Prevenzione ed educazione alla salute come soluzione alle difficoltà del sistema sanitario nazionale. Un esempio dall'obesità infantile Stampa
Sabato 04 Maggio 2019 14:52

Secondo l’Istituto Mondiale per la Sanità i Paesi dell’Europa Meridionale (Spagna, Italia, Malta, Grecia e San Marino) sono quelli che presentano i dati più preoccupanti in tema di obesità infantile; ciò che è venuto fuori al Congresso Europeo sull’obesità che si è tenuto a Glasgow, nel Regno Unito, è che c’è una forte relazione tra lo sviluppo della grave obesità ed il mancato allattamento al seno da parte dei bambini. Più a lungo un bambino viene allattato al seno, maggiore è la sua protezione dall'obesità.Infatti come ha affermato Bente Mikkelsen, direttore della divisione delle malattie non trasmissibili e promozione della salute attraverso il corso di vita, Oms/EuropaQuesta conoscenza può rafforzare i nostri sforzi nella prevenzione dell'obesità. Agire sull'obesità infantile, compresa l'obesità grave può avere grandi benefici, non solo per la salute e il benessere dei bambini, ma anche per i sistemi sanitari nazionali, quindi dobbiamo fare tutto il possibile per promuovere e proteggere l'allattamento in tutta la Regione"L'obesità grave, infatti, risulta essere un problemaestremamente serio che caratterizza la salute pubblica ed i risultati degli ultimi studi effettuati dimostrano che un gran numero di bambini nella regione europea ne soffre(come detto prima soprattutto in quella meridionale). Dato il suo impatto sull'istruzione, sulla salute, sull'assistenza sociale e sull'economia, il nuovo rapporto sottolinea che l'obesità deve essere affrontata attraverso una serie di approcci che agiscono a livelli differenti, dalla prevenzione alla diagnosi precoce ricorrendo al trattamentomente solo come ultima spiaggia. Questo tipo di approccio andrebbe preso ad esempio anche per la cura verso altri tipi di patologie: infatti in un momento in cui il sistema sanitario nazionale è portato ad avere ingenti difficoltà, sia in termini di organico che di risorse da destinare alle attività, la promozione di attività di prevenzione e la diffusione dell’educazione alla salute diventano imprescindibili per provare ad evitare che la “domanda” di prestazioni sanitarie(a tutti i livelli) superi la possibile offerta. Potrebbe essere questa la linea guida su cui basare le attività future.