L'articolo 2 della nostra Costituzione e la Macroregione Mediterranea Stampa
Lunedì 04 Febbraio 2019 09:32

«La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.»
In quest’ articolo la Repubblica si porge a garante dei diritti dell’uomo in ogni sua espressione sia di singolo cittadino che di forma sociale. Al giorno d'oggi invece, stiamo assistendo ad una sempre maggior intolleranza verso tutto ciò che mina l’equilibrio di ogni singolo cittadino. 
Partendo dalle varie forme di “bullismo” che si sviluppa nei ragazzi portandoli ad accrescere il proprio “ego” per paura di non sentirsi accettati dalla massa, portandoli alla violenza di genere, alla mancanza di rispetto verso le bellezze della propria terra, anche culturali e al disconoscimento della propria storia. 

Non si può e non si deve permettere che la società diventi una massa controllata di “zombie” , un popolo che non dia un suo contributo alla crescita globale, che non si senta più responsabile di quanto succede attorno a sè. La prima forma di società è la famiglia, all’interno della quale si crea la prima organizzazione, ogni membro è parte di un unico soggetto sociale. Per il benessere di quel soggetto, ognuno deve collaborare e rendersi parte attiva, ognuno ha il dovere di partecipare al benessere. Ebbene, se si porta questa organizzazione al di fuori, si vede come dovrebbe e potrebbe influenzare positivamente gli altri ambiti quali la scuola, il lavoro, le comunità laiche e religiose. E’ noto che la nascita di Comuni, Province, Regioni è conseguente a quanto indicato. E’ qui che c’è da riflettere, perché il bene comune non deve limitarsi al “comune di residenza”, bensì espandersi fino a realizzare quello che oggi è finalmente la “MACROREGIONE MEDITERRANEA”, che, in sinergia con le altre quattro macroregioni attuali e quelle future, realizzino una nuova forma di progettualità tale da rendere tutti partecipi per uno sviluppo sostenibile. In tutti i paesi dell’UE, e non solo, si assiste ad un sempre crescente malessere, che si manifesta nel peggiore dei modi. Alla base di tutto c’è una sola ragione, cioè l’aumento vertiginoso di chi detiene il potere economico e lo usa solo al fine di tutelare il proprio benessere, senza una ridistribuzione delle risorse economiche attraverso la realizzazione di nuovi posti di lavoro o prodigandosi al fine di realizzare una “sharing economy” attraverso la quale si avrebbe una responsabilizzazione attiva del benessere economico. Di fatto, invece, stiamo assistendo ad una fase in cui tutto ciò sta portando ad una serie di conflitti per aggiudicarsi nuove forme di potere economico e territoriale. 
L’esistenza dei “diritti naturali”, che appartengono per “natura” all'uomo, precedono l'esistenza stessa delle Istituzioni che li devono riconoscere e soprattutto garantire concretamente.
Infatti un chiaro esempio è la “Dichiarazione universale dei diritti umani” , un documento sui diritti della persona adottato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nella sua terza sessione, il 10 dicembre 1948 a Parigi.

In tale spirito il frutto più avanzato è la Macroregione Mediterranea.

Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Febbraio 2019 09:34