Civicrazia: dalla democrazia intermittente alla democrazia continua Stampa
Domenica 18 Agosto 2019 13:00
Nelle moderne democrazie è in crisi il sistema della rappresentanza. I cittadini, veri proprietari della democrazia, con il voto, contribuiscono all’elezione dei propri rappresentanti nelle istituzioni. Subito dopo vengono di fatto esclusi da ogni tipo di partecipazione ai processi tipici della democrazia deliberativa. Ciò, nonostante i principi costituzionali che garantiscono il diritto dei cittadini ad essere attori della vita democratica delle proprie comunità e del proprio Paese. Il grande giurista Stefano Rodotà, scriveva che occorre passare dalla "democrazia intermittente", di tipo meramente rappresentativa, nella quale il cittadino è consultato solo nella fase elettorale, alla “democrazia continua” nella quale siano privilegiati gli strumenti di interazione tra decisori pubblici e cittadini. Ma aspettare che il potere pubblico riformi sé stesso, aprendo le istituzioni ai cittadini, può rivelarsi un rimedio peggiore del male. Impegnarsi affinchè il potere pubblico sia davvero al servizio dei cittadini, significa aderire alla Civicrazia. Una rete di Soggetti, e di 4000 associazioni, con la “mission” di restituire al cittadino il ruolo di protagonista e coautore delle deliberazioni delle pubbliche istituzioni. Occorre usare gli strumenti opportuni per democratizzare la democrazia! La rivoluzione civicratica è in atto, ed ha avuto un recente riscontro con il commissariamento di tre Comuni campani, di cui uno capoluogo: Salerno, per la mancata attuazione dei regolamenti che sostanziano la partecipazione dei cittadini alle deliberazioni degli Enti Locali. Ma quanti comuni campani si trovano nella stessa situazione? Il percorso è solo all’inizio, come ha affermato in un’intervista l’Avv. Giuseppe Fortunato Difensore Civico della Regione Campania, che ha firmato i decreti di Commissariamento dei Comuni di Villaricca, Sassano e Salerno. Ogni cittadino può segnalare al Difensore Civico norme statutarie rimaste lettera morta, in materia di partecipazione dei cittadini alla “cosa pubblica”. Siamo probabilmente ad una svolta epocale. Il cittadino da suddito diventa protagonista delle Istituzioni.

Avv. Giuseppe Storti