Mag 9, 2026 | Battaglie | 0 commenti

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ELEZIONI COMUNALI, CANDIDATI CONSIGLIERI: UN ESERCITO DISARMATO

ELEZIONI COMUNALI, CANDIDATI CONSIGLIERI: UN ESERCITO DISARMATO

 

Il numero molto elevato e le caratteristiche di candidati ai Consigli comunali fa apparire gli stessi come tanti soldati impreparati mandati allo sbaraglio male armati, poco attrezzati, superficialmente motivati, non certo per il bene comune.
Emerge un esercito smarrito con poche armi e con generali disorientati, non adatti al ruolo che hanno scelto di ricoprire.

 

 

NON E’ TUTTO ORO CIO’ CHE LUCCICA

 

Oramai conosciamo il copione. La gran parte di quelli che spinti da vanità, da presunto interesse o da qualche obbligo si candidano scompaiono, eletti o non eletti, qualche giorno dopo l’election day.
Prassi divenuta consuetudine che ben racconta un modo di fare ambiguo.
L’eccesso di presenza nelle campagne elettorali appare quindi stridere con l’assenza di impegno concreto nei restanti giorni e mesi dell’anno.
In sostanza il piccolo esercito degli aspiranti consiglieri si dissolve in maniera quasi immediata una volta che le urne si chiudono.
Insomma, non è tutto oro ciò che luccica.
Sullo sfondo un vuoto normativo: non esiste, infatti, una legge che, dato il numero di abitanti, stabilisca anche il numero di liste collegate agli aspiranti primi cittadini.
Ovvero un principio di buon senso e di proporzionalità tra elettori e liste per fascia di popolazione. Da qui il fatto che anche in contesti medi e piccoli vengono depositate a supporto dei candidati sindaci anche sette, otto liste.
Non si tratta, quindi, di partecipazione ma di una carnevalata priva di valore sostanziale.

 

 

FAMIGLIE SPACCATE E AMICIZIE COMPROMESSE

 

Si assiste spessissimo a lacerazioni in ambito familiare in cui si contrappongono zii e nipoti, cognati, cugini, talvolta fratelli. Situazioni delicate che possono anche portare a spaccature insanabili.
Ciò è vero in particolare nei comuni meno grandi in cui ci si conosce un po’ tutti. A poter essere compromessi anche tanti rapporti di amicizia che come d’improvviso si incrinano all’atto del voto. La sovrapposizione tra l’impegno elettorale e i rapporti amicali può produrre un pericoloso cortocircuito: si creano cioè situazioni perverse, contorte che lasciano escoriazioni superficiali o ferite profonde.
La politica invece di unire e di garantire momenti di condivisione e di riflessione si trasforma in un’arma pericolosa, che allontana e produce attriti.
Le dinamiche sociali ed interpersonali si reggono su labili equilibri la cui messa in discussione può produrre rotture insanabili. Gli aspiranti consiglieri lo sanno bene ma lo ignorano avendo accettato di partecipare attivamente alle elezioni.
Basterebbe evitare di trasformare un appuntamento elettorale in uno scontro di carattere personale.
Il buon senso da tanti invocato è in questi disperati casi un’utile ancora di salvezza.
Inoltre pesa l’assenza di una legge utile a regolamentare con maggiore incisività il numero dei candidati all’interno delle liste.

 

 

IL NUOVISMO E’ SOLO NARRAZIONE

 

Da tutto questo emerge che il nuovo è solo narrazione inconsistente: esiste esclusivamente nelle menti di chi ama scrivere storie di fantasia.
Anzi in molti casi sembra di assistere alla fiera del vintage e dell’usato.
Invece bisogna essere onesti, trasparenti, sinceri.
Le elezioni sono per definizione un’occasione, una opportunità per tanti di rimettersi in gioco, tornare ad essere presenti per poter dire la propria e a rinnovare.
Invece i volti sono gli stessi, magari con qualche ruga in più.
I loro corpi appaiono appesantiti dal trascorrere del tempo, i capelli imbiancati, lo sguardo un po ‘più spento.
Ma i candidati – gira e rigira, più o meno – sono sempre gli stessi. Per cui bisognerebbe parlare di usato a buon mercato non certo di nuovo.
La retorica dovrebbe cioè lasciare spazio alla verità dei fatti che spesso impone una lettura più attenta e di ciò che accade.
A dover discernere per poi scegliere sono gli elettori che dovranno far valere un maggiore senso critico e di osservazione a partire dalla conoscenza degli aspiranti politici in molti casi i soliti oppure fantasmi o meteore; così non va.

Pippo Della Corte

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