Apr 12, 2026 | Battaglie | 1 commento

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A MODENA IL CONVEGNO SULL’IPERSENSIBILITA’ ELETTROMAGNETICA

IMPORTANTE CONVEGNO A MODENA SULLA IPERSENSIBILITA’ ELETTROMAGNETICA

 

Si è tenuto sabato 11 Aprile a Modena un importante Convegno Scientifico sulla Ipersensibilità Elettromagnetica. Organizzato dalla Onlus “Medico cura te stesso, dal Fondatore Prof. Palmieri Beniamino, Direttore scientifico dell’evento e dalla collaboratrice Dott.ssa Maria Vadalà. Tra i Relatori molti esperti appartenenti all’Associazione Italiana Elettrosensibili, fra le Associazioni di Civicrazia, compreso il Presidente Dott. Paolo Orio, tra i maggiori patrocinatori dell’evento.

 

 

DEFINIZIONE DI IPERSENSIBILITA’ ELETTROMAGNETICA

 

L’Ipersensibilità Elettromagnetica rientra tra le patologie multisistemiche croniche come la Sensibilità Chimica Multipla, la Sindrome da stanchezza cronica/Encefaomielite mialfgica, la Fibromialgia, con sintomi multiorgano che interessano in particolare il sistema nervoso centrale e periferico, gli organi di senso, la cute. Tra i sintomi la cefalea, il tinnito, la difficoltà di contrazione, i disturbi del sonno, le vertigini, le dermopatie e molti altri e disturbi generali che tendono ad aggravarsi persistendo l’esposizione.

Tra i partecipanti molti affetti da questa patologia, qualcuno ha potuto partecipare indossando specifici indumenti schermanti.

 

 

IMPEGNO PER IL RICONOSCIMENTO DELLA PATOLOGIA

 

L’OMS non riconosce la patologia con un codice nosologico proprio perché non è stata dimostrata, con i Tests di stimolazione, la correlazione tra l’insorgenza dei sintomi e l’esposizione a campi elettromagnetici.

Nel Workshop di Praga del 2004 l’OMS, pur non riconoscendo la patologia correlata all’esposizione ai campi elettromagnetici direttamente, ritiene che i malati soffrono quando sono esposti e vanno aiutati. Molti sono costretti al ritiro sociale, perdono il lavoro perché non tollerano l’esposizione a campi elettromagnetici come quelli emessi dalle antenne di telefonia mobile, reti wifi, cellulari, tablet, PC, cordless, linee elettriche, contatori smart meter ecc.. Nonostante questo persiste la mancanza di conoscenza da parte dei medici che non sanno riconoscere la patologia e si trincerano dietro la mancanza del riconoscimento e lasciano l’ammalato in balia di se stesso. senza aiuti adeguati.

 

 

L’OMS CHIEDE BIOMARCATORI SPECIFICI

 

Pertanto per il riconoscimento vengono richiesti dei biomarcatori specifici.

Gli studi eseguiti fino ad ora hanno evidenziato la positività di numerosi biomarcatori, non specifici ma che correlano con una neuroinfiammazione, infiammazione di basso grado, alterazioni della risposta immunitaria, della barriera ematoencefalica e riduzione del flusso ematico nei nuclei della base cranica, che giustificano i disturbi accusati.

Nonostante la corposa letteratura si cerca qualcosa di specifico per sostenere la diagnosi.

 

 

POTENZIALI PROGETTI DI RICERCA

 

La Dott.ssa Belpoggi Fiorella, la prima relatrice della giornata, Direttrice emerita dell’Istituto Ramazzini di Bologna ha parlato di un progetto di ricerca che si potrebbe realizzare presso lo stesso Istituto sugli animali, sfruttando le attrezzature già utilizzate per altri studi, in particolare quello riguardanti l’esposizione dei ratti a campi elettromagnetici, che ha evidenziato la comparsa, a seguito dell’esposizione al di sotto dei valori ritenuti tutelanti dalle normative vigenti, l’insorgenza di tumori cardiaci ed encefalici. Ovviamente sono necessari finanziamenti importanti.

I vari Relatori hanno parlato di fisica, di ricerca, di clinica, di alimentazione antinfiammatoria. Ci sono state testimonianze di malati, esposizione di Studi scientifici eseguiti in Svezia sull’insorgenza di sintomi tipici della Ipersensibilità in persone a seguito della installazione di antenne 5G a circa 70 metri dalle loro abitazioni. Sono stati esposti i danni generati dalle apparecchiature come i cellulari e le modalità di protezione sia per il proprio corpo che per l’abitazione, con tutti i limiti. E’ stato anche illustrato dal punto di vista giuridico come difendersi quando viene installata un’antenna di telefonia mobile nei pressi della propria abitazione che genera problemi alla salute.

 

 

COSA SI CHIEDE ANCORA

 

Occorre informazione in generale anche da parte dei Media e formazione della classe medica oltre alla implementazione della ricerca scientifica, della rivalutazione dei limiti di esposizione della popolazione che non sono tutelanti e dare risposte concrete a chi soffre.

Annunziata Patrizia Difonte, Medico

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1 commento

  1. Donatella Stocchi

    Si ringrazia la dott.ssa Annunziata Difonte per la divulgazione di questo articolo in tempo reale del Convegno di Modena sulla ipersensibilità Elettromagnetica. Profonda riconoscenza al suo attivismo per le patologie ambientali.

    Rispondi

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