Apr 9, 2026 | Battaglie | 0 commenti

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DISSESTO STRADALE: UNA RESPONSABILiTA’ PUBBLICA CHE CHIAMA ALLA PARTECIPAZIONE CIVICA

Un fenomeno strutturale, non episodico

 

Il grave e persistente dissesto del manto stradale, ormai diffuso in maniera capillare in numerosi contesti urbani, non può affatto essere qualificato come fenomeno episodico o contingente, né può essere ricondotto ad una mera inefficienza amministrativa o a condizioni occasionali legata a fattori esterni. Il dissesto stradale deve piuttosto essere riconosciuto quale criticità strutturale, stabile e reiterata, diretta conseguenza di una prolungata e sistematica carenza delle attività manutentive da parte degli enti competenti. Le strade cittadine, lungi dal garantire un utilizzo ordinario e sicuro, si presentano, infatti, in molteplici aree come superfici gravemente compromesse, caratterizzate dalla presenza diffusa di buche, avvallamenti, cedimenti, deformazioni del piano viabile, dissesti dei chiusini e, in non pochi casi, veri e propri collassi strutturali riconducibili anche al deterioramento delle infrastrutture sottostanti.
Da ciò consegue che la circolazione si svolge in condizioni oggettivamente insicure e non conformi agli standard minimi di tutela che l’ordinamento impone. In tale contesto, gli episodi verificatisi negli ultimi anni – frequentemente aggravati da eventi meteorici che hanno determinato voragini, allagamenti e cedimenti, – non possono essere ricondotti al caso fortuito o all’imprevedibilità. Tali eventi, infatti, si innestano su uno stato di degrado preesistente e noto, fungendo da fattori aggravanti di una situazione già compromessa, espressione evidente di una gestione manutentiva inadeguata, se non del tutto carente.

 

 

Diritti compressi e danni diffusi

 

In tale contesto, la questione non può essere confinata nell’ambito del disagio urbano, ma assume una dimensione ben più rilevante, incidendo direttamente su beni giuridici primari e determinando una vera e propria compressione dei diritti fondamentali dei cittadini.
Circolare su una strada pubblica in condizioni di sicurezza costituisce, infatti, una manifestazione concreta del diritto alla tutela della vita e dell’incolumità personale, riconosciuto e garantito dagli artt. 2 e 32 della Costituzione, con la conseguenza che la presenza diffusa di insidie non visibili o non adeguatamente segnalate, tali da rendere altamente probabile il verificarsi di eventi dannosi, integra una esposizione generalizzata e non consentita a situazioni di pericolo concreto, incompatibile con i principi fondamentali dell’ordinamento.
In tale quadro, le conseguenze del dissesto si manifestano altresì in danni materiali ai veicoli – che spaziano dalla rottura o dallo scoppio degli pneumatici alla deformazione dei cerchioni, dal danneggiamento delle sospensioni e degli ammortizzatori alla compromissione degli organi di sterzo, fino ai danni al sottoscocca e alle componenti strutturali del veicolo – determinando un aggravio economico significativo e costante per gli utenti della strada, costretti a sostenere costi che trovano causa diretta ed esclusiva nello stato della sede viaria.
A ciò si aggiunge un ulteriore profilo di danno indiretto rappresentato dall’incidenza del contesto territoriale sul costo dei premi assicurativi, notoriamente più elevati nelle aree caratterizzate da elevata sinistrosità, anche in ragione delle condizioni infrastrutturali, con la conseguenza che il dissesto stradale si traduce in un onere economico diffuso che grava sull’intera collettività.

 

 

Spreco di risorse e danno erariale

 

Il danno, inoltre, non si esaurisce nella dimensione individuale, ma si estende in modo significativo alla sfera pubblica.
Infatti l’inerzia manutentiva determina un evidente spreco di risorse.
Tale spreco avviene sia attraverso l’incremento delle richieste risarcitorie e dei relativi esborsi, sia mediante la necessità di interventi straordinari, inevitabilmente più onerosi rispetto a quelli che sarebbero stati sufficienti in via preventiva, con conseguente configurabilità di un danno erariale derivante da una gestione inefficiente, irrazionale e antieconomica del patrimonio pubblico. Tale situazione comporta anche responsabilità amministrativo-contabile, derivante da una inerzia non giustificabile e da un impiego non efficiente delle risorse pubbliche. Occorre, pertanto, una attenta valutazione da parte della Corte dei Conti.

 

 

Obblighi giuridici e responsabilità civile

 

Il quadro normativo, sotto tale profilo, è di assoluta chiarezza e non consente margini interpretativi: gli enti proprietari delle strade sono tenuti, in forza della normativa vigente, a provvedere alla manutenzione, alla gestione e al controllo delle infrastrutture viarie, garantendo la sicurezza e la funzionalità della circolazione. Tali enti rispondono, ai sensi dell’art. 2051 c.c., dei danni derivanti dalle condizioni della strada quale bene in custodia, salvo che dimostrino la sussistenza di un fattore esterno imprevedibile ed inevitabile.
In presenza di un dissesto diffuso, stabile e conosciuto, tale prova appare difficilmente configurabile, con la conseguenza che le condizioni del manto stradale non possono essere degradate a mero disservizio, ma devono essere qualificate quale fonte diretta, attuale e sistematica di responsabilità risarcitoria.

