l Gattopardi Stampa
Mercoledì 30 Gennaio 2019 14:32

Non ce ne voglia il dr. Luigi De Magistris, non è il primo di una lunga lista e non sarà nemmeno l'ultimo....

Da alcune settimane il sindaco di Napoli è molto impegnato nel promettere azioni concrete su tematiche molto interessanti, ma alquanto marginali rispetto ai bisogni di guida della città di Napoli.

In particolar modo la sua attenzione è orientata verso la questione degli sbarchi dei migranti, e la conseguente politica di accoglienza.
Sono argomenti che toccano i più profondi valori dell'etica individuale ed al tempo stesso della collettività.
Malauguratamente per i residenti nel comune di Napoli, però, vecchi e nuovi problemi affliggono la città, e su questi sindaco e giunta sono sostanzialmente latitanti.
Il Sindaco è prossimo alla scadenza del suo mandato, e non fa mistero di essere proiettato verso altre posizioni da statista di rango, tra cui il "governo" della Regione Campania.
La considerazione prima che viene in automatico, riguarda il sospetto che il signor De Magistris stia utilizzando la sua attuale posizione, e risorse economiche della collettività, per farsi la sua personalissima campagna elettorale.
Questo modus operandi, ahi noi, è molto diffuso tra i politici italiani.
Nel frattempo non c'è giorno che la funicolare o la metro, non abbiano un fermo per guasto...non c'è giorno che cittadini e commercianti non siano in balia della malavita...non c'è giorno che Stato Centrale e Comunità Europea chiedano la restituzione di decine di milioni di euro non utilizzati...non c'è giorno che gli ospedali metropolitani e/ o altra edilizia pubblica, non cadano a pezzi...
dentro e fuori di metafora...assistiamo impotenti ad un crollo generale...
Al sindaco di Napoli, ed a tanti altri "statisti di rango", che affollano social e media del nostro Paese, e che promette di attrezzare una flotta per recuperare i migranti in mezzo al mare, non chiediamo nemmeno più di fare il Sindaco invece che il candidato in campagna eletterola....ma almeno che abbia il buon gusto di dimettersi, lasciando ad altri la responsabilità e la facoltà di "governare" la città.