INTRODUZIONE
Data la natura ubiquitaria e prolungata dell’esposizione umana ai campi elettromagnetici in particolare per la frequenza del wi-fi (2.45 GHz), crescono le preoccupazioni riguardo ai potenziali impatti sulla salute.
OBIETTIVI DELLA RICERCA
Una recente ricerca scientifica si è proposta di effettuare una valutazione integrata delle conseguenze biologiche dell’esposizione prolungata ai CEM a 2,45 GHz nei topi, concentrandosi sui sistemi riproduttivo, immunitario, metabolico ed ematopoietico.
I ricercatori hanno creato un modello murino di esposizione prolungata ai CEM, in cui i topi sono stati sottoposti a radiazioni a 2,45 GHz (tasso di assorbimento specifico medio corporeo, SAR 15 W/kg) per 5 mesi. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41950782/
CONCLUSIONI DELLA RICERCA
L’esposizione prolungata ai campi elettromagnetici non ha indotto effetti avversi misurabili sui parametri fisiologici fondamentali, sull’integrità funzionale degli spermatozoi (cinematica e morfologia), sulla distribuzione delle cellule immunitarie o sulla competenza ematopoietica. Al contrario, ha alterato significativamente l’omeostasi sistemica del glucosio, portando a un aumento della glicemia a digiuno e a una ridotta sensibilità all’insulina (insulino resistenza).
Per proteggere le categorie più a rischio come donne in gravidanza, neonati e bambini, diabetici e malati cronici è consigliabile spegnere la connessione wi-fi sostituendola con la cablatura.
Dr.Paolo Orio 





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