Il cambiamento sociale è possibile? Stampa
Giovedì 17 Ottobre 2019 19:42

Una domanda difficile ma non impossibile da dare una risposta.

Oggi una società si può definire civile quando, l’Ente pubblico che l'amministra, offre alla collettività: un buon rapporto partecipativo sociale amministrativo, sicurezza, ottimi servizi, sviluppo e tutela dell’ambiente.

Un benessere collettivo che, non a caso, risponde al termine "civile", che deriva dal latino  civilis , derivato di  civis, cittadino.

Per interessi politici, personali e non pubblici, i servizi sono trascurati e abbandonati; da non buoni diventano pessimi. Le parole: sviluppo e benessere collettivo, il loro contenuto nei fatti concreti, scompaiono, e l'ambiente è lasciato a se stesso o, ancor peggio, senza controllo, allo scempio di “selvaggi senza scrupoli”. Un ambiente che per noncuranza e abbandono, negativamente ne risente e distrutto, depauperato, a sua volta, sfavorevolmente e involontariamente, di riflesso, ricambia alla collettività ciò che l’essere umano gli ha fatto (ricordiamoci dell’amazzonia e dell’inquinamento dei mari).

La mala politica e la burocrazia -sua serva- con regole e tempi fa spaziare l’arroganza, la disorganizzazione e malafede, disagi che si ripercuotono negativamente sui cittadini e su tutto il sistema economico.

Il cambiamento, allora, è impossibile?

No, è possibile, se scompare la mala politica e l’amministrazione esecutrice che “ingessa” tutto l’apparato e porta benefici solo ai politici di mestiere e ai suoi amministratori, adulatori e lecchini che, per i propri interessi, fanno i servitori e adulatori di chi detiene il potere.

Come fare?

La cosa più semplice è quella di calare alla guida politica dell’Ente pubblico politici e amministratori con VALORI CIVICRATICI e, comunque, per tenerli lontano dalle “tentazioni”, come “Ulisse” (che volle ascoltare il canto delle sirene ma non tradire i compagni di viaggio) legarli ai principi Civicratici di Civicrazia, dove le regole, obblighi e tempi di risposte per i cittadini sono certi. 

Un percorso di vera democrazia che si rafforza perché vigilato dalla costante presenza del Difensore Civico Regionale  

Solo così si potrà avere il vero Comune Civicratico dove le norme di gestione, politiche-amministrative-sociali, per il vivere civile, sono chiare a tutti e tutti le devono rispettare. Principi e regole chiare che servono per salvaguardare il benessere collettivo e la tutela dell’ambiente,

Ecco le regole Civicratiche, semplici ma incisive e vincolanti:

a) Comune con amministratori sottoposti a un preciso codice deontologico e con obbligo di RISPOSTE PRONTE e soddisfacenti;

b) Nomine a tutti i livelli con procedure trasparenti, con curricula depositati preventivamente per osservazioni di tutti, e pienamente meritocratiche, affinché l’amministrazione pubblica dia RISPOSTE PRONTE e soddisfacenti;

c) Referendum propositivi e direttamente deliberativi, così è il Cittadino a decidere in assenza di RISPOSTE PRONTE e soddisfacenti della pubblica amministrazione;

d) Garante del Cittadino, dando potere al Cittadino. Garante davvero indipendente perché nominato dal Forum dei Cittadini (e non dal politico di turno). In questo modo, il Cittadino ha un aiutante costante per RISPOSTE PRONTE e soddisfacenti della pubblica amministrazione;

e) Bilancio partecipato e sociale con ascolto e potere decisionale dei Cittadini, facendo sì che il Cittadino decida sull’utilizzo delle risorse per RISPOSTE PRONTE e soddisfacenti della pubblica amministrazione;

 f) Collegamento formale, regolamentare e istituzionale del comune alla Macroregione Mediterranea.

Con questo programma, si potrà cambiare quello che non va ed essere tra quei paesi dove il tenore di vita è eccellente.