Lug 6, 2026 | Battaglie | 0 commenti

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LA CRIMINALITÀ GIOVANILE: UNA SFIDA COMPLESSA TRA REALTÀ E PERCEZIONE

ANALISI MULTIDISCIPLINARE DI UN FENOMENO CHE INTERROGA LA SOCIETÀ E LE SUE ISTITUZIONI

 

La devianza giovanile rappresenta una delle sfide più delicate della società contemporanea. L’indagine Eurispes, condotta in collaborazione con il Servizio Analisi Criminale della Polizia Criminale, offre uno spaccato profondo di un fenomeno che non ammette facili semplificazioni. Per l’intera coalizione di Associazioni Civicrazia, da sempre impegnata nella tutela dei diritti civici e nel monitoraggio dell’operato delle istituzioni, analizzare il disagio dei ragazzi significa superare l’idea che il mondo giovanile sia un blocco omogeneo. Ci troviamo di fronte a realtà frammentate, che spaziano dall’esclusione sociale estrema, specialmente in fasce di povertà, alla cosiddetta devianza giovanile della classe agiata.

 

 

IL VOLTO DEL DISAGIO NEI DATI REALI

 

I dati del periodo 2015-2025 evidenziano un trend preoccupante, con una crescita significativa delle segnalazioni per reati caratterizzati da aggressività e violenza, che coinvolgono in misura sempre maggiore la fascia dei minori. Sebbene le segnalazioni totali per la fascia 14-24 anni abbiano subito un calo nel lungo periodo, gli ultimi anni mostrano una ripresa, culminata in un incremento nel 2025. Emergono con forza reati legati all’uso di armi — in particolare armi bianche o da taglio — e atti persecutori, specchio di una fragilità emotiva che si traduce in conflitto aperto con le norme sociali.

Civicrazia rileva come la devianza non sia un prodotto esclusivo del degrado economico. Esiste una trasgressione che nasce dalla noia, dalla mancanza di una cultura della legalità e dal profondo scollamento rispetto a una società in cui i giovani non si sentono protagonisti. È proprio qui che bisogna intervenire per evitare che la sfiducia si trasformi in condotta illecita.

 

 

L’AMPLIFICAZIONE DIGITALE E IL CONTESTO SOCIALE

 

I Social Network agiscono come potenti casse di risonanza, trasformando le faide virtuali in aggressioni reali sulla strada. Le piattaforme non sono semplici vetrine, ma strumenti capaci di disumanizzare le vittime e normalizzare condotte violente, offrendo modelli accattivanti a ragazzi privi di strumenti critici. Di fronte a questo scenario, l’azione civica deve focalizzarsi sulla promozione di una cittadinanza digitale consapevole, affinché la rete diventi un luogo di crescita e non un terreno di reclutamento negativo o di bullismo.

 

 

OLTRE LA REPRESSIONE: LE PROPOSTE DI CIVICRAZIA

 

Occorre ora certamente maggiore presenza delle Forze dell’ordine e l’inasprimento delle pene. Tuttavia, la risposta non può essere esclusivamente punitiva. Esperti, operatori ed educatori concordano sulla necessità di un approccio sistemico.

Civicrazia sostiene con forza che la vera sicurezza si costruisce attraverso il rafforzamento delle “comunità educanti”. È indispensabile esigere dai decisori pubblici un funzionamento efficiente dei servizi sociali, il sostegno concreto alle famiglie in difficoltà e un investimento strutturale nella scuola e nei centri di aggregazione positivi. La devianza giovanile è l’espressione di bisogni rimasti inascoltati. Il ruolo della cittadinanza attiva è quello di vigilare e fare pressione sulla Pubblica Amministrazione affinché i giovani smettano di essere trattati solo come un problema di ordine pubblico, diventando quotidianamente invece i fondamenti attivi, protagonisti e ben nutriti della società del futuro.

Ernesto Marino

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