Pony civici e centri di incontro. Sono le risposte per Napoli dell'Associazione Ventitré Stampa
Mercoledì 15 Settembre 2010 10:10

23Civicrazia, nell'ambito del progetto Napoli Innanzitutto, con cui intende ridare ai cittadini napoletani la libertà di scegliere liberamente il candidato sindaco e formulare concrete proposte per il risanamento della città, ha aperto uno spazio di confronto aperto con le associazioni operanti a Napoli.

Questa volta abbiamo intervistato Elivia Raia, presidente dell'associazione Ventitré, da anni impegnata sul territorio napoletano a favore di una città più vivibile.
Quando squilla il telefono, è un pomeriggio come tanti a Napoli. Sono i primi giorni di settembre e la città riprende lentamente i suoi ritmi. All'associazione Ventitré sono invece tutti già in fermento; del resto, i bisogni dei cittadini non vanno in vacanza e i progetti portati avanti dai volontari sono davvero tanti.


Presidente Raia, quali sono in particolare le attività che vedono impegnata l'associazione?

Le aree di intervento dell’associazione sono molte: una tra tante i pony civici attivati per il pronto intervento sociale da venti volontari nei quartieri Vomero Arenella. Aiutare i soggetti deboli: gli anziani, in primis, ma anche i giovani in difficoltà.
Anche i gesti più semplici, come fare la spesa e portarla a domicilio, possono essere di grande aiuto se a riceverli è una coppia ultraottantenne che deve arrivare a fine mese con la pensione minima ed in cui uno dei due, per giunta, non è autosufficiente.
I volontari di Ventitré si occupano anche di offrire assistenza in caso di accompagno, di disguido pratiche, di offrire semplicemente la compagnia necessaria a vincere la solitudine.


Quali sono i problemi principali con cui l’associazione si trova a confrontarsi?

Certamente la solitudine degli anziani è un fattore chiave, ma anche le nuove povertà. La crisi economica, a Napoli, è ancora più forte che nel resto del Paese. Qui la difficoltà di arrivare a fine mese fa anticipare la crisi della terza settimana addirittura alla seconda. Se poi un componente della famiglia perde il lavoro, l’ardua prospettiva di ritrovarlo determina uno scoraggiamento enorme: ci si sente abbandonati.


Ventitré partecipa a pieno titolo alla consulta delle associazioni del Terzo Settore Vomero Arenella, è impegnata a livello europeo per le azioni contro ogni tipo di discriminazione e a livello nazionale con il Forum pari opportunità.

I volontari dell'Associazione Ventitré PonyCivici la-terza-casa01

Presidente Raia, dove trova la forza di seguire tutte queste attività?

Eh… in effetti la giornata è davvero lunga, ma il sorriso di coloro a cui l’associazione riesce a portare un aiuto ci ripaga di ogni sforzo. E’ per questo che ci siamo buttati a capofitto su un nuovo progetto, grazie anche ai fondi della perequazione sociale, “La Terza Casa, un centro di incontro intergenerazionale”, un luogo di socializzazione aperto a tutta la città dove portare avanti iniziative dedicate a diverse fasce sociali: ginnastica dolce, ballo, alfabetizzazione informatica, terapia del sorriso…


Una mole enorme di progetti. Il Comune di Napoli e la regione Campania sostengono la vostra attività di Onlus?

In minima parte; servirebbe un aiuto maggiore, più incisivo. Basti pensare che progetti innovativi, che hanno ottenuto il beneplacito del Comune, vengono rimborsati dall’amministrazione dopo tre anni! Se non ci fosse l’energia dei volontari si potrebbe fare davvero poco. E’ umiliante.


Come associazione che ogni giorno opera a contatto con i problemi della città, qual è la percezione che si respira? In questi anni la situazione è migliorata o peggiorata?

Indubbiamente c’è stato un peggioramento. E purtroppo non si vedono prospettive future. Non si vede alcun segnale incoraggiante; nonostante il cambio alla regione, le risposte che vengono date ai cittadini e a noi associazioni sono evasive e si limitano a palliativi di facciata.
Occorre un cambiamento reale e incisivo della gestione pubblica che riavvicini i napoletani alle istituzioni. Le istituzioni devono tornare ad essere presenti per riconquistare la fiducia.
Noi associazioni godiamo della stima della popolazione locale perché ci siamo ogni giorno, perché siamo vicini, siamo sempre presenti, laddove serve, con la grande forza dei volontari.
I nostri ragazzi riescono a dare la carica, infondere speranza anche nelle situazioni più buie, e non hanno secondi fini se non l’utilità pubblica. E’ così che dovrebbe funzionare anche l’amministrazione comunale, se vuole essere davvero percepita come vicina ai cittadini e non alle logiche di poltrona.


Non è così, oggi?

Purtroppo no. Non manca molto alle prossime elezioni comunali e rischiamo di trovarci nelle stesse logiche di sempre. I candidati sindaco, pur se animati dalle migliori intenzioni, di fatto avranno le mani legate.


Civicrazia, con l’azione Napoli Innanzitutto, mira proprio a cambiare questa logica, svincolando il Sindaco dalle pressioni dei capigruppo o dalle brame di poltrone e posti chiave. E’ la mossa giusta?

Sì. I cittadini devono poter scegliere autonomamente il candidato che dovrà rappresentarli, devono poter rompere il tetto di vetro costituito dalle liste blindate delle segreterie di partito che indicano i nomi al nostro posto.
Solo così il sindaco può essere davvero vicino ai bisogni della cittadinanza e non essere prigioniero della politica. E’ l’unica strada, questa, in grado di dare al nuovo sindaco la libertà di prendere scelte coraggiose, oggi quanto mai necessarie.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Dicembre 2010 15:46