Ticket to Ride….prima stazione Macroregione Mediterranea Stampa
Lunedì 04 Febbraio 2019 09:35

Ticket to Ride è un pluripremiato gioco da tavolo, o di società come si diceva una volta, pubblicato nel 2004.

Benché inventato da un tedesco, Alan R. Moon, esso si ispira alla grande epopea Americana, del Vecchio West e della costruzione della “Ferrovia”, intesa come volano di sviluppo sociale ed economico.

Esso è un gioco di strategia, i cui giocatori devono costruire una rete ferroviaria, collegando le città presenti sul tabellone secondo degli obiettivi forniti dalle carte.

Il gioco è di grandissimo successo visto che in 10 anni ne sono state vendute oltre 750.000 copie.

Come si vede dalla mappa, gli ideatori del gioco, avevano già un stridulo presentimento.

Mentre le linee ferroviarie europee sono ben strutturate e colorate…quelle italiche risultano povere e grigie.

Da Roma in giù il primo sentimento, dopo la visione della mappa, è di un deserto miserabile.

In effetti è proprio così.

In Sicilia per andare in treno da Palermo a Trapani, un collegamento diretto non c’è, ma facendo diversi cambi di percorso, un po’ di salubre pedamentina, un po’ qualche altro mezzo rotabile, Trenitalia in circa tre ore garantisce l’arrivo…almeno sulla carta.

Per andare in treno da Napoli a Bari, conviene certamente un autobus, che almeno fa via diretta.

Gli accaniti giocatori di “Ticket to Ride” dovranno invece in sole  4 ore, mezz’ora più mezz’ora meno, fare uno splendido  viaggio nella storia ultra-millenaria dell’umanità, passando per Napoli, Caserta, Benevento, Foggia, Barletta, Trani, Bari.

Ma anche sopra Roma, da circa un anno pendolari, uomini d’affari e viaggiatori del nuovo “Grand Tour”, non se la passano bene.

Per un misterioso “guasto alla rete elettrica dell’alta velocità” su un Milano-Napoli si accumulano anche 3 ore di ritardo, ogni giorno.

E’ chiaro che per motivi diversi, l’Italia paga un prezzo altissimo alla modernità economica, sociale, di sviluppo generale e di PIL, rispetto al resto del mondo, per arretratezze strutturali e “governance” sbagliate.

La Macroregione Mediterranea, rappresenta oggi una grande opportunità di rilancio; la Stazione di Partenza della nuova Ferrovia.

Anche su questo nuovo modello di sviluppo, finanziato dai singoli stati membri e dalla Comunità Europea, mentre nel resto dell’Europa e dell’Italia, si implementava la nuova governance, al meridione, imbalsamati nelle logiche “accaparrative” della vecchia politica locale, la Macroregione è rimasta oscuro oggetto di desiderio, rinchiuso in una soffitta polverosa.

La strategia delle Macroregioni è fortemente in discontinuità con il modello di gestione della politica attualmente in voga.

In voga non ovunque,  dato che in avanzate culture occidentali la gestione della Res Pubblicae ha un elevatissimo valore etico, e la corruzione è rapidamente e fortemente sanzionata in via definitiva.

Nel nuovo modello la responsabilità di gestione delle risorse, compete ad un organismo che esprima  pienamente la “democrazia dal basso” e che potremmo sintetizzare nell’inno di Patti Smith…”People have the power”.

Oggi la Macroregione Mediterranea ha un suo “Comitato di Cittadini” legalmente costituito ed approvato, che riconosce nel Difensore Civico della regione Campania il proprio alter ego istituzionale.

Ma secondo il filosofo Thomas Hobbes, il rischio che altri gruppi di “Homo Homini Lupus” fagocitino il buono nascente, è molto alto.

Aggreghiamoci rapidamente, noi rappresentanti liberi, competenti e fecondi della società civile, intorno al Difensore Civico e costruiamo LA “STAZIONE CENTRALE” di un Nuovo Mondo.

I CITTADINI VOGLIONO SUBITO IL DIFENSORE CIVICO NAZIONALE