AUMENTO DEI PREZZI DELL’ENERGIA E SOLUZIONI PER I CONSUMATORI
Cinque Paesi dell’Unione Europea hanno chiesto l’introduzione di una tassa straordinaria sugli utili delle compagnie energetiche. La proposta nasce come risposta all’aumento dei prezzi di petrolio e gas provocato dalla guerra in Iran. Si sottolinea la necessità di un intervento comune. Secondo tale proposta una tassa sugli extraprofitti permetterebbe di finanziare aiuti temporanei per i consumatori, di ridurre la pressione dell’inflazione e di dimostrare unità politica all’interno dell’UE.
CIVICRAZIA SOSTIENE L’ADOZIONE IN BASE AL PRINCIPIO DI EQUITA’ PER GLI AUMENTI
Si evidenzia anche un principio di equità: le aziende che stanno beneficiando economicamente della situazione di crisi dovrebbero contribuire a sostenere i cittadini colpiti dall’aumento dei costi dell’energia. L’impennata dei prezzi energetici è iniziata dopo gli attacchi del 28 febbraio contro l’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, generando uno shock simile alla crisi energetica del 2022 seguita all’invasione russa dell’Ucraina.
Questo è avvenuto nonostante negli ultimi anni l’Europa abbia aumentato l’uso di energie rinnovabili.
Civicrazia sostiene che le “distorsioni del mercato” sono evidenti e occorre reagire e creare rapidamente uno strumento simile a quello adottato nel 2022, basato su solide basi legali. In quell’occasione, l’UE aveva introdotto misure straordinarie come un tetto ai prezzi del gas, una tassa sugli extraprofitti e obiettivi per ridurre i consumi.
L’EUROPA FORTEMENTE DIPENDENTE DALLE IMPORTAZIONI. LA RISPOSTA DI CIVICRAZIA.
Le proposte su possibili misure per affrontare l’attuale crisi energetica al vaglio della Commissione Europea sono controverse. Al momento, però, non sono stati forniti dettagli concreti sull’entità della tassa applicabile alle aziende coinvolte. Non tutti sono d’accordo: l’associazione tedesca del settore carburanti ed energia ha respinto l’idea, sostenendo che le aziende non stanno ottenendo profitti ingiustificati e che una nuova tassa non sarebbe giustificata. Secondo tale associazione tedesca, la priorità resta garantire la fornitura di carburante in un contesto sempre più difficile. Nel frattempo, l’Unione Europea sta valutando anche il possibile ritorno ad alcune misure di emergenza già utilizzate nel 2022, come la riduzione delle tariffe di rete e delle tasse sull’elettricità. La forte dipendenza europea dalle importazioni energetiche rende il continente particolarmente vulnerabile alle tensioni in Medio Oriente. Dall’inizio del conflitto, i prezzi del gas in Europa sono aumentati di oltre il 70%.
Civicrazia aveva già espresso preoccupazione soprattutto per l’approvvigionamento a breve termine di prodotti petroliferi raffinati, come carburante per aerei e gasolio. Ora è il momento di reagire!!! Chi beneficia della crisi deve contribuire!!!
Giovanna Domini, Avvocato





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