Il giudizio della storia ha tempi lunghi Stampa
Mercoledì 28 Novembre 2018 21:42

In questi giorni abbiamo assistito alla cerimonia per il primo centenario della Camera dei deputati. Alcuni mezzi di informazione hanno riportato che hanno citato Bettino Craxi. Chissà, forse i ragazzi di oggi non sanno chi era Craxi, d'altro canto non conoscono neppure Giacomo Matteotti e neppure la stragrande maggioranza degli uomini che con il loro sacrificio hanno contribuito a costruire la Patria. Ma che parola antiquata, la Patria, che sa di muffa e che nessuno pronuncia mai. A forza di distruggere i maestri del passato, perché sono vecchi, hanno costruito il nulla. Tornando a Craxi, i suoi figli si sono commossi, qualcuno ha protestato per la citazione. Craxi fu costretto ad andare in esilio, altri indenni continuarono a gestire indisturbati il potere. Intervenendo alla Camera disse che il suo partito aveva svolto delle azioni illegali, ma lo facevano tutti. Disse anche, rivolto ai colleghi, chi non lo ha mai fatto si alzi in piedi. Tutti rimasero seduti, lui uscendo da un albergo, fu sommerso da monetine. Morì in esilio, senza tornare i Patria, neppure gli ultimi tempi, per curarsi nel suo paese.
     Gli applausi di oggi a Craxi, ci fanno capire che la storia ha bisogno di tempi lunghi per poter pronunciare un giudizio imparziale. Il nostro paese non ha memoria, tende a dimenticare tutto e, poi, oggi gli italiani sono così occupati a guardare i social che non si rendono conto delle precarie condizione in cui si trova la Patria. Ovviamente, qualcuno dovrà insegnare loro cos'è la Patria, la libertà e la democrazia.