La sobrietà del dolore - Mattarella e l'Italia hanno atteso Megalizzi Stampa
Mercoledì 16 Gennaio 2019 19:10

Non ci dobbiamo abituare alla orribile morte della migliore gioventù. Ragazzi che lasciano le famiglie e il nostro Paese con la speranza di cambiare il mondo, per renderlo più giusto, più solidale, sempre più attanagliato dalla violenza, dalla montante cattiveria, dalla dilagante invidia e gelosia che contribuiscono ad inaridire la mente e il cuore. Sono diventate familiari le immagini dell'arrivo all'aeroporto di Ciampino delle bare di questi nostri ragazzi, dove una piccola nube di genitori e fratelli si stringono forte per tentare di trovare la forza di continuare a vivere. Ogni volta, immancabilmente, sotto la pancia degli aerei che trasportano la morte troviamo il Presidente della Repubblica, intristito dal dolore, ma sempre presente. In questi giorni, i social, sono sommersi da ondate di reazioni in merito alla grande visibilità che è stata riservata all'arrivo in Italia di Cesare Battisti e, il poco interesse da parte del mondo della politica e del Governo, all'arrivo della salma di Antonio Megalizzi, ucciso da una pallottola a Strasburgo durante un attentato terroristico. A ricevere il ventinovenne Antonio, all'aeroporto di Ciampino, c'era il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la più alta magistratura dello Stato, accompagnato dal ministro Fraccaro. Il capo dello Stato si è raccolto in preghiera davanti alla salma e ha avuto un breve colloquio con i genitori di Antonio. La morte è una cosa seria, non è uno spettacolo per spettatori disinteressati o distratti. Ormai, tutto viene usato per apparire, e anche un fatto tragico diventa una occasione per mostrarsi. Antonio Megalizzi ha ricevuto l'abbraccio, il saluto silenzioso, le preghiere del Presidente della Repubblica e il cordoglio di tutto il popolo italiano rappresentato dal capo dello Stato, con grande sobrietà del dolore.