TRAGEDIA DEI DIRITTI UMANI IN IRAN
L’ORRORE IN IRAN: UN MASSACRO CHE NON PUÒ ESSERE IGNORATO
Noi affermiamo con forza un principio che non ammette eccezioni: la battaglia di una persona è la battaglia di tutte e di tutti. Oggi questo principio assume un significato drammatico e urgente guardando a ciò che sta accadendo in Iran nelle ultime settimane, dove la repressione ha raggiunto livelli inermi, sistematici e disumani. Non siamo di fronte a episodi isolati. Siamo di fronte a un massacro che continua oggi, sotto gli occhi del mondo.
UN ACCADUTO RECENTISSIMO CHE IMPONE RESPONSABILITÀ IMMEDIATE
Nell’arco di pochi giorni, la situazione in Iran è precipitata ulteriormente. Le testimonianze raccolte parlano di violenza organizzata, esercitata non solo contro i manifestanti, ma contro l’intera società civile. Questi eventi sono attuali, documentati, verificabili. Ed è proprio per questo che richiedono una presa di posizione immediata.
LA REPRESSIONE COME SISTEMA DI ANNIENTAMENTO DEI DIRITTI UMANI
Non si tratta più soltanto di repressione di piazza. Il potere ha costruito un sistema di annientamento dei diritti umani, che colpisce:
uomini e donne,
studenti e lavoratori,
medici e insegnanti,
bambini e famiglie.
Ogni spazio di vita è diventato un potenziale luogo di persecuzione.
CURARE DIVENTA UN CRIMINE
Uno degli aspetti più sconvolgenti di questa repressione riguarda il mondo sanitario.
MEDICI E OPERATORI SANITARI ARRESTATI
Negli ultimi giorni, medici e infermieri sono stati arrestati e incarcerati per aver curato manifestanti feriti. Salvare una vita è stato trasformato in un atto sovversivo.
Gli ospedali non sono più luoghi di cura, ma spazi controllati. La compassione è perseguita. L’etica medica viene calpestata.
LA CRIMINALIZZAZIONE DELLA SOLIDARIETÀ
Curare una ferita, fermare un’emorragia, assistere un ferito significa esporsi all’arresto. Questo rappresenta una violazione gravissima del diritto internazionale e di ogni principio umanitario. Quando la solidarietà diventa reato, la società è già stata ferita a morte.
IL RICATTO SUI CADAVERI: UNA VIOLENZA CHE CONTINUA DOPO LA MORTE
La repressione non si ferma nemmeno davanti ai corpi senza vita.
PAGARE PER RIAVERE I PROPRI MORTI
Alle famiglie delle vittime viene imposto il pagamento di somme esorbitanti per poter ritirare i corpi dei propri cari. Ogni ferita diventa un costo, ogni colpo ricevuto viene monetizzato. Se non si paga, i cadaveri non vengono restituiti. Questo non è solo abuso di potere. È ricatto istituzionalizzato, è violenza morale, è disumanizzazione totale.
BAMBINI E SCUOLE SOTTO ASSEDIO
La repressione colpisce anche l’infanzia.
SCUOLE TRASFORMATE IN LUOGHI DI PAURA
Le forze di polizia intervengono con brutalità all’interno delle scuole.
Le aule, che dovrebbero essere spazi di crescita e protezione, diventano luoghi di terrore. Bambini e adolescenti vengono intimiditi, feriti, arrestati.
L’educazione viene soffocata dalla paura. I diritti dell’infanzia calpestati ogni giorno
La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e il Terzo Pilastro della Macroregione Mediterranea vengono violati quotidianamente. I bambini continuano a morire, anche durante interventi violenti nelle scuole. Questo rappresenta una ferita irreparabile al futuro di un intero Paese.
IL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI INTERNAZIONALI
Di fronte a tutto questo, il silenzio è insopportabili. Gli organismi internazionali che dovrebbero tutelare i diritti umani, e in particolare i diritti dei bambini, devono intervenire.
IL SILENZIO PESA QUANTO LE ARMI
Tacere davanti a questi crimini significa diventare complici morali. Il silenzio non è neutralità. È una scelta. Ed è una colpa storica.
IL 14 FEBBRAIO: UN GRIDO GLOBALE DI LIBERTÀ
Il 14 febbraio rappresenta una data simbolica e concreta.
MANIFESTAZIONI INTERNAZIONALI
In quella giornata, gli iraniani manifesteranno per pace, libertà e giustizia in diverse città del mondo, tra cui:
Monaco di Baviera
Toronto
Los Angeles
Un’unica voce si leverà per affermare DIRITTI, DIGNITÀ E VITA.
Gli italiani e tutti i Cittadini e le Cittadine del mondo che amano la pace, la libertà e la giustizia sono in quest’unica voce.
PERCHÉ QUESTA BATTAGLIA RIGUARDA TUTTE E TUTTI
Non è una battaglia lontana. Non è una battaglia che riguarda solo l’Iran. Quando i diritti umani vengono calpestati in un Paese, sono i diritti di tutti a essere messi in discussione. Difendere chi oggi è oppresso significa difendere la libertà universale.
CALL TO ACTION – RESPONSABILITÀ ORA
Noi chiediamo con forza:
Protezione immediata dei civili
Fine della repressione
Rilascio dei detenuti politici
Tutela dei medici e degli operatori sanitari
Protezione dei bambini e delle scuole
Intervento concreto della comunità internazionale
Non domani. ORA.
Perché la battaglia di una/o è la battaglia di tutte/i.
Alba Tortora 





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