può incidere su capacità cognitive, processi decisionali, equilibrio comportamentale e percezione del rischio, aumentando la probabilità di dipendenze successive, episodi di violenza, incidenti stradali e situazioni di vulnerabilità sociale.

Le responsabilità non possono essere ricondotte ad un solo soggetto. Famiglie, scuole, istituzioni e amministrazioni svolgono un ruolo che non può essere delegato. I genitori conservano doveri di educazione e vigilanza che non possono trasformarsi in una sostanziale rinuncia al controllo; in determinate situazioni, la persistente sottovalutazione di condotte chiaramente pericolose può assumere rilievo anche sotto il profilo della culpa in vigilando.

Accanto al ruolo della famiglia, anche i Comuni dispongono di strumenti spesso utilizzati in misura insufficiente: ordinanze sindacali, regolamentazione degli orari di vendita e somministrazione, attività di prevenzione, coordinamento con scuole e associazioni e maggiore presidio del territorio.

Per questa ragione Civicrazia sostiene iniziative di educazione esperienziale come l’“Auto Ubriaca”, che consentono ai giovani di sperimentare in un contesto protetto gli effetti che alcool e sostanze possono produrre su percezione, riflessi e capacità di guida attraverso simulatori, veicoli modificati e strumenti che riproducono alterazioni della percezione e dei tempi di reazione. L’esperienza assume particolare valore perché trasforma un rischio spesso percepito come lontano in una consapevolezza concreta delle conseguenze che determinate condotte possono produrre sulla sicurezza propria e altrui.

Accanto a tali iniziative, Civicrazia ritiene necessario sviluppare programmi permanenti di prevenzione che coinvolgano scuole, famiglie, ASL, amministrazioni locali, associazioni e realtà territoriali, rafforzando attività di educazione al rischio, raccolta delle segnalazioni, controllo dei luoghi maggiormente frequentati dai minori e strumenti capaci di individuare tempestivamente situazioni di disagio o esposizione a comportamenti a rischio.

Civicrazia chiede, inoltre, che strumenti di questo tipo trovino spazio stabile nelle scuole, nei territori e nei programmi di prevenzione delle amministrazioni locali.

 

ACQUA, SALUTE E PATRIMONIO: IL CITTADINO NON PUÒ PAGARE UN’INCOGNITA

 

 

Occorrono controlli rigorosi e monitoraggi costanti sulla qualità delle acque. Quando emergono anomalie, richieste di chiarimenti o dubbi sui valori rilevati, il problema non riguarda soltanto un servizio, ma coinvolge direttamente il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

Occorre garantire trasparenza, controlli efficaci e informazioni accessibili, evitando che dubbi e incertezze diventino una componente ordinaria della vita quotidiana.

Il principio di precauzione impone che possibili situazioni di rischio vengano affrontate prima che producano conseguenze irreversibili, mentre l’articolo 32 della Costituzione tutela la salute quale diritto fondamentale della persona.

La questione, tuttavia, non riguarda soltanto i profili sanitari. Molte famiglie convivono con problematiche concrete quali calcare, deterioramento degli impianti, riduzione dell’efficienza energetica e danneggiamento di caldaie, boiler, tubazioni ed elettrodomestici, situazioni che nel tempo possono trasformarsi in costi continui sostenuti direttamente dai cittadini.

Di fronte a situazioni che incidono sulla salute e sul patrimonio, le responsabilità non possono rimanere indefinite: enti gestori, organismi di controllo e amministrazioni territoriali dispongono già di strumenti di verifica e monitoraggio, ma il problema diventa garantire interventi tempestivi, accessibilità delle informazioni e adeguati strumenti di tutela quando tali fenomeni producano un concreto pregiudizio per i cittadini.

Civicrazia sollecita monitoraggi territoriali permanenti, accessi agli atti, strumenti di segnalazione e confronto con gli enti competenti, affinché controlli e dati risultino realmente comprensibili, accessibili e utilizzabili dai cittadini come strumenti di prevenzione e tutela.

