Apr 15, 2026 | Battaglie | 0 commenti

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PROFUMI SOTTO ESAME: DAVVERO SONO SICURI?

 

UN’INDAGINE SCIENTIFICA RIVELA RISCHI POCO NOTI PER LA SALUTE E L’AMBIENTE

 

I profumi fanno parte della vita quotidiana di milioni di persone. Sono considerati simboli di stile, personalità e persino status sociale. Tuttavia, una recente ricerca scientifica mette in luce un aspetto meno noto: dietro le fragranze piacevoli si nasconde un complesso insieme di sostanze chimiche che potrebbe avere effetti negativi sulla salute.
Lo studio condotto nel 2025 in Germania da Morlock G.E. e Heil J., dal titolo “Identificazione rapida dei pericoli nei profumi ritenuti sicuri” (doi: 10.1016/j.chroma.2025.465959), ha esaminato 42 profumi di uso comune, selezionati casualmente. I risultati sono sorprendenti: molti di questi prodotti contengono sostanze potenzialmente pericolose, indipendentemente dal prezzo o dal tipo di utilizzo (maschile o femminile).

 

 

UN “COCKTAIL CHIMICO” POCO TRASPARENTE

 

I profumi sono composti da centinaia di sostanze che rilasciano COV (composti organici volatili), le cui formulazioni sono protette come segreti commerciali in tutto il mondo. Questo significa che i consumatori non conoscono realmente ciò che spruzzano sulla pelle.
Secondo quanto riportato nella ricerca, l’IFRA – Associazione Internazionale dei profumi, organismo di autoregolamentazione del settore – dichiara nell’edizione 2025 che 3619 sostanze chimiche possono essere impiegate come ingredienti di fragranza e funzionali. Gli ingredienti funzionali sono aggiunti alle fragranze per fissarle, colorarle, conservarle, proteggerle dai raggi UV, ecc.

 

 

REGOLAMENTI

 

Le normative sono diverse tra i Paesi, ma nell’Unione Europea i profumi sono disciplinati dal Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici e dal Regolamento (UE) 2023/1545 sull’etichettatura degli allergeni delle fragranze.
Per i cosmetici, compresi i profumi, prima dell’immissione sul mercato è richiesto al fabbricante o all’importatore o al distributore di designare una figura fisica o giuridica denominata “Persona Responsabile” del prodotto. La Persona Responsabile deve provvedere a una valutazione del profilo tossicologico delle singole sostanze (tossicità acuta, irritazione cutanea, sensibilizzazione, mutagenicità), delle loro concentrazioni, delle impurezze, del profilo microbiologico, della stabilità, del packaging e dell’esposizione del consumatore (parti del corpo, frequenza d’uso).

 

 

VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA O DEL RISCHIO?

 

La “valutazione della sicurezza” – e non la “valutazione del rischio”, trattandosi di concetti diversi – è eseguita da un “Valutatore della sicurezza” riconosciuto dal Ministero della Salute, culmina nella redazione del CPSR (Rapporto sulla sicurezza dei prodotti cosmetici), documento obbligatorio inserito nel PIF (Product Information File).
In ambito scientifico non è possibile dimostrare in modo assoluto che una sostanza chimica sia sicura. Si può solo indicare che, finora, non è stato individuato alcun rischio. Pertanto, la vera valutazione per lo sviluppo di un prodotto cosmetico sicuro per l’uso umano dovrebbe avvenire attraverso una “valutazione del rischio” non limitata alle singole sostanze, ma estesa anche alla miscela finale.

 

 

UN SISTEMA INNOVATIVO PER ANALIZZARE I PROFUMI

 

Per studiare i rischi, gli scienziati in questa ricerca hanno utilizzato un metodo innovativo che permette di analizzare direttamente l’intero profumo, senza separare i singoli ingredienti. Questo approccio consente di individuare anche sostanze pericolose sconosciute, che nei metodi tradizionali spesso sfuggono.
Il sistema utilizzato è sostenibile, economico e potenzialmente adottabile su larga scala per migliorare i controlli di sicurezza. Si tratta della cromatografia su strato sottile ad alte prestazioni (HPTLC – High Performance Thin Layer Chromatography), una tecnica analitica avanzata.

 

 

PIÚ CONTROLLI E MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA

 

Attualmente, i profumi non vengono testati direttamente come prodotto finito. La valutazione della sicurezza si basa sugli ingredienti dichiarati dai produttori. Questo sistema, secondo gli autori dello studio, presenta delle lacune importanti.
La ricerca propone quindi un cambiamento: passare da controlli teorici a test pratici e completi sui prodotti finiti. Occorre procedere secondo la relativa già annunciata in Aula in entrambe le Camere e in prosieguo nelle apposite Commissioni. Questo permetterebbe di individuare i rischi reali e proteggere meglio i consumatori e l’ambiente.

 

 

I RISCHI PER LA SALUTE

 

Lo studio ha analizzato dieci diversi tipi di effetti negativi, tra cui:
Genotossicità: danni al DNA delle cellule.
Citotossicità: morte delle cellule.
Neurotossicità: effetti sul sistema nervoso.
Interferenze endocrine: alterazioni degli ormoni.
Effetti antibatterici: alterazione del microbioma della pelle.
Particolare attenzione merita la genotossicità, poiché è consigliato spruzzare il profumo direttamente sulla pelle nuda, con possibile esposizione delle cellule a sostanze in grado di danneggiare il DNA.
I risultati mostrano che molti profumi contengono sostanze che possono provocare uno o più di questi effetti. Ad esempio, una singola spruzzata di profumo può superare decine di volte i livelli considerati critici nei test di laboratorio.
“Una sola spruzzata di 100 µL di profumo sulla pelle ha già superato di 77 volte l’EC50 per la genotossicità e di 9.090 volte l’IC50 per l’inibizione dell’aromatasi”.
Il rapporto EC50/IC50 è un indicatore di selettività. EC50 è la concentrazione che produce il 50% dell’effetto massimo in cellule target, mentre IC50 è la concentrazione che inibisce del 50% una risposta biologica in cellule non target.
In particolare, alcune sostanze presenti nei profumi sono già note per essere allergeniche, sensibilizzanti, irritanti o addirittura cancerogene. Altre possono interferire con il sistema ormonale, causando problemi a lungo termine.

 

 

UN PROBLEMA ANCHE PER L’AMBIENTE

 

Negli ultimi anni, le fragranze naturali sono state spesso sostituite da sostanze sintetiche derivate dal petrolio, più economiche, ma meno sostenibili. Queste sostanze possono accumularsi nell’ambiente e avere effetti negativi sugli ecosistemi.
La ricerca sottolinea l’importanza di passare a prodotti più sostenibili e biodegradabili, sia per proteggere la salute umana sia per ridurre l’impatto ambientale.

 

 

CONCLUSIONE

 

I profumi restano prodotti molto diffusi e apprezzati, ma questa ricerca invita a guardare oltre l’apparenza. Le fragranze non sono solo piacevoli: possono anche rappresentare una fonte di esposizione a sostanze chimiche potenzialmente dannose.
Maggiore trasparenza, controlli più rigorosi e una scelta consapevole da parte dei consumatori rappresentano passi necessari e fondamentali verso un futuro più sicuro.
In definitiva, ciò che indossiamo ogni giorno potrebbe avere un impatto più grande di quanto immaginiamo e bisogna tenerne conto..

Donatella Stocchi, Terapista della riabilitazione

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