Mag 19, 2026 | Battaglie | 0 commenti

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AGRIMONDA: LA BATTAGLIA CONTINUA

AGRIMONDA: LA BATTAGLIA CONTINUA

 

Mariglianella, in provincia di Napoli, è teatro di uno dei più gravi scandali ambientali legati ai rifiuti industriali: il caso Agrimonda.
L’azienda chimica, impegnata nella produzione di pesticidi e prodotti agricoli, accumulò tonnellate di rifiuti altamente tossici in un deposito locale. Nel 1989, per smaltire i materiali, fu dato fuoco ai rifiuti: l’incendio generò fumi nocivi che contaminavano aria, terreni e falde acquifere, mettendo a rischio la salute dei residenti.

Le conseguenze storiche

Il disastro Agrimonda segnò l’inizio di decenni di problemi ambientali nella zona.

 

 

Aggiornamenti recenti e interventi civici

 

In questo contesto, dopo anni di colpevole inerzia delle Istituzioni, il Difensore Civico Giuseppe Fortunato ha preso un ruolo centrale nella tutela dei cittadini. Giuseppe Fortunato attirò l’attenzione pubblica sul rischio ancora presente, nominando anche commissari, sollecitando le autorità locali e regionali per:
operazioni di bonifica nelle aree ancora contaminate.
un monitoraggio costante della qualità dell’aria e dell’acqua.
programmi di informazione e prevenzione ambientale.
Giuseppe Fortunato evidenziò che la vicenda Agrimonda non riguarda solo la storia industriale della Campania, ma rappresenta un monito permanente sulla necessità di controlli rigorosi e trasparenza nella gestione dei rifiuti. La sua azione ha permesso di rafforzare la vigilanza civica, costruire una forte mobilitazione civica sollecitare interventi concreti da parte delle istituzioni competenti.

 

 

Eredità e prospettive

 

Oggi Agrimonda è un caso emblematico di lotta contro l’inquinamento industriale e di ferma resilienza civile. Grazie agli interventi del Difensore Civico e al coinvolgimento di associazioni ambientaliste, l’attenzione sulla zona di Mariglianella rimane alta.
In questi giorni le Associazioni e vari Comitati di Cittadini hanno fatto il punto della situazione, denunciato i ritardi e lanciato un appello a proseguire la battaglia.

Fabio Riccio

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