 

 

TRENI, FULIGGINI E POLVERI SOTTILI: QUANDO IL DIRITTO ALLA MOBILITÀ RISCHIA DI TRASFORMARSI IN UNA FONTE DI DANNO

 

Il trasporto pubblico rappresenta uno strumento essenziale di sviluppo e collegamento tra territori. Un sistema di mobilità, tuttavia, non può essere valutato esclusivamente sulla capacità di spostare persone da un luogo ad un altro: l’efficienza di un servizio riguarda anche salute, qualità della vita e impatto sul territorio.

Per migliaia di cittadini che vivono o lavorano in prossimità delle linee ferroviarie, la quotidianità è spesso accompagnata da rumori continui, vibrazioni, fuliggini e polveri sottili, fenomeni che nel tempo rischiano di essere percepiti come inevitabili. La progressiva assuefazione a tali fenomeni, tuttavia, non può trasformare un possibile fattore di disagio o di danno in una condizione automaticamente accettabile.

L’esposizione prolungata a PM10, PM2.5 e residui derivanti dall’attrito di componenti ferroviarie e sistemi frenanti richiede monitoraggi costanti, soprattutto in relazione ai possibili effetti su soggetti maggiormente vulnerabili, quali bambini, anziani e persone affette da patologie respiratorie o cardiovascolari.

Le conseguenze non riguardano soltanto la salute. Fuliggini, vibrazioni e immissioni possono incidere anche sul patrimonio dei cittadini, contribuendo nel tempo al deterioramento di facciate, superfici esterne e strutture immobiliari e determinando costi che finiscono per gravare direttamente sulle famiglie.

Quando tali fenomeni superano i limiti della normale tollerabilità o determinano un pregiudizio concreto alla salute o al patrimonio, il problema può assumere rilievo anche sul piano della tutela dei diritti e delle eventuali forme di ristoro previste dall’ordinamento.

L’articolo 32 della Costituzione tutela la salute, l’articolo 9 tutela ambiente ed ecosistema e l’articolo 844 del codice civile disciplina le immissioni oltre la normale tollerabilità.

Per questa ragione Civicrazia chiede di rafforzare i monitoraggi ambientali, rendere pienamente accessibili i dati sulla qualità dell’aria, promuovere raccolte di segnalazioni e verifiche tecniche sul territorio e valutare con priortà iniziative di tutela a protezione dei cittadini.

 

 

DISSESTO STRADALE: QUANDO UNA BUCA RACCONTA UNA CATTIVA AMMINISTRAZIONE

 

Tra i problemi che incidono maggiormente sulla vita quotidiana dei cittadini vi è il dissesto del manto stradale, troppo spesso considerato un semplice disagio urbano o una inevitabile conseguenza del maltempo. Una strada caratterizzata da buche, avvallamenti, cedimenti e deformazioni raramente rappresenta una fatalità. Più frequentemente è il risultato di manutenzione insufficiente, controlli inadeguati, programmazione assente o prolungata inerzia amministrativa.

Il cittadino finisce così per adattarsi al rischio: evita determinate strade, modifica i percorsi, considera normale sostituire pneumatici, sospensioni o componenti danneggiate. Il rischio viene progressivamente percepito come una componente ordinaria della quotidianità.

Le conseguenze non riguardano soltanto i costi economici. Il dissesto stradale può produrre danni ai veicoli, ma soprattutto incidere sulla sicurezza delle persone. Una buca improvvisa, un cedimento del piano viabile o un dissesto non segnalato possono contribuire alla produzione di incidenti, soprattutto per motociclisti, ciclisti, anziani e pedoni.

L’articolo 14 del Codice della Strada impone obblighi di manutenzione, gestione e controllo delle infrastrutture, mentre gli articoli 2043 e 2051 del codice civile disciplinano responsabilità e risarcimento dei danni. L’affidamento della manutenzione a soggetti terzi non elimina i doveri di controllo dell’amministrazione, che mantiene l’obbligo di verificare la qualità degli interventi e l’effettiva eliminazione delle situazioni di rischio. Nei casi più gravi possono emergere non soltanto responsabilità civili e amministrative, ma anche profili di responsabilità penale.

