Come combattere la fuga degli operatori sanitari all'estero? Stampa
Martedì 28 Maggio 2019 10:36

Sono diverse le motivazioni che spingono i medici e gli infermieri Italiani ( in 5 anni 6000 unità considerando la somma delle due categorie) a presentare la richiesta per poter lavorare all’estero; in primo luogo possiamo considerare la voglia di perfezionare le competenze acquisite(soprattutto in ambito chirurgico), in secondo luogo gli aspetti culturali e religiosi, ed infine i singoli interessi specifici appartenenti a determinate categorie. Le associazioni medici di origine straniera in Italia (Amsi) e l'Unione medica euro-mediterranea (Umem), soci fondatori del movimento internazionale "Uniti per Unire", insieme ad altre numerose associazioni e comunità aderenti, presentano ciclicamente le statistiche riguardo le richieste arrivate e che, inevitabilmentecontinuano ad arrivare allo sportello congiunto attivato presso l'Amsi e che saranno illustrate insieme ad altridati in apertura del Congresso dell'Amsi stessa che si svolgerà il prossimo 22 Giugno a Roma con evento accreditato con Ecm per tutte le professioni. Ciò che ne emerge è che, anche in ambito sanitario, sta prendendo piede la cosìdetta “fuga dei cervelli”, fenomeno che orami da molto tempo caratterizza il nostro Paese. A risentire di questo fenomeno sono tutti gli attori protagonisti del Sistema Sanitario Nazionale , dagli erogatori dei servizi(che non possono usufruire di personale qualificato) fino agli utenti che non ricevono una performance ottimale da parte degli operatori sanitari. Risulta essere indispensabile, invece, creare le condizioni sia lavorative che di ricerca universitaria (urgono 10 mila borse di specializzazione) per fare in modo che i nostri talenti possano esprimersi al meglio.La realizzazione di tale obiettivo passa inevitabilmente per la lotta alla sottopaga, allo sfruttamento lavorativo edall’eccessiva burocrazia nell'ambito dell'esercizio della professione medica; è auspicabile che le Istituzioni trovino il coraggio per adottare i cambiamenti radicali di cui il nostro Paese ha bisogno per poter rinascere.