giovedì 9 Luglio 2020

Covid-19: La miopia politica e la paura del “post emergenza”

mercoledì 15 Aprile 2020 12:06
Notizie

Oggi vogliamo raccontarvi una delle tante storie di solidarietà e di paura che si susseguono in questo periodo di enorme sofferenza e di incertezza. Una storia che ha come protagonista una ragazza, una professionista del settore paramedico, che ha scelto volontariamente di lasciare il reparto maternità in cui lavorava per prestare servizio nell’emergenza Covid-19 del Cardarelli. Già dal suo racconto, trapela la grande forza con la quale ha scelto di vivere questa esperienza per dare una mano insieme a tanti altri ragazzi, accomunati dalla paura di non sapere cosa li aspetta, se non la durata dei turni di 6 ore di giorno e 12 ore di notte. La magia di questi episodi di coraggio, stigmatizza ancora di più la distanza esistente tra i cittadini e la politica. Una politica ed una classe Dirigente sorda e cieca che invece di trarre profitto da queste lezioni, si contrappone ad esse attraverso un ginepraio di decisioni, di regole poco chiare, di strafalcioni normativi frutto della mancanza di competenza e di buon senso. Una di queste, a puro titolo esemplificativo, è senz’altro la decisione di tagliare le indennità per lavoro usurante (poco più di 5 euro al giorno) riconosciuta dal 1999 ai medici di pronto soccorso, proprio in un momento in cui l’impegno del personale medico e paramedico non ha orari né limiti. Tutto questo alimenta termini come paura ed incertezza, rendendole le parole attualmente più diffuse anche a livello nazionale, vista la miopia politica con la quale sono stati emanati i provvedimenti d’emergenza per le categorie in maggiore sofferenza nel periodo di blocco delle attività, che non hanno previsto strumenti di liquidità adeguati. Ci si domanda quali saranno gli strumenti che verranno utilizzati per favorire la ripresa, tenendo conto che la ripartenza potrebbe portare ancora a diversi trimestri senza adeguate entrate? Può mai essere la spinta verso un nuovo indebitamento delle imprese la soluzione, benchè gli importi beneficeranno di una garanzia statale pari al 90%? Inoltre le aziende che non hanno un buon rating, sarebbero escluse da questo provvedimento. La domanda è: sarebbe corretto che le aziende già sofferenti per motivi di mercato che hanno ricevuto dall’emergenza COVID-19 il classico “colpo di grazia”, siano escluse dagli aiuti? La preoccupazione di una crescita del tasso di disoccupazione nel nostro Paese, dove è già abbastanza alto, è dunque lecita e serpeggia in tutti i cittadini, siano essi lavoratori, imprenditori, professionisti o consumatori.

Ricordiamoci che i cittadini rappresentano un tesoro da tutelare ed è per questo motivo che il Difensore Civico della Regione Campania, particolarmente penalizzata da una classe politica disattenta, improvvisata ed arrogante, ha scelto di prendere a cuore tutte le situazioni di disagio vissute dai cittadini, ponendo in essere tutto quanto risulti possibile in virtù dei compiti e del potere affidatogli e richiamando l’Amministrazione pubblica alle proprie responsabilità. Se tale approccio fosse utilizzato anche a livello nazionale, consentirebbe la ripresa di alcuni valori quali la competenza e la meritocrazia, perchè rinascere si può, ma farlo con criterio è un dovere.