Per questa ragione Civicrazia chiede di programmare interventi costanti, rafforzare i controlli sulle ditte incaricate e accertare eventuali responsabilità quando l’inerzia amministrativa abbia contribuito alla produzione di danni per i cittadini.

 

 

TRUFFE ASSICURATIVE E CRISI DEL SISTEMA RISARCITORIO: QUANDO A PAGARE SONO SEMPRE I CITTADINI ONESTI

 

Le truffe assicurative non producono conseguenze soltanto per compagnie e operatori del settore. I loro effetti si trasferiscono progressivamente sull’intera collettività attraverso premi più elevati, incremento del contenzioso, tempi di definizione più lunghi e crescente sfiducia nel sistema risarcitorio.

Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto la frode. Riguarda anche il modo in cui il sistema reagisce alla frode. Il cittadino che ha realmente subito un danno rischia, infatti, di confrontarsi con un contesto nel quale deve dimostrare continuamente la propria credibilità, quasi che la richiesta di tutela diventi essa stessa motivo di sospetto.

In questo contesto la Consulenza Tecnica d’Ufficio assume un ruolo centrale. Specializzazione, competenza e terzietà non rappresentano aspetti meramente formali: dall’accertamento tecnico possono dipendere il riconoscimento delle lesioni, la quantificazione del danno, l’individuazione del nesso causale e, in molti casi, la stessa decisione finale del giudizio.

La concentrazione degli incarichi, l’assenza di specializzazioni coerenti con la natura del danno accertato, valutazioni non adeguatamente approfondite o situazioni idonee a generare dubbi sulla neutralità dell’accertamento rischiano di compromettere la fiducia dei cittadini nel sistema. Analoga attenzione meritano la trasparenza documentale e fiscale, la correttezza delle prestazioni sanitarie e la chiarezza dell’intero percorso medico-risarcitorio.

L’accertamento assume particolare rilievo anche nell’ambito dell’articolo 590-bis del codice penale, relativo alle lesioni personali stradali, nel quale valutazioni tecniche incomplete o insufficientemente approfondite possono incidere in modo significativo sul procedimento.

Civicrazia chiede un confronto permanente sul funzionamento del sistema risarcitorio, sostenendo maggiore trasparenza nei criteri di conferimento degli incarichi, adeguata specializzazione tecnica, effettiva rotazione dei consulenti e strumenti di monitoraggio idonei a rafforzare la fiducia dei cittadini nell’accertamento medico-legale e giudiziario.

 

 

DALLA DENUNCIA ALL’AZIONE: IL RUOLO DI CIVICRAZIA

 

Civicrazia promuove monitoraggi, raccolta di segnalazioni, accessi agli atti, osservatori tematici, confronto con enti competenti e strumenti di partecipazione attiva, affinché situazioni di rischio, inefficienze e criticità possano essere individuate e affrontate tempestivamente.

L’obiettivo non consiste nel sostituirsi alle istituzioni, ma nel rafforzare vicinanza ai cittadini, trasparenza e concreta tutela dei diritti, favorendo un rapporto più diretto tra territorio, amministrazioni e strumenti di protezione della persona.

Particolare attenzione è rivolta, anche tramite lo Sportello Telematico, all’ascolto delle esigenze provenienti dal territorio, all’orientamento verso gli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento e alla promozione di iniziative idonee a garantire un’effettiva protezione della salute, della sicurezza, del patrimonio e dei diritti dei cittadini, favorendo, ove ne ricorrano i presupposti l’accesso agli strumenti riconosciuti dalla legge, comprese le forme volte al ristoro dei pregiudizi subiti

 

Riccardo Vizzino, Avvocato, Responsabile Nazionale di Civicrazia contro le truffe

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