Mattarella: “La Repubblica è il nuovo comune destino” Stampa
Mercoledì 02 Gennaio 2019 01:16

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo messaggio di fine anno, ha voluto richiamare le forze politiche a rafforzare il concetto di appartenenza alla Repubblica. Da molte parti, arrivano voci, di possibili divisioni del tessuto nazionale. Il richiamo del Presidente della Repubblica echeggia i drammi, le morti di milioni di soldati-ragazzini che andando al fronte pensavano di combattere l'ultima guerra del Risorgimento, per l'Unità dell'Italia. Il Presidente, citando la Repubblica, ha voluto proprio ricordare il sacrificio dei soldati e il dolore delle loro famiglie, a chiusura del primo centenario della Grande Guerra del 1915-1918.

Ma, il Presidente, soffermandosi sul concetto solidale di Repubblica, ha voluto ricordare anche tutto il mondo che gratuitamente offre il suo tempo e il suo amore per aiutare gli ultimi: i poveri, gli emarginati, gli ammali. 
In maniera perentoria ha chiesto che la carità non può essere tassata. Un chiaro messaggio al Governo, di non procedere al varo di una norma che, se approvata, provocherebbe un gravissimo danno al mondo del volontariato. Un volontariato che coinvolge tutta la comunità nazionale e, non a caso, il Presidente della Repubblica, ha ricordato quella Signora anziana che il giorno di Natale, sentendosi sola, ha chiamato i carabinieri per avere un poco di compagnia. 
Ci sono una miriade di sprechi, cominciando da quel privilegio, tutto italiano, delle macchine blu. Ogni  giorno le vediamo scorrazzare per le strade della Capitale. Ecco, iniziamo da lì a tagliare e non a tassare le istituzioni che fanno del bene. Purtroppo, i privilegi resteranno e le macchine blu saranno sempre più grandi, anche perché sarebbero gli stessi privilegiati che dovrebbero tagliarle.
Le cose devono cambiare in fretta, dobbiamo riscoprire lo spirito di fratellanza e dello stare insieme, le istituzioni non devono deludere le aspettative dei cittadini. Solo così gli italiani resteranno uniti.