 

 

Profili penali e responsabilità amministrative

 

La questione assume rilievo anche sotto il profilo penale, atteso che la mancata adozione di interventi a fronte di situazioni di pericolo note o conoscibili può integrare ipotesi di responsabilità per omissione, soprattutto nei casi in cui da tali condizioni derivino eventi lesivi, e sotto il profilo amministrativo-contabile, laddove l’inerzia manutentiva, la mancata programmazione degli interventi e la gestione emergenziale delle criticità determinino un danno erariale, sia per l’aumento dei risarcimenti sia per l’inefficienza nell’impiego delle risorse pubbliche.
Tali responsabilità non riguardano soltanto l’ente in senso astratto, ma si estendono agli amministratori, ai dirigenti e ai soggetti titolari di funzioni decisionali e gestionali, chiamati a rispondere delle scelte, delle omissioni e delle priorità che hanno contribuito a determinare e perpetuare lo stato di dissesto.

 

 

Il dissesto come causa dei sinistri

 

Un ulteriore elemento di particolare rilevanza attiene al ruolo del dissesto stradale nella dinamica dei sinistri, atteso che esso non costituisce un mero elemento di contesto, ma si configura, in numerosi casi, quale concausa efficiente nella produzione dell’evento dannoso, con la conseguenza che una quota rilevante della sinistrosità urbana, spesso impropriamente imputata alla sola condotta dei conducenti, risulta in realtà causalmente riconducibile, in tutto o in parte, alle condizioni della sede stradale. Tale circostanza assume particolare rilievo anche sotto il profilo della corretta ricostruzione delle dinamiche dei sinistri e della conseguente imputazione delle responsabilità. Infatti il mancato o insufficiente riconoscimento del fattore infrastrutturale rischia di determinare una distorsione nell’accertamento causale, con effetti diretti sia sul piano risarcitorio sia sul funzionamento del sistema assicurativo, incidendo sulla distribuzione dei costi e contribuendo, in modo non trascurabile, all’incremento della sinistrosità apparente nelle aree maggiormente caratterizzate da condizioni di dissesto.

 

 

Civicrazia e partecipazione: dalla consapevolezza all’azione

 

In tale prospettiva, il fenomeno del dissesto stradale si rivela quale indice sintomatico di una più ampia inefficienza amministrativa e, al contempo, quale fattore che incide in modo sistemico sulla sicurezza collettiva, sull’equilibrio economico dei cittadini e sulla sostenibilità della spesa pubblica.
E’ proprio in questo quadro che Civicrazia assume un ruolo attivo e necessario, non limitandosi alla denuncia del fenomeno, ma promuovendo una azione civica consapevole e organizzata, finalizzata a rendere visibili le criticità, a documentare i danni, ad accertare le responsabilità e a sollecitare interventi strutturali idonei a garantire il ripristino delle condizioni di sicurezza.
La partecipazione dei cittadini non rappresenta, in tale contesto, un elemento accessorio, ma costituisce uno strumento essenziale di tutela dei diritti, in quanto solo attraverso la raccolta sistematica delle segnalazioni, delle testimonianze e delle evidenze documentali è possibile trasformare un problema diffuso ma spesso frammentato in una questione pubblica riconosciuta e affrontata in modo organico.
Pertanto ciascun contributo individuale assume valore all’interno di una azione collettiva strutturata.
Civicrazia invita, pertanto, tutti i Cittadini che abbiano subito danni o che intendano segnalare situazioni di dissesto e pericolo a contribuire attivamente alla documentazione del fenomeno, mediante l’invio di segnalazioni dettagliate, fotografie, documentazione relativa ai danni subiti e ogni altro elemento utile ai fini della ricostruzione delle responsabilità e della promozione di iniziative a tutela della collettività. Le informazioni raccolte costituiscono la base per l’avvio di iniziative coordinate, anche in sede giudiziaria e amministrativa, finalizzate non soltanto al ristoro dei danni subiti, ma soprattutto alla rimozione delle cause strutturali del fenomeno e al ripristino di condizioni di sicurezza conformi ai diritti dei Cittadini.

 

 

Cittadinanza attiva e responsabilità pubblica

 

Il dissesto stradale non è una fatalità, né una condizione inevitabile: è il risultato di scelte, omissioni e priorità amministrative, e come tale può e deve essere contrastato attraverso un esercizio consapevole e organizzato dei Cittadini.
In questa prospettiva, la partecipazione civica non rappresenta soltanto una forma di denuncia, ma si configura come strumento concreto di riequilibrio tra Cittadini e amministrazione, capace di trasformare una situazione di degrado diffuso in un percorso di responsabilità, trasparenza e tutela effettiva dei diritti collettivi.

Riccardo Vizzino, Avvocato,
Responsabile nazionale di Civicrazia contro le truffe e per la sicurezza stradale

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