Apr 12, 2026 | Battaglie | 0 commenti

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” MORTI SUL LAVORO IN CALO MA LA GUARDIA DEVE RIMANERE ALTA “

Nel 2026 si registra in Italia un calo dei morti sul lavoro rispetto all’anno precedente, secondo le ultime rilevazioni ufficiali e gli osservatori indipendenti.

 

 

ANDAMENTO GENERALE 2026

 

Nei primi due mesi del 2026 (gennaio-febbraio) si contano 102 vittime complessive, pari a un -26,1% rispetto al 2025, quando nello stesso periodo erano stati registrati 138 decessi.

Questo risultato rappresenta un doppio calo consecutivo, evento raro negli ultimi 17 anni, secondo l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega

I dati INAIL, aggiornati a febbraio 2026, confermano un -27,8% di decessi sul lavoro rispetto al 2025, nonostante un leggero aumento complessivo degli incidenti (+2,4%) .

 

 

DISTRIBUZIONE E SETTORI PIU’ COLPITI

 

I settori con più infortuni restano:
Alloggio e ristorazione (+4,3%)
Pubblica amministrazione / conto Stato (+6,1%)
Gestione rifiuti e reti idriche (+1,4%)
In calo invece:
Sanità e assistenza sociale (-5,3%)
Costruzioni (-1,5%)
Trasporti e magazzinaggio (-2,0%)
Agricoltura in diminuzione netta di infortuni (-8,0%), ma continua a essere tra i comparti con maggiore rischio di mortalità, insieme a edilizia e trasporti.

 

 

DISTRIBUZIONE TERRITORIALE

 

Diminuzione nel Nord-Est (-1,0%), aumenti invece nel Centro (+6,4%), Sud (+2,3%), Isole (+4,8%) e Nord-Ovest (+3,0%).

Le regioni più virtuose: Bolzano (-7,4%), Molise (-6,9%), Sardegna (-4,4%) mentre Le più critiche: Lazio (+22%), Sicilia (+9,7%), Campania (+7,1%).

 

 

CONTESTO EUROPEO

 

Nel confronto UE, l’Italia resta sopra la media europea per decessi sul lavoro, ma il divario si è ridotto negli ultimi anni. Escludendo i casi “in itinere” (tragitto casa-lavoro), il tasso italiano è oggi più basso di quello di Spagna, Portogallo e Francia, ma superiore a quello di Germania, Paesi Bassi e Irlanda.

In sintesi, il 2026 mostra un miglioramento dei dati sulle morti sul lavoro in Italia — un calo intorno al 26–28% — ma il numero di vittime (oltre 100 nei primi due mesi) resta ancora elevato e conferma che la sicurezza nei luoghi di lavoro rimane una priorità nazionale.

Fabio Riccio

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