FAQ ministeriali: che utilità hanno se le Università non si adeguano?
Quando gli indirizzi del MUR restano lettera morta e gli Atenei scelgono di non conformarsi, creando disparità e incertezza per gli studenti
Le FAQ ministeriali emanate dal Ministero dell’Università e della Ricerca dovrebbero servire a un obiettivo semplice e fondamentale: garantire uniformità amministrativa tra gli Atenei italiani.
Svolgono una funzione essenziale: interpretare la normativa, chiarire dubbi applicativi e assicurare che studenti e docenti non siano trattati in modo diverso a seconda dell’Università di appartenenza.
Eppure, nella pratica, le FAQ rischiano di diventare un paradosso: atti interpretativi ufficiali che alcuni Atenei
applicano e altri ignorano, creando disparità di trattamento e incertezza giuridica.
Uniformità amministrativa: il principio tradito
Le FAQ MUR sui percorsi abilitanti da 60 CFU (PF60) sono state applicate da molti Atenei italiani: Bologna, Firenze, Torino, Bari, Palermo e altri hanno consentito agli studenti dei precedenti PF60 di completare il percorso nei nuovi cicli abilitanti, quando l’interruzione non dipendeva dalla loro volontà.
Quando un Ateneo decide di non applicare le FAQ, senza fornire una motivazione adeguata, si verifica una inosservanza del principio di uniformità amministrativa, cardine del buon andamento della Pubblica Amministrazione.
Un Ateneo che sceglie di non conformarsi a un indirizzo ministeriale ampiamente recepito crea inevitabilmente un problema di coerenza istituzionale.
Legittimo affidamento: quando lo studente paga per l’inerzia dell’Ateneo
Il principio di legittimo affidamento tutela il cittadino che ha fatto affidamento su un percorso amministrativo avviato e non completato per cause non imputabili alla sua volontà.
Nel caso dei PF60, molti studenti avevano già conseguito 40 CFU su 60, mentre i 20 CFU mancanti riguardavano esclusivamente il tirocinio mai attivato dall’Ateneo.
La FAQ MUR nasce proprio per tutelare queste situazioni: chi non ha potuto completare il PF60 per cause non dipendenti dalla propria volontà può completare nel nuovo percorso.
Ignorare la FAQ significa ignorare il legittimo affidamento dello studente, che non può essere penalizzato per una omissione dell’Università.
Parità di trattamento: studenti di serie A e studenti di serie B
Quando alcuni Atenei applicano la FAQ e altri no, si crea una disparità evidente:
– studenti che completano il percorso
– e studenti che restano bloccati per una scelta amministrativa locale.
La parità di trattamento è un principio costituzionale (art. 3 Cost.) e amministrativo (art. 97 Cost.). Non può essere rimesso alla discrezionalità dei singoli Atenei.
Caso concreto: quando una FAQ decide il destino di uno studente
Per comprendere l’impatto reale delle FAQ MUR, basta osservare un caso concreto.
Uno studente iscritto al percorso abilitante PF60 aveva già completato 40 CFU su 60, rispettando tutte le scadenze e gli obblighi previsti.
I 20 CFU riguardavano esclusivamente il tirocinio finale, che però non era mai stato attivato dall’Ateneo. Lo studente non aveva dunque alcuna possibilità materiale di completare il percorso, non per sua volontà, ma per una inerzia amministrativa.
È opportuno precisare che, sebbene l’Ateneo avesse concesso delle proroghe per completare il tirocinio, le condizioni oggettive non hanno consentito allo studente di usufruirne.
In particolare, la proroga che fissava come termine il 15 aprile 2026 non è stata concretamente utilizzabile: la scuola ospitante, a causa delle festività pasquali e della conseguente organizzazione interna, ha potuto calendarizzare il progetto formativo solo nel mese di maggio.
Il progetto formativo era già stato predisposto e sottoscritto dalla dirigente scolastica e dal tutor della scuola, ma l’ufficio tirocini dell’Ateneo ha annullato l’avvio del percorso poiché la data proposta dall’istituto superava la scadenza della proroga.
Questa situazione dimostra come l’applicazione delle FAQ e delle linee guida ministeriali non sia uniforme tra gli Atenei.
In casi del genere sarebbe auspicabile un ruolo di vigilanza da parte del MUR, affinché le Università si conformino agli indirizzi ministeriali e non si creino disparità di trattamento tra studenti che si trovano nella stessa identica condizione.
Lo studente ha tentato di confrontarsi con l’ufficio tirocini, chiedendo una ulteriore proroga o, in alternativa, la possibilità di essere inserito nel nuovo percorso abilitante — la cui finestra
di iscrizione era imminente — così da poter svolgere il tirocinio con continuità e senza ulteriori ostacoli.
La risposta è stata categorica: non si concedono ulteriori proroghe e, qualora si fosse iscritto al nuovo percorso, avrebbe dovuto ricominciare da zero, senza alcun riconoscimento dei 40 CFU già maturati.
È quindi evidente che le difficoltà incontrate non sono mai dipesi dalla volontà dello studente, ma da circostanze oggettive e da decisioni amministrative che hanno reso impossibile il
completamento del tirocinio entro le scadenze fissate.
Il paradosso finale
Quando il MUR pubblica la FAQ che consente agli studenti dei precedenti PF60 di completare il percorso nei nuovi cicli abilitanti, lo studente ritiene finalmente di poter concludere il proprio iter formativo.
Molti Atenei italiani si sono conformati all’indirizzo ministeriale e hanno permesso agli studenti nella stessa situazione di completare il percorso. L’Ateneo in questione, invece, ha scelto di non conformarsi, senza fornire una motivazione chiara.
Il risultato è una situazione paradossale:
studenti di altri Atenei completano il percorso e ottengono l’abilitazione;
lo studente rimane bloccato, pur avendo svolto tutto ciò che era in suo potere..
Questo caso mostra in concreto come la mancata applicazione uniforme delle FAQ possa generare disparità di trattamento, compromettere il legittimo affidamento e creare un vuoto amministrativo che ricade
interamente e assurdamente sul cittadino. Una FAQ dovrebbe servire a evitare proprio questo:
che il destino di uno studente dipenda non dalla legge,
ma dalla interpretazione
variabile di un Ateneo.
Conclusione
Le FAQ non possono essere trattate come semplici suggerimenti da applicare a discrezione. Sono strumenti di indirizzo ministeriale che nascono per garantire equità, uniformità e tutela dei diritti, soprattutto quando gli studenti subiscono conseguenze derivanti da scelte
amministrative che non dipendono da loro.
Un Ateneo che decide di non conformarsi a una prassi nazionale consolidata, senza fornire una motivazione chiara, non solo crea disparità, ma insidia la fiducia dei cittadini nelle
istituzioni accademiche.
In un Paese che vuole un sistema universitario moderno, trasparente e capace di andare al passo con i tempi, non è più accettabile che gli studenti vengano penalizzati per differenze interpretative fra Atenei.
La formazione, l’abilitazione e il futuro professionale non possono dipendere da una geografia amministrativa variabile.
Serve un impegno concreto affinché le università si conformino agli indirizzi ministeriali, rispettino i principi fondamentali dell’azione amministrativa e garantiscano a tutti gli studenti lo stesso trattamento, indipendentemente dall’Ateneo di appartenenza.
Solo così le FAQ potranno davvero servire allo scopo per cui sono state create: proteggere i diritti, evitare ingiustizie e assicurare che nessuno venga lasciato indietro per colpa dell’amministrazione.
Saverio Sorbara





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