"La Macroregione Mediterranea in Europa. Una Favola o un’Opportunità?" Stampa
Mercoledì 16 Gennaio 2019 18:45

Se è più di un decennio che esiste in Europa la Politica Macroregionale, spontanea è la domanda perché al Sud risulta ancora sconosciuta o peggio estranea. Si potrebbero ipotizzare diverse risposte, dunque, motivazioni o giustificazioni, ma senza voler entrare nel merito, sicuramente quello che risulta lampante è la “lentezza” con cui ancora oggi, a distanza di più di un secolo, il Sud, il Meridione in genere, avanza verso il futuro, delegittimando e inficiando  di fatto le opportunità di crescita e di sviluppo per sé e per i suoi concittadini, che devono “sopravvivere” accontentandosi di quello che riescono a fare e ottenere. Non è una favola, non è una leggenda, ma è storia; cruda, nuda e reale, che fa male e che molti non vogliono ammettere o sentirne parlare, perché la colpa non è mai di chi funge da carnefice, ma sempre della vittima, che invece di lamentarsi o fare piagnistei, deve darsi da fare!! Dunque laddove esiste un’ingiustizia sociale, dove viene distribuito molto ma molto poco, dove vengono violati diritti costituzionali, la causa è sempre della parte debole. È come se dovessimo ribaltare ogni morale delle favole con cui siamo cresciuti: la colpa, pertanto, non è della strega cattiva o della matrigna, ma di Biancaneve e di Cenerentola.Paradossale? Forse, ma nemmeno tanto, perché in entrambe le favole il lieto fine viene garantito e permesso sempre da terze persone, dai “Principi” (nel caso specifico), giammai le due protagoniste si ribellano, combattono per la giustizia, ma si arrendono e accettano il loro triste e ingiusto destino, “sopravvivendo” con animo gentile, moderato, modesto e al contempo forte e dignitoso nel sopportare, allegro e ottimista, perché in loro c’è sempre speranza. Ma perché, invece, non si sono mai ribellate e hanno preteso quello che era loro di diritto? Perché, non hanno mai affrontato il loro carnefice, rivendicando i loro diritti e mettendoli dinanzi ai loro soprusi?
Questa riflessione, molto provocatoria, vuole essere uno strumento di analisi diverso, innovativo e trasversale, per invogliare i lettori, e dunque i cittadini del Sud, a essere finalmente protagonisti del cambiamento, del rinnovamento e dello sviluppo delle loro terre, per godere in modo libero e ugualitario di ogni diritto e per garantire ai nostri figli un futuro degno di un paese civile. Senza entrare in polemiche sterile o in concetti talmente chiari e indiscutibili, che ormai lasciano davvero il tempo che trovano.
Il ripristino della veridicità storica è un fatto assoluto e incontrovertibile, e su questo punto non ci sono discussioni, perché è un dovere da parte dell’umanità; altra cosa è l’atteggiamento da assumere nei confronti dello stato di fatto e di diritto in cui viviamo oggi, e soprattutto il ruolo e la volontà che vogliamo esercitare per cambiare le cose. Perché il Sud merita rispetto e dignità.
Primo passo, dunque è guardare avanti e approfittare delle opportunità esistenti. Tra queste, la Macroregione Europea, che per l’appunto non è una favola, ma una grande opportunità di crescita, riscatto e sviluppo.
Essa, infatti,  rappresenta un’opportunità di crescita per tutti i territori, e impatta tematiche importantissimi, tra cui, in primis, il trasporto, l’energia, la criminalità.
La cosa più importante che sottende la Macroregione, è la coesione dei territori, dunque l’unione. Anche perché  principio cardine che sottende qualsiasi tipo di unione o aggregazione è quello di “risolvere” insieme i problemi comuni.
A latere di ogni deficienza nazionale, pertanto, grazie e attraverso la Macroregione, si ha l’opportunità di  affrontare “in chiave europea” problemi e sfide che tutti i cittadini sentono e che attualmente, in relazione al contesto socio politico che stiamo vivendo, possono essere un antidoto ai populismi; al sentimento di rabbia e di impotenza, all’inneggiare all’odio e al razzismo. Una Macroregione mediterranea, che coinvolga ad esempio anche Tunisia, Egitto, Algeria, Libia potrebbe essere anche l’occasione per gestire in modo  organico la questione dei flussi migratori.  Oggi i popoli del Mediterraneo hanno una Grande opportunità, quella di concertare insieme soluzioni e progetti per risolvere problemi antichi e annosi, che di fatto impediscono a chi nasce o vive in questi meravigliosi posti di vivere dignitosamente, e di avere le opportunità di garantirsi una vita QUALITATIVAMENTE migliore (che  dia la possibilità ai ragazzi di non dover emigrare per riuscire a lavorare e vivere, e di potersi curare a casa propria).
Le favole sono belle, importanti, fanno sperare e sognare, tuttavia, oggi ci impegniamo a scrivere una nuova Storia, quella della Macroregione Mediterranea.